XXIII Domenica tempo ordinario

Letture della Messa: Sapienza 9,13-18; Filèmone 9b-10.12-17; Luca 14, 25-33

Il discepolo di Gesù

Gesù sembra chiedere l’impossibile! “Lascia tutto e seguimi”.
Addirittura: “Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo”. Forse che la vita non dà già le sue ‘croci’, le sue gioie e fatiche?! Allora cosa altro deve fare l’uomo per seguire Gesù? Mettersi addosso un'altra croce? Ma seguire Gesù è una croce ?
Seguire Gesù fa vivere bene tutto.
Chi segue Gesù fa il calcolo giusto della vita: non perde nulla e guadagna tutto. Quando si prova a vivere così, si sperimenta che è vero.




Numero 28/1202 - 17 luglio 2010

XVI Domenica tempo ordinario

Letture della Messa

Genesi 18,1-10; Colossesi 1,24-28 Vangelo di Luca 10,38-42

Gesù Amico, in casa nostra

Che cosa di più bello? Averlo in casa, ascoltarlo, servirlo, come Amico e Maestro della vita. E’ il massimo per chi ama e si sente amato. Le nostre case, le nostre famiglie, ospitano il Signore, come Marta e Maria (e Lazzaro!) a Betania. Abbiamo dato ospitalità a Gesù nella nostra vita fin dal battesimo, e poi lo abbiamo accolto nell’eucaristia e abbiamo ricevuto la sua misericordia nella confessione e il suo amore nel sacramento del Matrimonio. Gesù abita in mezzo a noi, come diciamo ogni giorno a mezzogiorno con la preghiera dell’Angelus.
Gesù voleva loro molto a Marta, Maria, Lazzaro e stava volentieri con loro.
Gesù vuole molto bene a noi. Continuiamo a ospitarlo in casa, con la fede vissuta e praticata in famiglia. Il gesto della carità, tra i componenti della famiglia e verso gli ospiti - di vario tipo! - è segno dell’ospitalità data a Gesù stesso. Come Abramo che ha accolto i tre ospiti, noi accogliamo Dio.















Numero 27/1201 - 10 luglio 2010

XV Domenica
tempo ordinario

Letture della Messa

Deuteronòmio 30,10-14; Colossesi 1,15-20
Vangelo di Luca 10,25-37

Chi è il buon Samaritano

Gesù racconta oggi nella Messa la parabola del Buon Samaritano: lo straniero che si ferma a soccorrere un uomo ferito sulla strada.
Gesù sembra descrivere se stesso e la sua opera. Proprio lui è
’lo straniero’ che ha percorso la strada dell’uomo e lo ha soccorso, caricandoselo addosso.
Gesù indica a ciascun cristiano la via per fare come lui. Il prossimo ce lo troviamo vicino nella strada della vita: è un amico che ha bisogno, è uno straniero, può essere un figlio non atteso o un figlio difficile.
Il Signore ci dice attraverso Mosè: “Questa parola è molto vicina a te, perché tu la metta in pratica…”. Vicina come le circostanze della vita, come il prossimo che incontri. La carità di Cristo continua nei discepoli. Domenica scorsa Gesù ci indicava la missione attraverso l’annuncio, adesso attraverso l’opera di carità.

Oggi, San Benedetto da Norcia

Giovane studente, lascia Roma perché non ne sopporta la confusione e la corruzione, e va a vivere in una grotta del monte Subasio. Viene ricercato dai contadini e da altre persone che si affidano a lui. Inizia con loro un metodo di vita fondato sulla preghiera e sul lavoro, sulla stabilità e l’obbedienza. Con lui inizia il monachesimo occidentale e la ripresa di vitalità dell’Europa.



Numero 26/1200 - 3 luglio 2010

XIV Domenica - tempo ordinario

Letture della Messa

Isaia 66,10-14; Gàlati 6,14-18; Vangelo di Luca 10,1-12.17-20

In missione per amore

Gesù manda davanti a sé discepoli a preparargli la strada. E’ sempre così. Gesù non arriva da solo, ma attraverso la presenza, l’annuncio e la testimonianza dei cristiani, in particolare dei sacerdoti che hanno un compito specifico. Il popolo di Dio è attento ai suoi pastori, riconoscente e desideroso di averli, come è documentato anche dai fatti di questi giorni. Il compito dell’annuncio e della testimonianza è consegnato però a tutti i cristiani. L’estate, che ci mette in contatto con tante persone in ambienti diversi, offre tante occasioni.
Possiamo essere testimoni di Gesù perché l’incontro e la familiarità con Lui ci danno il desiderio di comunicarlo, con la limpidezza e decisione di S.Paolo. Se dobbiamo sperimentare il dramma del rifiuto e dell’indifferenza, ci viene donata anche la bellezza e la gioia di chi torna a vivere accogliendo il Signore.

Questa domenica comincia
ESTATE RAGAZZI
tre settimane di gioco, lavoro, uscite, canti, amicizia. Si ritrovano insieme un centinaio di ragazzi e una ventina di giovani e adulti.
Un bell’AUGURIO di BUONA ESTATE


Numero 25/1199 - 27 giugno 2010

XIII Domenica
del tempo ordinario

Letture della Messa

Primo Libro Re 19,16-21; Gàlati 5,1.13-18
Vangelo di Luca 9,51-62

In cammino….

Cammina deciso verso Gerusalemme. Così il Vangelo di questa domenica presenta Gesù.
Quando Gesù cammina avanti così, dove si può andare? La cosa più bella e più vera è seguirlo. Magari senza pretese e senza pensare di essere capaci di fare tutto, ma affidandosi a Lui.
Occorre seguire con decisione, con un cuore intero, senza calcoli e anche senza nostalgie. Dovunque Lui vada e dovunque ci porti, Lui è il Signore, Colui che ci vuole bene e che ci tiene alla nostra vita più di quanto ci teniamo noi stessi. Ci tiene alla vita delle persone che amiamo più di quanto ci teniamo noi. Questa è la vera libertà della vita.




Numero 24/1198 - 20 giugno 2010

XII Domenica
del tempo ordinario

Letture della Messa

Zaccaria 12,10-11;13,1; Gàlati 3,26-29
Vangelo di Luca 9,18-24

“Voi, chi dite
che io sia?”

Pietro, voce di tutti gli apostoli, fa la differenza. E’ lui a riconoscere Gesù per quel che veramente è. A me càpita ogni volta, guardando il Papa, nei suoi chiarissimi e mirabili discorsi e nei suoi atteggiamenti, di avere la stessa percezione: il Papa riconosce Gesù e lo segnala a tutti e a tutti indica la strada – vera anche quando è sofferta – per seguirlo.
La fede in Gesù, annunciata a tutti da Pietro e ora dal Papa, è un punto di unità e pace tra tutti i cristiani e tendenzialmente anche tra tutti gli uomini.
Si arriva a Cristo attraverso chi già lo ha riconosciuto e lo indica al mondo: a partire dal Papa e
con la sua garanzia, gli apostoli e i santi, come
Giovanni Battista e anche tanti uomini d’oggi.
E’ una fede che non soltanto lo riconosce con la
ragione, ma lo accoglie nella vita, come Colui che vale di più e ci fa vivere.

Festa di San Giovanni Battista

Una comunità cristiana rinasce dalla fede in Gesù e si esprime nella preghiera, nella gioia della comunione fraterna - come è stato nella
cena di questa settimana ed è nel lavoro di questi giorni - nella carità, nella testimonianza.





Numero 23/1197 - 13 giugno 2010 - Sant’Antonio

XI Domenica
del tempo ordinario

Letture della Messa

Secondo Libro Samuele 12,7-10.13
Gàlati 2,16.19-21; Vangelo di Luca 7,36-8,3


Finita la scuola…

...la vita continua. Continuano il lavoro, la famiglia, le attività di ogni giorno. Continua la vita della nostra comunità parrocchiale, nel ritmo fedele della liturgia, attraverso la quale Gesù ci accompagna di domenica in domenica e anche di giorno in giorno.
I ragazzi sono a casa. Quelli di terza media e di quinta superiore sono impegnati con gli esami. Gli altri dormono di più al mattino e poi giocano, vanno in spiaggia con i genitori, inventano mille cose da fare.
In parrocchia c’è adesso l’occasione della festa di San Giovanni Battista, poi l’Estate ragazzi, e insieme il campo vacanze per le superiori, poi per le medie, poi anche per le famiglie: occasioni belle e intense per una gioia e una compagnia più grandi, che ritemprano corpo e anima.
Vogliamo un’estate bella, fruttuosa, contenta.
Con qualche buon libro da leggere, qualche bella occasione di incontro, qualche uscita interessante. Non saranno le cose vuote a farci contenti. Sole, mare, monti, buone compagnie e in tutto la presenza di Gesù, che fa bello il mondo

Si comincia
sempre
dalla misericordia

Non potremo mai toglierci dagli occhi la figura di quella donna prostrata ai piedi di Gesù, che lei cosparge con i suoi preziosi profumi.
Un affetto grande, come solo chi ha sofferto e ama veramente sa avere.
E’ una donna che ha peccato e Gesù la guarda con tutta la sua misericordia.
Da quel momento, sappiamo che Gesù guarda tutti così. Tutti possiamo ricominciare a vivere e a sperare partendo dal suo sguardo e dal suo abbraccio. Lo ritroviamo ad ogni Messa e ad ogni confessione. Lo domandiamo ogni sera e ogni mattina.



Numero 22/1196 - 6 giugno 2010
CORPUS DOMINI
Letture della Messa
Genesi 14,18-20; I.a Corinti 11,23-26; Vangelo di Luca 9,11-17

La Processione Eucaristica
del Corpus Domini
è un segno bellissimo della presenza del Signore Gesù in mezzo al suo Popolo.
Cristo non solo è pane che nutre,
Eucaristia che riunisce,
ma anche Presenza che vive e cammina con noi.
Gesù è un Dio fedele.
Gli domandiamo la grazia di essere noi un Popolo fedele.

Ore 7,30 Santa Messa ed esposizione eucaristica
Ore 8,30 Processione in direzione del cavalcavia
Ore 9,30 Santa Messa celebrata da don Giovanni
Ore 11,15 Santa Messa con il battesimo di
PADOAN AURORA, BOSCOLO GAIA, DE BEI GIORGIO
Ore 18,30 Santa Messa vespertina

Festa dei Santi Felice e Fortunato
900 anni dall’arrivo dei Santi a Chioggia

Martedì 8 giugno. In mattinata l’Urna dei Santi viene portata a Malamocco
ore 18,30 a Malamocco Messa del vescovo Adriano con i sacerdoti di Chioggia e Venezia
ore 20 arrivo al Santuario dell’Apparizione di Pellestrina; ore 21 Messa della “Stella”
ore 22 Processione fino alla Chiesa di Ognissanti
Le persone che desiderano partecipare al pomeriggio-sera si accordano con il parroco
Mercoledì 9 giugno. Tutto il giorno l’urna dei Santi è esposta per la venerazione dei fedeli
ore 18.00 Vespro Solenne
Giovedì 10 giugno ore 18,30 in piazza Vigo accoglienza dell’urna e statue dei Santi; processione fino alla Cattedrale, dove verrà celebrato il Vespero.
Venerdì 11 giugno: mattino Messa delle comunità; ore 11,15 parrocchia S.Giovanni Battista
ore 18 Messa Pontificale del Vescovo Adriano



Numero 21/1195 - 30 maggio 2010

Santissima TRINITA’
Letture della Messa
Proverbi 8,22-3; Romani 5,1-5; Vangelo di Giovanni 16,12-15

La festa della Santissima Trinità
ci presenta la grandezza e bellezza di Dio,
Un solo Dio in Tre Persone,
Padre e Figlio e Spirito Santo,
Comunione di Amore che crea il mondo,
si dona agli uomini perché noi
possiamo partecipare allo stesso amore e alla stessa vita,
ora e per l’eternità.

Vent’anni fa
il 26 maggio siamo entrati in questa nostra Chiesa divenuta la nostra casa e il centro della nostra fede.



Numero 19/1193 - 16 maggio 2010

ASCENSIONE del Signore
Letture della Messa
Atti 1,1-11; Ebrei 9,24-28; 10,19-23; Vangelo di Luca 24,46-53

ASCENSIONE: quaranta giorni dopo la Pasqua Gesù sale al cielo e viene accolto da Dio Padre.
Ma non lascia vuota la nostra vita.
Egli è presente nella Chiesa e incontra ogni uomo nella potenza del suo Santo Spirito.
Gesù è presente nell’Eucaristia e diventa nostro pane nella Comunione.
Oggi
quarantadue ragazzi ricevono il Signore Gesù nella Eucaristia, accompagnati dai genitori, catechisti e tutta la comunità. Gesù è l’amico della vita, da guardare ogni giorno e incontrare nella festa di ogni domenica.

Oggi la Messa della Prima Comunione inizia alle ore 11



Numero 17/1191 - 2 maggio 2010

Quinta Domenica di Pasqua
Letture della Messa
Atti 14,21-27; Apocalisse 21,1-5; Vangelo di Giovanni 13,31-35

AMARE COME GESU’…

Questa domenica il Vangelo ci conduce al dramma della passione, dove Gesù mostra la pienezza dell’amore come dono di sé. Egli arriva a dirci: “Amatevi come io vi ho amato” .
Dove esiste un filo di questo amore, cominciano ‘un cielo nuovo e una terra nuova’ e Dio stabilisce in mezzo a noi la sua tenda.
Tutti noi, come persone e famiglie cristiane, come e comunità cristiana domandiamo di essere un segno visibile e chiaro di quest’amore.
Chi rende possibile questo modo di amare è Gesù stesso, annunciato, vissuto e riconosciuto presente: così lo raccontano gli Atti degli Apostoli e lo testimonia la storia della Chiesa.



Numero 16/1190 - 25 aprile 2010

Quarta Domenica di Pasqua - Buon Pastore

Letture della Messa
Atti 13,14.43-52; Apocalisse 7,9.14-17; Vangelo di Giovanni 10,27-30

GESU’:
ecco il Pastore della nostra vita

Gesù è il pastore di cui abbiamo bisogno: Gesù, una voce da ascoltare, un testimone e un maestro da seguire. Egli si rende presente e ci conduce attraverso i suoi apostoli e coloro che egli continua a chiamare al compito dell’apostolato, come Paolo e Barnaba nella prima lettura. Il sacerdote è figura di Gesù e proseguimento della sua missione nel mondo. Ma anche la vita di ciascuna persona è una chiamata, un compito, una missione: rispondendo con il dono di sé portiamo a compimento la realizzazione di noi stessi e collaboriamo alla salvezza degli altri nella grande missione della Chiesa.

Oggi, Domenica 25 aprile ore 16,30
Teatro don Bosco - Chioggia
‘Caritas in veritate’
Dono o profitto ?
Una sfida raccolta
Intervento del vescovo Adriano

con testimonianze di
Focolari, Opera Baldo,
Caritas, Mappamondo



Numero 14/1188 - 11 aprile 2010

Seconda Domenica di Pasqua - Festa della Divina Misericordia

Letture della Messa
Atti degli Apostoli 5,12-16; Apocalisse 1,9-19 passim Vangelo di Giovanni 20,19-31

Vedere e credere

Gli apostoli vedono e riconoscono Gesù risorto che entra nel cenacolo dove sono riuniti. Qui nasce la loro fede: dalla constatazione di un fatto visto e accolto.
Gli apostoli annunciano e testimoniano a Tommaso quello che hanno visto e udito: la fede di Tommaso e la nostra nascono dalla testimonianza.
Ma per riconoscere Gesù risorto è necessaria l’apertura del cuore e l’adesione della volontà.
E’ necessario arrendersi alla grazia che ci accade e che viene a incontrarci attraverso i fatti della vita. E’ una grazia presente, che si manifesta nella parola di Dio che ascoltiamo, nella comunità riunita, nel pane condiviso. Ci accompagna e ci sostiene la testimonianza dei fratelli vicini e lontani, a partire da quella mite e forte di Papa Benedetto.

Caravaggio raffigura l’apostolo Tommaso che mette il dito nel costato di Gesù.
Una grande mostra su Caravaggio è aperta a Chioggia nella chiesetta di S.Martino, campo Duomo dal 14 al 25 aprile.

Il grande pittore Caravaggio
verrà presentato
dal prof. Roberto Filippetti
Lunedì 12 aprile ore 21 Auditorium S.Nicolò
a Chioggia

“Noi siamo messaggeri della sua risurrezione, della sua vittoria sul male e sulla morte, portatori del suo amore divino. Certo, rimaniamo per natura uomini e donne, ma riceviamo la missione di ‘angeli’, messaggeri di Cristo:
viene data a tutti nel Battesimo e nella Cresima.
n modo speciale, attraverso il Sacramento dell’Ordine, la ricevono i sacerdoti, ministri di Cristo; mi piace sottolinearlo in quest’Anno Sacerdotale”.

Papa Benedetto, Angelus, Lunedì di Pasqua 2010



Ecco la speranza
per noi
e per il mondo

CRISTO RISORTO

principio di vita
e di felicità

Numero 13/1187 - 4 aprile 2010

BUONA PASQUA
nel Signore Risorto

don Angelo, don Thomas, don Sergio,
don Giovanni, diacono Guido
Tutto è ripartito da quel mattino.
Le donne prima, Pietro e Giovanni poi, hanno trovato il sepolcro vuoto e hanno visto Gesù vivo: l’uomo Gesù, crocifisso e sepolto, è vivo.
Questo fatto cambia la faccia del mondo e la vita delle persone. Allora e adesso. Uomini e donne credono, sperano, amano, perdonano, vivono in modo diverso.
Ancora da Cristo risorto, presente oggi, ripartiamo. La sua Parola dà senso alla vita, la sua misericordia risana l’anima, la sua eucaristia sostiene e unisce. La comunità della Chiesa, nata da Lui, è principio di rinnovamento per il mondo. Pasqua è Cristo vivo, che fa vivere.

UNA PASQUA CONTINUA

La festa di Pasqua
dura una settimana intera.
In ogni giorno della
prossima settimana si prolunga la Pasqua,
con il racconto delle apparizioni di Gesù risorto.
Il tempo Pasquale si prolunga per sette settimane,
fino al cinquantesimo giorno di Pentecoste.
Il giorno di Pasqua si festeggia ogni domenica,
Pasqua settimanale del cristiano, della famiglia cristiana, di tutta la Chiesa. Il centro è l’Eucaristia
celebrata nella comunità cristiana.





Preghiera dei fedeli
Giovedì Santo
1 aprile 2010

Introduzione del celebrante
Come discepoli appassionati e fedeli, siamo vicini a Gesù nell’ultima Cena e a Lui ci rivolgiamo


1. Signore Gesù, oggi dai inizio alla tua passione consegnando il tuo corpo e il tuo sangue nell’Eucaristia; questo tuo immenso amore rinnovi nella Chiesa il miracolo della carità,
Noi ti preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

2. Ti ringraziamo o Signore e ti preghiamo per il Papa, i vescovi, i sacerdoti, che rendono presente nel mondo il tuo corpo donato e il tuo sangue versato,
Noi ti preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

3. O Signore, raduna il tuo popolo nell’unità della Chiesa; rendici testimoni di speranza e di pace di fronte a tutti gli uomini,
Noi ti preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

4. Per i nostri ragazzi, le famiglie, i malati, i poveri, e tutti coloro che sono deboli nel corpo e nello spirito; o Signore Gesù rendici lieti e fedeli del tuo amore,
Noi ti preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

Conclusione del celebrante
Padre Santo, in questa sera in cui il tuo Figlio Gesù ci offre nell’Eucaristia il segno permanente della sua presenza e della sua grazia, donaci un amore profondo a te e ai fratelli.

Uno sguardo:
Oggi è il ‘giorno della memoria’: un avvenimento del passato diventa presente. ‘Fate questo in memoria di me’. Gesù presente per tutti e per sempre nell’Eucaristia. Oggi è il giorno del sacerdozio. Gesù permane tra noi attraverso il servizio e la vita dei sacerdoti. Non possiamo togliere dagli occhi e dal cuore la presenza di Gesù, viva e attiva nei sacerdoti e nell’Eucaristia.





Numero 12/1186 - 28 marzo 2010

Domenica delle PALME

Letture della Messa
Isaia 50,4-7; Filippesi 2,6-11
Passione del Signore
Luca 22,14-23,56

In piazza ore 9,15 e ore 11 benedizione dell’ulivo. Processione verso la Chiesa
Nella Messa viene letta la Passione
di Cristo da tre gruppi di lettori.
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Settimana Santa

La commozione
di Dio
per l’uomo

Si apre oggi la Settimana della Passione e della Risurrezione del Signore.
Noi cristiani siamo chiamati a porre i nostri piedi sui passi del Signore, partecipando alle grandi celebrazioni della Settimana Santa, in particolare il Giovedì dell’Ultima Cena, il Venerdì della Morte
del Signore, la Veglia pasquale del Sabato Santo.
Il Signore Gesù ha camminato dentro la nostra vita, prendendo su di sé sofferenza e morte e aprendo alla risurrezione. Egli si è commosso per noi
e ha preso e salvato tutta la nostra condizione umana.

In queste settimane e in
questi giorni in cui la Chiesa,
in particolare il Papa
e i sacerdoti, sono sottoposti alla condanna che Gesù stesso ha ricevuto, camminiamo
insieme dentro la passione
del Signore, per arrivare alla gioia della sua Risurrezione.

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Oggi * ORARIO LEGALE
* ELEZIONI REGIONALI



Numero 11/1185 - 21 marzo 2010

Quinta Domenica di Quaresima

Letture della Messa
Isaia 43,16-21; Filippesi 3,8-14; Giovanni 8,1-11

Il Signore ha aperto ‘una strada nel mare e un sentiero in mezzo ad acque possenti’. La novità del perdono ricostruisce un popolo e ridona la vita alla donna peccatrice che tutti volevano condannare.
Gesù smaschera la facile ipocrisia di chi condanna gli altri per i loro peccati, quasi per apparire lui stesso giusto.
E’ facile condannare i peccati degli altri. E’ facile condannare certi peccati e giustificare invece altri comportamenti peccaminosi. Gesù giudica il peccato, e nello stesso tempo usa misericordia verso il peccatore. Le letture della Messa di questa domenica ci conducono dentro una storia di misericordia che possiamo rivivere in famiglia, nel lavoro, in parrocchia…

Adorazione Eucaristica delle Quarantore

da lunedì 22 a giovedì 25 marzo















Eucaristia e Sacerdozio
Eucaristia e Famiglia

La persona e la vita del sacerdote è legata all’Eucaristia. Il sacerdote nasce con l’Eucaristia e l’Eucaristia nasce con il sacerdote.

La famiglia cristiana nasce e cresce con l’Eucaristia. Tutti i sacramenti, dal Battesimo al Matrimonio, ci conducono all’Eucaristia. Una famiglia vive nell’unità, nella fedeltà, nell’amore attorno all’Eucaristia.




Numero 10/1184 - 14 marzo 2010
Quarta Domenica di Quaresima

Letture della Messa
Giosuè 5,9-12; II Corinti 5,17-21; Vangelo di Luca 15, 1-3; 11-32

Ritorno a casa

Il Vangelo del ‘figlio prodigo’ o del padre misericordioso’ descrive la parabola dell’uomo, ricco dei doni di Dio, che dissipa e disperde abbandonando la casa del Padre, nella pretesa di farsi la propria vita da solo.
E’ il giovane che ‘deve divertirsi perché e giovane’ e intanto butta via le giornate, le serate e non costruisce nulla. Il figlio di cui parla il vangelo ascolta il grido del suo cuore e esprime un giudizio netto sulla sua esperienza:così non è assolutamente più felice. Meglio riprendere la strada che lo riconduce verso il Padre. Qui incontra
una pienezza di vita, una festa,
un popolo.
E’ l’esperienza che raccontano tanti,
giovani e ragazze,
uomini e donne,
che ‘ritornano alla casa della Chiesa’
dopo un tempo
di dispersione.

QUARESIMA, IV SETTIMANA
SALVATI DALLA MISERICORDIA

Luca 15,1-3.11-32 “…lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò.”

Annuncio
Vangelo del “Padre misericordioso”:
il figlio prodigo passa dalla vita vera alla perdita della sua stessa dignità di uomo e poi si pente e si avvia al ritorno. E’ lo stesso tracciato del Sacramento della Riconciliazione inteso come cammino verso Dio, e soprattutto come esperienza profonda della sua Misericordia, che nella vita diventa capacità di donare amore, compassione e perdono.
Convertirsi è scoprire il volto di tenerezza di Dio Padre, rivelato da Gesù. Passare dalla prostrazione per il peccato o dalla presunzione di essere giusti (figlio maggiore) alla gioia di sentirsi figli.
Segno
Valorizziamo ancora l’Atto penitenziale e il Padre nostro per il suo richiamo alla figura di un Dio che “rimette a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori”.
Impegno
Il tema del perdono può introdurre una riflessione sull’istituzione carceraria. Non abbiamo Istituti di pena presenti nel territorio diocesano, ma ci sono persone della Diocesi che si trovano in situazioni di detenzione


Numero 10/1184 - 14 marzo 2010
Quarta Domenica di Quaresima

Letture della Messa
Giosuè 5,9-12; II Corinti 5,17-21; Vangelo di Luca 15, 1-3; 11-32

Ritorno a casa

Il Vangelo del ‘figlio prodigo’ o del padre misericordioso’ descrive la parabola dell’uomo, ricco dei doni di Dio, che dissipa e disperde abbandonando la casa del Padre, nella pretesa di farsi la propria vita da solo. E’ il giovane che ‘deve divertirsi perché e giovane’ e intanto butta via le giornate, le serate e non costruisce nulla.
Il figlio di cui parla il vangelo ascolta il grido del suo cuore e esprime un giudizio netto sulla sua esperienza: Così non è assolutamente più felice. Meglio riprendere la strada che lo riconduce verso il Padre.
Qui incontra una
pienezza di vita,
una festa, un popolo. E’ l’esperienza che raccontano tanti,
giovani e ragazze,
uomini e donne,
che ‘ritornano alla casa della Chiesa’
dopo un tempo
di dispersione.


Il dono dello Spirito
che dà la vita

Cresima

- Lunedì 15 marzo Ritiro dei ragazzi
- Venerdì 19 marzo ore 21
con genitori, padrini,
familiari dei ragazzi:
preparazione liturgica
e confessione

Domenica 21 marzo
ore 16

Celebrazione del sacramento della Cresima
per 35 ragazzi



Adorazione Eucaristica delle Quarantore

da lunedì 22 a giovedì 25 marzo

L’Eucaristia celebrata nella Messa
e adorata nella settimana
è il centro della vita di una
comunità cristiana

Incontro vicariale
Giovedì 18 marzo ore 21
nelle Opere parrocchiali
del Duomo

Per vivere un momento di comunione con le parrocchie di Chioggia e Pellestrina.
Riprendiamo e applichiamo le indicazioni del vescovo
per la nostra diocesi




Numero 9/1183 - 7 marzo 2010
Terza Domenica di Quaresima

Letture della Messa
Esodo 3.1-8.13-15; Corinti 10,1-6.10-12
Vangelo di Luca 13,1-9









Un amore paziente e misericordioso

Dio si presenta a Mosè come salvatore e gli dice il nome che rivela il suo Essere: “Io sono”. Attraverso Gesù, Dio arriva fino a ciascuno di noi, inseguendoci con pazienza - come il contadino che circonda di cure la pianta che non dà frutto - per darci la possibilità di convertirci. Non basta essere tutti battezzati, ci dice San Paolo nella seconda lettura. Occorre volgerci a Dio, cioè convertirci.
C’è un primo gesto: affidarci alla sua misericordia nel sacramento della confessione che ci fa riprendere la grazia del Battesimo. Intanto esercitiamoci con le semplici domande di perdono che facciamo nella Messa e che si prolungano fino alla preghiera della sera. Esercitiamoci nella misericordia e accoglienza verso il prossimo, a cominciare dai familiari, vicini di casa, colleghi di lavoro.

III SETTIMANA DI QUARESIMA

Radicati nella fede

Se non vi convertite,
perirete tutti allo stesso modo.

E’ un chiaro invito alla conversione quello che ci viene rivolto in questa terza domenica di quaresima, attraverso il racconto di due fatti di cronaca narrati da Gesù. E’ sottolineata l’urgenza della conversione che richiama tutti indistintamente, perché il peccato conduce alla morte.
La conversione, però, non è principalmente frutto del nostro sforzo personale, ma intervento gratuito di Dio nella storia personale di ciascuno di noi. Ci accompagna, secondo l’insegnamento della parabola del fico, la pazienza e la misericordia di Dio. L’invito di Gesù tende a provocare la decisione di fede per essere salvati.

Impegno
Possiamo fare una particolare attenzione a quella fragilità umana che a volte provoca veri e propri drammi nelle famiglie: la malattia mentale. Si tratta spesso di “Un dolore disabitato”, come diceva un documento di Caritas Italiana del 2003. Guardiamo con affetto le persone colpite da questo disagio, come pure i familiari, spesso sottoposti a un difficile peso.
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Numero 8/1182 - 28 febbraio 2010
Seconda Domenica di Quaresima

Letture della Messa
Genesi 15,5-12; 17-1; Filippesi 3,17-4,1
Vangelo di Luca 9,28-36

Dammi una vita ...trasfigurata

Ci è stata fatta una promessa grande, come ad Abramo; uno splendore di felicità, come agli Apostoli sul monte della trasfigurazione accanto a Gesù. Ci fidiamo di Gesù, della sua strada, anche quando ci presenta la croce
e ci invita a scelte diverse da quelle che ci vengono prospettate
dalla gente attorno a noi e dai mezzi di comunicazione.
Quando ci fidiamo di Gesù e sperimentiamo la fatica e la gioia di
camminare con Lui nella Chiesa, niente della nostra vita va perduto.

ADOMBRATI DALLO SPIRITO

“Mentre Gesù pregava, il suo volto cambiò d’aspetto.”

Anche nella seconda domenica viene proposto sempre il Vangelo della Trasfigurazione del Signore Gesù. Esso va letto nell’ottica del “segno”: un fatto cioè che anticipa ciò che sarà di Gesù dopo la sua Passione, Morte e Risurrezione.
L’incontro con Dio avviene sempre dopo la fatica della fede, che è anche ricerca, impegno e sforzo. Sul “monte”, quando la fatica è terminata, nel silenzio e nella preghiera, Dio si manifesta.
Da un lato, questa domenica ci fa pregustare la gioia della Pasqua, ponendoci di fronte al segno di Cristo risorto e, dall’altra, porta a guardare anche alla nostra pasqua. Nell’attesa che l’evento si compia, la preghiera deve diventare la nostra forza. Questo nostro “stare” con il Signore, è sorgente di Grazia per la fede, che tante volte viene messa alla prova nel nostro cammino terreno.
Oggi un cero posto accanto al leggìo diventa segno
di Gesù trasfigurato, luce del mondo




Numero 7/1181 - 21 febbraio 2010
Prima Domenica di Quaresima

Letture della Messa
Deuteronomio 26,4-10; Romani 10,8-13;
Vangelo di Luca 4,1-13


Una grande storia di grazia.
E le tentazioni ?

La Quaresima ci ricorda che veniamo da una lunga storia e apparteniamo al popolo di Dio. Ogni domenica ci viene consegnata una parola del Signore che ci chiarisce e ci conforma la vita.
Oggi il Vangelo parla delle tentazioni di Gesù. Per noi le tentazioni sono tutto ciò che ci distrae e ci tira fuori dall’appartenenza a Dio nel suo popolo: la pretesa dei beni materiali, la superbia del potere sugli altri, la voglia di sostituirci a Dio facendo a meno di Lui. La Quaresima ci dona l’occasione di guardare al punto giusto e di riprendere la vita cristiana vera, fondata nei sacramenti, nella preghiera, nella carità, nella fedeltà alla nostra vocazione.
Stare insieme in una comunità, rende il cammino lieto e forte.

Che cos’è la Quaresima

La Quaresima è il tempo liturgico proposto dalla Chiesa per prepararci alla grande festa della Pasqua. La Quaresima dura 40 giorni; comincia il mercoledì delle Ceneri e si conclude il Giovedì Santo con la Messa vespertina. Soprattutto attraverso la liturgia della domenica recuperiamo il tempo come tempo di Dio.
40 giorni
Nella Bibbia si parla dei quaranta giorni del diluvio, dei 400 anni durante i quali gli ebrei soggiornarono in Egitto, dei quarant’anni della marcia del popolo ebraico per il deserto, dei quaranta giorni di Mosè e di Elia sulla montagna, dei quaranta giorni passati da Gesù nel deserto prima di cominciare la sua vita pubblica. Nella Bibbia il numero quattro simbolizza l'universo materiale, seguito da zeri significa il tempo della nostra vita sulla terra accompagnato da prove e difficoltà, per giungere alla liberazione e alla vita.
Quando e perché
La pratica della Quaresima inizia nella Chiesa a partire dal secolo IV, per richiamare il vigore della fede in un tempo in cui erano ormai cessate le persecuzioni. Il colore liturgico di questo tempo è il violetto che significa penitenza. Nella Quaresima, Cristo c'invita a cambiare vita. La Chiesa ci propone l’ascolto della Parola di Dio, la preghiera, la condivisione col prossimo e il compimento di opere buone. La Quaresima è il tempo del perdono e della riconciliazione fraterna. Strappiamo dai nostri cuori l'odio, il rancore, l'invidia, la gelosia che ostacolano il nostro amore a Dio e ai fratelli. Impariamo a conoscere e ad apprezzare la Croce di Gesù, portando la nostra croce con serenità, per raggiungere la gloria della resurrezione.

Nuova Scintilla riporta ogni settimana alcune note sulle domeniche di Quaresima





Numero 6/1180 - 14 febbraio 2010 Domenica sesta durante l’anno C

Letture della Messa: Geremia 17,5-8; I.a Corinti 15,12.16-20; Luca 6,17.20-26

Felicità:
le strade facili e le strade vere

+ Strade facili: la ricchezza, l’avere tutto e subito, la vita superficiale e senza impegno.
Risultato? Inquietudine e vuoto, tristezza e limite. Quale la strada vera? Gesù dice:
“Beato chi si fida di me e mi segue.
Guai a voi che bastate a voi stessi”.

+ Cristo è vivo nella Chiesa attraverso i sacramenti. Si fa presente nel sacramento del matrimonio. I fidanzati cristiani non vanno a vivere insieme senza il sacramento del Matrimonio, cioè senza il segno della Sua Presenza che dona la grazia di vivere nella fedeltà e nell’amore. Viviamo la nostra vocazione davanti a Lui, cercando il vero bene con fiducia nella Provvidenza, con una dedizione amorevole alla famiglia. Ecco la strada della felicità.



Numero 5/1179 - 7 febbraio 2010
Domenica quinta durante l’anno C

Letture della Messa: Isaia 6,1-8; Prima Corinti 15,1-11; Vangelo di Luca 5,1-11

Nella nostra barca

Siamo tutti nel mare della vita, come gli
apostoli che pescano nel lago. Siamo dentro
il lavoro della vita, con le sue speranze e delusioni. Nella nostra barca è entrato il Signore. Egli rilancia il nostro coraggio e la nostra opera, senza che restiamo sommersi dalla fatica, dalla delusione, dal senso di indegnità, dalla cattiveria del mondo. Con Gesù si può prendere il largo, con iniziative familiari o di lavoro o di carità, speranza di vita...




Numero 4/1178 - 31 gennaio 2010
Domenica quarta durante l’anno C

Letture della Messa
Geremia 1,4-5.17-19; Prima Corinti 12,31-13,13; Vangelo di Luca 4,21-30

Più di quanto t’immagini

Gesù è di più di quanto noi immaginiamo. Gesù non è solo uomo e uomo grande,
ma Dio tra noi, il Figlio di Dio Padre. Eppure non si piega a tutte le nostre richieste
e a quello che a volte è il nostro capriccio. A volte lo sentiamo ‘diverso’, così come sentiamo diversa la Chiesa che ci parla in suo nome. Eppure Gesù ci vuole sempre bene e porta a compimento un disegno di salvezza per noi. Conviene fidarsi e seguirlo.
Lui non ci delude. Ci dà di più di tutto quello che possiamo immaginare.




Numero 3/1177 - 24 gennaio 2010
Domenica terza durante l’anno C

Letture della Messa
Neemia 8,2-20; Prima Corinti 12,12-30; Vangelo di Luca 1,1-4; 4,14-21


Alla Messa, Gesù
ci incontra e ci parla


Peccato dire: “Non ho tempo”. Peccato dire: “Credente, non praticante”.
Così rimani solo, senza Gesù,
con il tuo poco tempo e la tua poca pratica di vita cristiana.
Non ci sarebbe da gloriarsi!
Quando il tempo della domenica si apre ad ospitare Gesù nella Messa, la sua parola entra in te, Egli si avvicina a te e ti fa compagnia nella strada della vita, insieme con tanti fratelli


Numero 1/1175 - 10 gennaio 2010

BATTESIMO di GESU’

Una faccia e un nome

Anche tu sei figlio di Dio dal Battesimo.
La vita non è estranea e senza senso,
ma ricca di presenza e di speranza,
aperta a Dio, ai fratelli, al futuro.
Venendo a Messa, guardando avanti e attorno, ci accorgiamo di questo:
scopriamo Gesù e i fratelli.
E’ un altro modo di vivere e di pensare!

La festa di oggi chiude il ciclo del Natale.



PERCHE’ CI INTERESSA

Ti interessa Dio? Un bambino ti interessa ?
Ti interessa un Dio che si fa Bambino?
Significa un Dio che ha una Madre, una terra, un popolo, degli amici. Un Dio che vive e patisce, che desidera e che ama, che muore e risorge. Grande come Dio, piccolo come un bambino. Il Bambino Gesù.
Se Dio viene ad abitare con noi, cambia tutto.
Cambia il nostro modo di vivere e di abitare, di sperare
e di amare, di guardare il presente e di affrontare
il futuro. Di stare da soli e di vivere insieme.
Un Dio così, come dice la poesia di un ateo che forse tanto ateo non era, è necessario all’uomo. Necessario a te, alle persone che ami, ai bambini e ai grandi. Necessario al mondo, alla politica, all’economia, alla pace, alla vita e alla speranza, al presente e al futuro. Don Angelo
Notte di NATALE
Ore 23 Veglia di Natale

Ore 24 MESSA nella NOTTE di NATALE

Venerdì 25 Dicembre Giorno di NATALE

SS. Messe ore 7,30 - 9,30 - 11,15 - 18,30

Sabato 26 Dicembre, S.Stefano
Messe ore 9,30 - 11,15 - 18,30

Domenica 27 Dicembre S.Famiglia di Nazaret
Messa ore 7,30 - 9,30 - 11,15 - 18,30


Giovedì 31 Dicembre 2009 ore 18,30
S. Messa di ringraziamento con canto del Te Deum

Venerdì 1 Gennaio 2010 Maria Madre di Dio
SS. Messe 7,30 - 9.30 - 11,30 - 18,30

Domenica 3 Gennaio 2010
SS. Messe 7,30 - 9.30 - 11,30 - 18,30

Mercoledì 6 Gennaio 2010 Epifania del Signore
SS. Messe 7,30 - 9.30 - 11,30 - 18,30

Domenica 10 Gennaio Battesimo del Signore
SS. Messe 7,30 - 9.30 - 11,30 - 18,30





Numero 51/1173 - 20 Dicembre 2009
Quarta Domenica di AVVENTO

Letture della Messa: Michea 5,1-4; Ebrei 10,5-10; Luca 13,10-18





ogni sera fino a Mercoledì ore 18,30: ragazzi, giovani, famiglie, adulti

cantiamo, preghiamo, portiamo viveri per i poveri

Le classi del catechismo accompagnano la Novena:
Domenica ore 9,30: IV e II Elementare; Lunedì 21: IV Elementare;
Martedì 22: III Elementare; Mercoledì 23: II Elementare

CHIARA STELLA lungo le strade: Lunedì 21 dicembre dopo la Novena

Viene ad abitare in mezzo a noi

Gesù, dopo l’annuncio dell’Angelo, è accolto da Maria che lo porta in grembo fino alla casa di Zaccaria ed Elisabetta.
Oggi Egli viene ad abitare in mezzo a noi e chiede di essere accolto e portato da ciascun cristiano e dalla Chiesa intera.
Questo è il compito che ci viene affidato in questi giorni: accogliere il Signore Gesù e testimoniarlo ai nostri familiari, amici, colleghi.
Gesù che si manifesta nella casa di Zaccaria e viene riconosciuto da due donne, Maria ed Elisabetta, può essere accolto anche oggi nella nostra casa e nella casa del mondo, per tutti gli uomini.

NATALE PER NOI …e per il mondo

UNA BAMBINA di NOME MARIA
Spettacolo di Natale per famiglie

Martedì 22 dicembre ore 21
nella sala-teatro al pianterreno

SPETTACOLO
di Giampiero Pizzol con Laura Aguzzoni
Scene di Cristina Scardovi e Michele Giovanazzi

Si consiglia di acquistare i biglietti nei giorni
precedenti allo spettacolo, specialmente questa domenica, dopo la Messa delle ore 9,30 e 11,15: € 5 intero; € 3 ridotto

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Confessione di Natale
I ragazzi sono invitati a confessarsi in corrispondenza all’orario di catechismo:
Lunedì ore 15,30: Seconda e Terza Media; ore 16,45: Quinta Elementare
Mercoledì ore 15: Prima Media; ore 16,45: Quarta Elementare
Le donne sono invitate a confessarsi Martedì ore 15
I giovani Mercoledì dopo la Novena
Confessioni per tutti Vigilia di Natale, Giovedì ore 9-12; ore 15– 20


Oggi quarta Domenica di Avvento, la Messa delle ore 9,30 è guidata
da ragazzi e genitori di Seconda e di Quarta Elementare.

Tutte le famiglie cristiane fanno il presepio, grande o piccolo, come segno della Nascita del Signore Gesù. Questa domenica alle Messe delle ore 9,30 e 11,15 vengono
benedette le statuine di Gesù Bambino che verranno messe nel presepio di casa..
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Notte di NATALE
Ore 23 Inizia la Veglia di Natale

Ore 24 MESSA nella NOTTE del NATALE del SIGNORE

Venerdì 25 Dicembre, Giorno di NATALE
Orario Santa Messa ore 7,30 - 9,30 - 11,15 - 18,30

Sabato 26 Dicembre, Santo Stefano: Messa ore 9,30 - 11,15 - 18,30

Domenica 27 Dicembre Festa della Santa Famiglia di Nazaret
Messa ore 7,30 - 9,30 - 11,15 - 18,30



Ragazzi in gioco
Oratorio, Domenica ore 16,30-19
+ Gioco e sport Domenica dopo Messa ore 9,30 + Studio Medie Giovedì ore 15-16,30

Catechismo
Seconda elementare Mercoledì ore 16,45
Terza elementare Giovedì ore 16,45
Quarta elementare Mercoledì ore 16,45
Quinta elementare Lunedì ore 16,45
Prima media Mercoledì ore 15
Seconda media Lunedì ore 15,30
Terza media Lunedì ore 15,30

Oggi la Messa delle ore 9,30 è guidata da ragazzi e genitori di Terza Elementare, portando all’altare viveri per la Caritas. Dopo Messa si fermano insieme al pianterreno per un breve incontro.

Chierichetti nuovi
Oggi alla Messa delle ore 9,30 due nuovi chierichetti vengono introdotti nel servizio liturgico

Catechisti, Incontro di Avvento
oggi a S.Anna ore 15, per tutte le parrocchie

Bancherella di Natale, a cura del Gruppo Missionario, nelle domeniche e nelle serate della Novena, con bei regali di Natale

Orario Sante Messe
Festivo ore 7,30 - 9,30 - 11,15 - 18,30
Sabato ore18,30

Feriale ore 8,30 - 18,30

Lodi: ore 7,30 con i sacerdoti e diacono
ore 7,45 Scuole superiori: un salmo
ore 9 con un gruppo di fedeli

Confessioni: Ragazzi: Sabato ore 15
Adulti e Giovani: Sabato ore 16-19,30

GIOVANI: Invito alla Novena ogni sera
+ Giovedì ore 20 pizza con Giovani lavoratori e universitari
+ Il Vescovo Adriano incontra i Giovani in chiesa di Scalon, Portoviro ore 20,45:
Maria e il suo sì
Accordarsi con don Giovanni

+ Ritiro di Avvento proposto da Comunione e Liberazione oggi ore 15-18 in Seminario a Chioggia.

+ Festa di Natale della Scuola Paolo VI: Venerdì 18, Lunedì 21 ore 21 in Chiesa UNA BAMBINA di NOME MARIA
Spettacolo
di Natale
per famiglie

Martedì 22
dicembre ore 21
in sala-teatro.
Prevendita biglietti: catechisti

Avvento di carità

All’offertorio della Messa festiva e della Novena raccolta viveri in scatola e prodotti per l’igiene personale in favore della Caritas parrocchiale.
GRAZIE per quanto è stato già donato, anche per le scarpe.

Gesù nel Vangelo di Giovanni
Dopo aver scoperto Gesù nel Vangelo di Luca, vediamo Gesù come lo presenta il quarto evangelista, Giovanni.. Sarà per tutti una straordinaria sorpresa.
Martedì ore 15 sala pianterreno

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Ultimo dell’anno:
festa in famiglia

Passiamo la serata dell’Ultimo dell’Anno con la famiglia parrocchiale. Prima di tutto ci troveremo alla Messa delle ore 18,30 con il canto del Te Deum di ringraziamento. Poi insieme alla festa della famiglia parrocchiale. Il tempo è dono di Dio che si rende presente nei giorni della vita. La Presenza di Gesù tra noi rende più lieto il trovarci insieme.

Iscrizioni: il primo giorno della Novena,
Mercoledì 16 Dicembre alle ore 18,30
ci troviamo insieme alla Messa. Subito dopo verranno date le indicazioni per la serata dell’ultimo dell’anno, e verranno raccolte le iscrizionQuesto Sabato 12 dicembre arriva in parrocchia la LUCE di BETLEMME

Questa settimana

Lunedì
ore 9 Pulizie Chiesa e pianterreno
ore 17 Azione Cattolica Adulti
ore 21 Rinnovamento nello Spirito

Martedì
ore 15 Incontro Adulti: Vangelo di Giovanni
ore 18,30 Inizio NOVENA di NATALE
Giovedì
ore 16,30 Incontro Terza Età
Venerdì
ore 9 Accoglienza Caritas
ore 15,30 Gruppo Missionario

La comunità
con gli anziani

Domenica 6 Novembre, nel salone della nostra parrocchia, abbiamo condiviso con gli anziani il pranzo. E’ stato un bel momento; si vedeva e si leggeva nei loro sguardi com’erano entusiasti dell’iniziativa. Non si sentiva per niente il distacco di generazioni (il più piccolo aveva cinque mesi e la più grande novanta anni). Dopo il pranzo ci siamo messi a cantare le canzoni di una volta. La cosa bella ed emozionante è che cantavano tutti, anche i più giovani.
Ogni brano, ricco di ricordi e di gioie, ci avvicinava ancor di più. Io personalmente le conoscevo tutte; ascoltate chissà quante volte dalla voce della mamma mentre sfaccendava o del papà mentre si faceva la barba. Le persone anziane sono a noi molto care e preziose perché ci tramandano la loro cultura e le loro tradizioni. Più sono gli anni e più hanno un bagaglio ricco di esperienze. Grazie che ci siete! Grazie a quanti hanno fatto si che si potesse vivere questo bel momento, spero ripetibile.
Francesca

E’ stato molto bello pranzare insieme in un clima sereno e cordiale. Osservandomi intorno mi veniva da pensare che un bel po' di quelle persone anziane dagli occhi annacquati iniziano la giornata davanti alla Madonna con la recita del rosario, poi continuano con la Messa e le Lodi. E questo gesto non conosce confini di spazio e di tempo. I giorni scivolano dal calendario portandosi via gli anni secondo un ritmo inesorabile, ma loro sono lì: rocce  sicure, fedeli custodi del tempio. Un'ora e oltre di preghiera che ci accompagna tutti, perché davvero si ricordano dei vicini e dei lontani in uno sguardo verso il Crocifisso che oltrepassa l'orizzonte. 
Sono colonne antiche, coriacee, che portano in sé i segni del tempo, come i cerchi nel tronco degli alberi. E' stato un bel pranzo in famiglia, soprattutto perché si è percepito che non era fatto per "la categoria", ma é emerso il nostro essere comunità in Cristo.
Rita

Quatro ansiane ancùo le ga fato - come posso dire - una pescarìa, un mercà de confusion. Tute le voleva dire la soa su domenega, al pranzo che la parochia a fato per lore e lori dela terza età. Le continuèva a dire ”che belo, tutto bon anche tenaro e dire che avevimo un pensiero per i nostri denti e invesse no”.
Sì, se la cavemo spiritualmente, perché tuto el dì stemo davanti al Signore, ma anche a magnare no schersemo.
Tuto avemo ben gradìo, le poesie, la loteria, el magnare e ancor pì de tuto la bela compagnia, perché tante volte a casa la ne manche, e bon par nu che se trovemo - e non vedemo l’ora - de zioba, schersemo, magnemo e in compagnia stemo. Graziella




Numero 50/1172 - 13 Dicembre 2009

AVVENTO
Terza Domenica

Letture della Messa
Sofonia 3,14-17; Filippesi 4,4-7 Luca 3,10-18

La gioia dell’attesa

Oggi Giovanni Battista ci invita a un uso corretto della vita, al rispetto degli altri, alla solidarietà, in rapporto alla nostra vocazione e missione. Ma egli stesso confessa che Colui che viene è più grande. Non basteranno nemmeno le nostre pur necessarie buone opere a salvarci. Occorre aprire il cuore a riconoscere il Signore che viene, ad accoglierlo, fargli spazio. Siamo capaci di riconoscere i segni della sua venuta nei fatti della vita? Siamo capaci di riconoscere senza invidia e cattivi giudizi coloro che
ci testimoniano il Signore:
il papa, i vescovi, i sacerdoti, persone amiche vicine o lontane?
La gioia dell’attesa ci prende
il cuore quando ci apriamo
a riconoscere i segni che
annunciano Gesù,
come un’alba sul mare.


NOVENA DI NATALE

Da Mercoledì 16 dicembre
ogni sera alle ore 18,30
tutti insieme ragazzi, giovani, famiglie, adulti

Cantiamo, preghiamo,
portiamo viveri per i poveri

Di sera in sera le classi
del catechismo
accompagnano la Novena:

- Mercoledì 16: II Media
- Giovedì 17: V Element
- Venerdì 18: I Media
- Sabato 19: III Media
- Domenica 20: IV e II Elem
- Lunedì 21: IV Element
- Martedì 22: III Element
- Mercoledì 23: II Element

Dopo la Novena si uscirà in strada con il canto della

CHIARA STELLA

Giovedì 17, Venerdì 18 Lunedì 21 dicembre



Numero 49/1171 - 6 Dicembre 2009

AVVENTO
Seconda Domenica

Letture della Messa
Baruc 5,1-9; Filippesi 1,4-6.8-11 Luca 3,1-6

Preparare la via

Il Signore viene, non solo è già venuto o verrà. Viene lungo la strada della vita, nelle circostanze, nei fatti, nelle persone. Quali ostacoli ci impediscono di vederlo? Distrazioni, pigrizie, cattive notizie e cattivi esempi.
Vogliamo guardare e ascoltare le persone che orientano il nostro sguardo e la nostra vita verso Cristo. Come Giovanni Battista ci fanno compagnia per preparare la via al Natale del Signore.













Martedì 8 Dicembre 2009

IMMACOLATA
CONCEZIONE

La storia umana,
una storia
di male?
Dall’inizio e secondo le notizie che arrivano dai mass media?
Ma una promessa di vita percorre la storia. Dio si è messo all’opera con Maria, per fare nuovo il mondo. Maria, concepita Immacolata, è già la creatura santa e perfettamente realizzata.
Lei cambia in ‘sì’ il ‘no’ dell’umanità. Attraverso di Lei il Figlio di Dio entra nel mondo.
Anche per te, per me, per noi è iniziata una storia di bene fin dal Battesimo. Una storia che cammina nell’amicizia della Chiesa


Numero 48/1170 - 29 Novembre 2009

AVVENTO
Prima Domenica

Letture della Messa

Geremia 33,14-16
Tessalonicesi 3,12-4,2
Vangelo di Luca 21,25-28.34-36
Avvento

In attesa di che?

Nell’uomo vi è un’inestinguibile aspirazione nostalgica verso l’infinito. Nessuna delle risposte che si sono cercate è sufficiente; solo il Dio che si è reso finito per lacerare la nostra finitezza e condurla nell’ampiezza della sua infinità, è in grado di venire incontro alle domande del nostro essere. Perciò anche oggi la fede cristiana tornerà a trovare l’uomo. Joseph Ratzinger

L’Avvento viene a ricordarci che la nostra vita si muove sulla promessa di Gesù. L’attesa che riempie di desiderio il nostro cuore non si protende nel vuoto, ma si volge a Colui che ci viene incontro e che la compie.



Numero 47/1169 - 22 Novembre 2009

Festa di Cristo Re

La scena imponente di Gesù e Pilato, l’uno di fronte all’altro, fa venire in mente il racconto dell’Anticristo di Soloviev nel punto finale, quando lo staretz Giovanni, solenne nella sua barba bianca, dice all’Imperatore: ”Grande Imperatore, quello che abbiamo di più caro noi cristiani è Cristo…”.
Due ‘re’ stanno di fronte, Gesù e Pilato, due modi di concepire la vita e di viverla. A conclusione dell’anno liturgico, arriviamo di fronte a Cristo per scegliere la sua persona e il suo modo di vivere e sottoporci alla sua signoria, che ci libera da ogni potere che ci domina, dentro e fuori di noi. “Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce”: la verità è Cristo.

Letture della Messa
Daniele 7,13-14; Apocalisse 1,5-8
Vangelo di Giovanni 18,33-37

Oggi alla Messa delle ore 11,15
accogliamo i coniugi che in nel corso dell’anno 2009 festeggiano i
25 e i 50 anni di Matrimonio.
Insieme con loro ringraziamo
per il dono della famiglia,
dell’amore, della fedeltà.









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Numero 46/1168 - 15 Novembre 2009

Domenica 33.a anno B
Letture della Messa
Daniele 12,1-3; Ebrei 10,11-14.18;
Marco 13,24-32

Il germoglio degli ultimi tempi

Questa domenica ci proietta verso gli ultimi tempi, segnati dalla fine del mondo e dall’ultima venuta del Signore. Il Vangelo comunica il senso di precarietà delle cose: sole, luna, astri che cadono… Ma apre anche a un viva speranza: Gesù che torna glorioso compie la sua opera radunando gli eletti. Tutto il bene che c’è nel mondo - la fede, speranza, carità, la Chiesa - troverà compimento e tutto il male finirà.
Nella vita presente, c’è già un germoglio che fiorisce, come il ramo di fico: le nostre azioni hanno un peso eterno.


















Vangelo della Domenica:

La moneta della vedova e quella dei ricchi

Un episodio da niente diventa oggi pagina di Vangelo! La vedova getta nel tesoro del tempio due monetine, mentre i ricchi ne gettano molte.
Gesù osserva, valorizza il gesto del povero, del bambino, della vedova; nello stesso tempo, sconfessa l’ipocrisia e l’esteriorità. Il Signore bada alla totalità del cuore e non alla formalità del gesto. E’ la totalità che Lui stesso ha vissuto. Impariamo a riconoscere gli esempi che vengono da persone anche semplici. Impariamo a giudicare le nostre azioni, perché siano rese vere e piene di valore, domandando la sincerità e verità delle nostre scelte.



Numero 44/1166 - 1 Novembre 2009
Festa di TUTTI I SANTI


Letture della Messa: Apocalisse 7,2-4.9-14; 1.a Giovanni 3,1-3; Matteo 5,1-12

Una GRANDE
FAMIGLIA

Questa festa ci fa vedere che apparteniamo a una grande famiglia, bella e lieta, dove tutto il male e il dolore viene riscattato e tutto il bene viene portato a compimento.
Viviamo nella grande comunione dei santi del cielo e della terra.
Valorizziamo la storia della Chiesa con la vita e la testimonianza dei santi; domandiamo la loro compagnia e la loro intercessione.
Essere santi significa la piena realizzazione della nostra umanità, il compimento della fisionomia e della vocazione che Dio ci ha donato.

Lunedì 2 Novembre:
Commemorazione
dei DEFUNTI
Sante Messe
ore 8,30 - 18,30

Visitiamo i nostri
Cari Defunti in cimitero per pregare sulla loro tomba.
Possiamo essere vicini ai Defunti soprattutto attraverso la grande preghiera della Messa e attraverso le opere di carità.

Oggi 1 Novembre alle ore 15,30 in cimitero celebrazione della Parola con Vescovo e sacerdoti di Chioggia



Numero 42/1164 - 18 ottobre 2009
Domenica XXVIII anno B

Letture della Messa: Isaia 53,10-11; Ebrei 4,14-16; Marco 10,42-45

Giornata Missionaria Mondiale

La bellezza di seguire Gesù

Seguiamo Gesù non per una pretesa
di gloria e per vantaggi effimeri, ma per l’amicizia nuova di Colui che ci ha chiamato e risponde 100 volte tanto alle attese del nostro cuore,
dandoci a gustare anche qualche goccia dal calice della sua passione. Egli ci conduce a imitarlo nell’amore e nel servizio; l’amore è il dono di sé, mosso e commosso per l’amore di Cristo che ci apre ai fratelli. Questo muove i missionari che come Cristo ‘prendono parte alle debolezze degli uomini’. Ci accompagnano le testimonianze di tanti missionari conosciuti in questi anni come anche di tante persone convertite.



Numero 40/1163 - 11 ottobre 2009
Domenica XXVIII anno B

Letture della Messa: Sapienza 7,7-11; Ebrei 4,12-13; Marco 10,17-30

Il giovane triste
e la felicità di amare

Una buona vita. Quante persone come il giovane ricco dicono: “Io sono a posto, rispetto le regole, faccio il mio dovere”.
Questa può essere una vita buona; ma è triste. Quando la vita ha uno scatto e incontra la gioia? Quando si segue un amore. Ci sono amori spiccioli che deludono subito. Ci sono amori grandi e fedeli che danno senso e vigore alla vita.
Soprattutto c‘è un amore capace di avvolgere l’intera vita e darle significato: l’amore con il quale Cristo ci guarda e ci chiama.
C’è un tale che va da Gesù domandandogli la felicità ma dicendogli di essere già bravo. Quando Cristo gli dice: “Lascia quello che hai e seguimi”, quello gli dice no;
‘si fa scuro in volto e se ne va rattristato’. La disponibilità ad amare e seguire
Cristo, anche se domanda fatica e distacco, riempie di gioia la vita e dà valore a tutto quello che facciamo.
Questo vale per tutti,
e si realizza con modalità diverse secondo la vocazione di ciascuno


Numero 40/1163
4 ottobre 2009
Domenica XXVII anno B

Letture della Messa
Genesi 2,18-24; Ebrei 2,9-11; Marco 10,2-16


QUALE MENTALITA?

Da alcune domeniche Gesù sta facendo per noi un’opera di ‘raddrizzamento culturale’, per impostare in modo corretto la nostra mentalità e le scelte della nostra vita. Gesù ci invita a chiamare le cose e le persone con il loro vero nome, il nome che Dio ha dato fin dall’origine e che esse portano impresso nella loro natura: uomo e donna, amore, fedeltà, matrimonio, fecondità, figli.
La verità aiuta a vivere e mette sulla strada della felicità. La fede cristiana aiuta a capire e a vivere l’umano. Abbiamo bisogno di un orizzonte più grande. Ci viene dalla figura di Maria, con il Rosario di Ottobre, e con l’apertura missionaria di questo mese, nella compagnia dei santi, come Francesco che
ricordiamo oggi.

Catechismo con ragazzi e adulti
Affidiamo il cammino a Gesù con la Santa Messa delle ore 9,30
Ragazzi, genitori, catechisti
Dopo Messa, giocone in piazza con ragazzi delle elementari;
partitelle nel cortile dietro la chiesa e nel campetto con i ragazzi delle medie.
I catechisti si trovano a pranzo insieme nella casa del Divino Amore a S.Anna

ORARIO DI CATECHISMO

Terza elementare Giovedì ore 16,45
Quarta elementare Mercoledì ore 16,45
Quinta elementare Lunedì ore 16,45
Prima media Mercoledì ore 15
Seconda media Lunedì ore 15,30
Terza media Lunedì ore 15,30

Gli orari di catechismo ripetono quelli dell’anno scorso con qualche adattamento

GIOCA-SPORT
Un gruppo di genitori aperto alla
collaborazione di tutti sta organizzando
giochi e sport per i ragazzi del catechismo. Primo appuntamento
domenica dopo la Messa delle ore 9,30

GENITORI in GIOCO
Scoprire insieme il senso della vita per comunicarlo ai figli

+ La famiglia luogo di amore e fedeltà, di compagnia e di giudizio
+ In famiglia genitori e figli pregano e si accompagnano nella vita di fede
+ Genitori e figli partecipano insieme alla Messa festiva
+ Incontri per i genitori:
- da questa settimana ogni Martedì ore 15 al pianterreno
- Domenica 25 ottobre ore 17,30 dialogo con adulti e genitori:
Essere sposi, essere genitori: una vocazione

ROSARIO di OTTOBRE

Mercoledì 7 ottobre il calendario segna la festa della Madonna del Rosario, alla quale è dedicato tutto il mese di ottobre. Ogni giorno in parrocchia si prega con il Rosario alle ore 8 e alle ore 18, prima delle Messe.
Indichiamo i turni guida per il Rosario delle ore 18:
- Lunedì, Comunione e Liberazione
- Martedì, Rinnovamento e Koinonia
- Mercoledì,
Gruppo Anziani
- Giovedì, Adorazione
- Venerdì, Az.Cattolica e Com.Villaregia

Scuola diocesana
di formazione teologica
Comincia questo Martedì ore 20,30 con il corso sulla Chiesa in Seminario

Calendario della settimana

Lunedì
Ore 9 Pulizie di Chiesa e pianterreno
Ore 21 Rinnovamento nello Spirito
Martedì
ore 15 Incontro delle donne
Mercoledì:
Ore 19,15 S.Messa proposta da CL
Ore 21,15: Collegamento con Carron
Venerdì
Ore 9 Accoglienza Caritas
Ore 15,30 Gruppo Missionario

MARTEDI ore 15
riprende l’incontro con le donne e con gli adulti in genere. E un momento di annuncio, di dialogo, di testimonianza, fatto con parole e immagini.
Nel primo incontro, sull’onda del
recente pellegrinaggio, presentiamo un breve filmato con la storia di Lourdes e delle sue apparizioni.

Comunità Missionaria Villaregia

Rev.mo don Angelo,

Con il cuore pieno di gioia vi comunichiamo un passo importante per la nostra vita. Dopo un cammino di formazione e di esperienza nella Comunità Missionaria di Villaregia, che conosciamo da anni, abbiamo maturato il desiderio di consacrare al Signore la nostra vita di sposi.
Sabato 10 ottobre alle ore 15,30 nella cattedrale di Chioggia, celebreremo la nostra consegna a Dio emettendo i primi voti.
Nella stessa occasione altri fratelli
faranno questo passo. Inoltre 50 tra missionari, missionarie, consacrati nel mondo e sposi missionari, celebrano il loro venticinquesimo anniversario di consacrazione.
In questo tempo di preparazione ci
siamo sentiti confermati nella chiamata alla sponsalità e ad essere testimoni
e annunciatori dell’amore di Dio, in
particolare ai fratelli più poveri della missione.
Ci affidiamo alle vostre preghiere,
affinché rispondiamo ogni giorno con fedeltà all’impegno di donazione che ci proponiamo di assumere. Nella speranza di avervi con noi in questa occasione, attendiamo una parola di conferma.
Un carissimo saluto e un grazie di cuore per il vostro affetto e la vostra preghiera

Francesco e Paola Dinarello

Il mese di Ottobre, dedicato alle missioni, si è aperto con l’offerta della vita di un sacerdote padovano, ucciso in Brasile, don Ruggero
Ruvoletto.
Una grande testimonianza!



Numero 40/1163
4 ottobre 2009
Domenica XXVII anno B

Letture della Messa
Genesi 2,18-24; Ebrei 2,9-11; Marco 10,2-16


QUALE MENTALITA?

Da alcune domeniche Gesù sta facendo per noi un’opera di ‘raddrizzamento culturale’, per impostare in modo corretto la nostra mentalità e le scelte della nostra vita. Gesù ci invita a chiamare le cose e le persone con il loro vero nome, il nome che Dio ha dato fin dall’origine e che esse portano impresso nella loro natura: uomo e donna, amore, fedeltà, matrimonio, fecondità, figli.
La verità aiuta a vivere e mette sulla strada della felicità. La fede cristiana aiuta a capire e a vivere l’umano. Abbiamo bisogno di un orizzonte più grande. Ci viene dalla figura di Maria, con il Rosario di Ottobre, e con l’apertura missionaria di questo mese, nella compagnia dei santi, come Francesco che
ricordiamo oggi.




Numero 39/1162
27 settembre 2009
Domenica XXVI anno B

Letture della Messa
Numeri 11,25-29; Giacomo 5,1-6; Marco 9,38-48


Stando con Gesù, riceviamo il suo pensiero, la sua azione, la sua regola di vita, il suo modo di giudicare le cose, impariamo che cosa è bene e che cosa è male.
Gesù ci insegna riconoscere e valorizzare il bene dovunque si trova! Ma Gesù non si limita a dire che il bene è sempre bene chiunque lo faccia, ma aggiunge la speranza che chi fa il bene non parlerà poi male di lui e agirà in suo favore.
Anche il male è sempre male chiunque lo faccia. La nostra società è spesso ipocrita: da una parte sbandiera il male su tutte le piazze e se ne compiace, ma poi colpisce malamente chi sbaglia.
Gesù si scaglia contro chi dà scandalo ai bambini, ‘i piccoli che credono in me’. Chiediamo la grazia di fare il bene alle persone ‘come a Gesù’. Ci sono in giro molti buoni esempi!





Numero 36/1159

13 settembre 2009
Domenica XXIV anno B

Letture della Messa

Isaia 50,5-9; Giacomo 2,14-18;
Vangelo di Marco 8,27-35


Così ci si salva
la vita

Attraverso tutti i passaggi del Vangelo di Marco, racconti e miracoli, che ci hanno accompagnati nelle domeniche precedenti, siamo
arrivati in vetta: Chi è dunque quest’uomo Gesù?
E’ il Cristo, cioè il Messia promesso che ci salva.
Quale volto ha? Il volto del Crocifisso e Risorto. Possiamo seguirlo?
Sì, mettendoci sulla sua strada. Cioè percorrendo la strada della nostra vita, nella fedeltà alla nostra vocazione, accogliendo la fatica e la gioia di ogni giorno dentro le circostanze concrete. Tutto questo senza paura di perdere noi stessi e di rimetterci. Stando con Lui, dando tutto senza paura, si riceve tutto: “Chi perde la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salva”.

A Lourdes
abbiamo avuto un ricordo
e una preghiera
per tutti davanti alla Grotta dell’Apparizione



Numero 36/1159

6 settembre 2009 Domenica XXIII anno B

Letture della Messa

Isaia 35,4-7; Giacomo 2,1-5; Vangelo di Marco 7,31-37

Parlare e ascoltare

Oggi impariamo ad apprezzare un dono che ci pare ovvio: l’udire e il parlare, che ci offrono grandi possibilità di conoscenza, di apprendimento, di contatto, di comunicazione. La relazione umana è impostata soprattutto sull’udire e parlare, tanto più con i nuovi mezzi di comunicazione.
Ma c’è un passo in più.
Gesù, che è la Parola, dona la parola e l’udito al sordomuto: nel Battesimo il Signore ci apre a un nuovo udito e a una nuova parola. Tra la confusione di tante parole ascoltate e lette, pronunciate e scritte, il Signore Gesù diventa Maestro vivo e attuale da ascoltare nella sua voce che risuona nella Chiesa.

LOURDES Da Lunedì 7 a Mercoledì 9 settembre il parroco con un bel gruppo di persone della nostra comunità saranno o a Lourdes. Pregheremo per tutti e affideremo alla Madonna la nostra comunità e l’intera Chiesa. Partenza: Lunedì ore 2,25 piazza Chiesa.

BATTESIMI Questa domenica accogliamo nella Chiesa con il sacramento del Battesimo nella Messa delle ore 11,15: SIGNORETTO CRISTIAN E DAVIDE, SIGNORETTO MARCO, DAL MAS FRANCESCO, BARION SOFIA, CASSON FELICE FEDERICO. Buona vita ai bambini! L’incontro con il Signore Gesù nel sacramento del Battesimo sia semente che cresce e si sviluppa nel buon terreno della Chiesa in famiglia e comunità.  

Solidarietà al quotidiano Avvenire
“Carissimo Direttore, la apprezzo ancor più per il suo gesto nobile e doloroso sperando tuttavia che il suo lavoro possa continuare. Ora attendo un’altra cosa: le dimissioni del direttore del ‘Giornale’. Potrebbero ridare un poco di dignità a un personaggio che si è imbrattato e ci ha imbrattato ignobilmente”. Don Angelo Busetto e comunità parrocchiale



Numero 34/1157

23 Agosto 2009
Domenica XXI anno B

Letture della Messa del giorno

Giosuè 24 1-18 passim; Efesini 5,21-32; Giovanni 6,60-69

Signore,
da chi andremo?

Una scelta decisiva.
Gesù mette la gente di fronte a un passo decisivo: “Volete andarvene anche voi?“
Molti se ne vanno, come continua ad accadere in varie età della vita e in varie situazioni.
Pietro – insieme con gli altri apostoli – ha conosciuto Gesù in modo personale e cioè per un’esperienza diretta, sostenuta dalla grazia di Dio. Ormai sa che Gesù è tutto !
Egli si fa avanti in modo chiaro: “Signore da chi andremo, tu solo hai parole di vita eterna”. Questo passo decisivo nella fede non verrà meno nonostante mille debolezze.
La stessa decisione viene chiesta all’intero popolo di Dio, come si dice nella prima lettura di questa domenica. E’ la decisone che si impone nella vita, particolarmente nell’unità tra i coniugi, come dice Paolo agli Efesini. Un atteggiamento chiaro del cuore e della mente verso Gesù e rispetto alla nostra vocazione, chiarisce e sostiene il cammino di ogni istante della vita.





Numero 33/1156

15 Agosto 2009
Festa di Maria ASSUNTA in cielo

Letture della Messa del giorno

Apocalisse 11,19-12,10 passim; 1 Cor 15,20-27
Vangelo di Luca 1,39-56

In Maria Assunta vediamo il compimento della vita cristiana. La sua persona, interamente dedicata al suo Figlio divino, viene interamente salvata, anima e corpo. Ella ha vissuto tutta la sua vita, in compagnia del suo Figlio Gesù e al suo totale servizio, nella gioia e nel dolore, immersa in un grande amore. L’assunzione al cielo Dio vuole il nostro bene intero, vuole portare a compimento il desiderio che ci ha messo in cuore creandoci, quello della felicità piena. Non è così – fatte le debite proporzioni – anche la nostra ‘normale’ vita cristiana?

16 Agosto 2009
Domenica XX anno B

Letture della Messa

Proverbi 9,1-6; Efesini 5,15-20;
Vangelo di Giovanni 6,51-58

Gesù ci dona il suo corpo e il suo sangue. Non solo la sua parola e il suo pensiero, ma un segno ‘fisico’ (sacramentale) che ci raggiunge nella nostra vita concreta. Abbiamo un cibo da mangiare e non soltanto delle verità da credere. Abbiamo una casa in cui abitare, la Chiesa e non soltanto una ‘religione’ da praticare. Gesù si dona in anima e corpo alla nostra anima e al nostro corpo. Anche nella vacanza e nell’uso delle cose concrete, come suggerisce san Paolo in compagnia di Cristo, in comunione con Lui nel suo corpo e nel suo sangue.



2 Agosto 2009 - Numero 31/1154

Domenica XVIII anno B - Santi’ANNA

Letture della Messa

Esodo 16,2-4.12-15; Efesini 4,17.20-24; Vangelo di Giovanni 6,24-35






Abbiamo bisogno del pane vero
È Gesù, pane del cielo che ci dà la vita

Un passaggio fondamentale: dal pane che Gesù ci dà al pane che Gesù è. Di che cosa abbiamo bisogno per vivere? Tutto il pane che abbiamo non risponde alla totalità del nostro bisogno. Abbiamo bisogno di più che non il cibo, le ricchezze, le cose, persino più di ogni persona che amiamo. L’esperienza quotidiana ci dice che nessuna delle cose e delle persone
che abbiamo risponde con pienezza al desiderio e al bisogno del cuore.
Per questo Gesù ci propone se stesso, e ci domanda di credere in Lui, ‘Chi viene a me non avrà fami e chi crede in me non avrà sete’.
Lo vediamo nei santi: sant’Alfonso e la sua ‘pratica di amare Gesù Cristo’.
Molte persone trovavano la pace andando a confessarsi dal santo Curato d’Ars.

Calendario della settimana

+ Lunedì 3 Agosto, San Giovanni Maria Vianney, il curato d’Ars
+ Martedì 4 agosto; Madonna dell’Apparizione a Pellestrina
+ Mercoledì ore 21, Messa proposta dal movimento CL
+ Giovedì 6 agosto, Trasfigurazione del Signore
+ Sabato 8 agosto, San Domenico

Il santo Curato d’Ars, san Giovanni Maria Vianney nacque nel pieno furore della rivoluzione francese. Nella sua piccola parrocchia fu il segno della carità con l’accoglienza delle orfanelle e della misericordia con la confessione.



26 Luglio 2009 - Numero 30/1153

Domenica XVII anno B

Letture della Messa

2 Libro Re 4,42-44; Efesini 4,1-6; Giovanni 6,1-15


Dove troveremo
tutto il pane per sfamare tanta gente??...

C’è qui un ragazzo che ha
cinque pani e due pesci…

Bellissimi gli episodi del vangelo di queste ultime domeniche: una carrellata sulla vita di Gesù, sui i ‘misteri di Cristo’, cioè sulle sue azioni e le sue parole.
Di domenica in domenica la liturgia ce li dona attraverso il vangelo di Marco e oggi con Giovanni. Gesù è amato, cercato, seguito; Egli incontra ogni bisogno umano: la donna malata, la bambina morta, la tempesta sul lago. Incontra la gente del suo paese, che si scandalizza di lui; manda in missione di prova i suoi amici apostoli e poi li invita a stare in riposo con lui, mentre la folla continuamente li assale. Nel vangelo di oggi Gesù incontra il bisogno del cibo, del pane, e vi risponde in modo non automatico ma spingendo alla condivisione, alla fraternità. Tanti cristiani e anche tanti uomini di buona volontà, condividono tempo e beni della vita. L’enciclica Caritas in veritate offre l’occasione di un nuovo slancio e nuova chiarezza.




19 Luglio 2009 - Numero 29/1152

Domenica XVI anno B

Letture della Messa

Geremia 23,1-6; Efesini 2,13-18; Vangelo di Marco 6,30-34

Venite in disparte e riposatevi un po’…
Ma le folle cercano Gesù, come pecore
senza pastore

I discepoli ritornano dalla missione alla quale Gesù
li ha inviati.
Tornano ricchi delle opere compiute da Dio. Gesù li invita a ‘venire
in disparte’ e a riposarsi con lui. Il valore del riposo e della vacanza sta nel ritrovare il senso e la compagnia vera della vita, in estate e in tutte le stagioni: è Cristo. La sua bellezza si manifesta attraverso la natura e l’arte, le opere di Dio e quelle dell’uomo.
Noi non vogliamo essere come ‘pecore senza pastore’; cerchiamo cose vere e belle, senza disperderci in quello che ci svuota e ci avvilisce: fidiamoci del ‘pastore delle nostre anime’ e di quello che egli ci propone attraverso la Chiesa, nella nostra comunità…

Estate-Ragazzi: serata finale in BARCA

Mentre diciamo grazie ai giovani e adulti che accompagnano quest’ultima settimana dell’ESTATE RAGAZZI, proponiamo anche ad altri ragazzi e famiglie la serata finale di lunedì 27 luglio che passeremo in laguna con la barca Sampei. Occorre iscriversi.

Calendario della settimana

+ Mercoledì 22, Santa Maria Maddalena; ore 21, Messa proposta dal movimento CL
+ Giovedì 23, Santa Brigida di Svezia, patrona d’Europa
+ Sabato 25, San Giacomo apostolo

Don Thomas ci saluta dalla Germania dove sta passando alcuni giorni di vacanza.




12 Luglio 2009 - Numero 28/1151

Domenica XV anno B

Letture della Messa

Amos 7,12-15; Efesini 1,3-14;
Vangelo di Marco 6,7-13

Li mandò a due a due…

Nel Vangelo di questa domenica Gesù manda in missione gli Apostoli a due a due.
A due a due Gesù manda ancora i cristiani: a due a due i missionari sacerdoti e laici, a due a due anche gli sposi, a due a due gli amici e testimoni suoi.
Gli uomini hanno bisogno di incontrare almeno due persone che parlino di Lui, che facciano rinascere la speranza della vita, la fiducia e l’energia che vengono dalla fede
in Gesù. Anch’io con te, anche noi due siamo al mondo per dire e testimoniare che vale la pena vivere, amare, lavorare.





28 Giugno 2009 - Numero 26/1149

Domenica XIII tempo ordinario anno B

Letture della Messa

Sapienza 1,13-15; 2,23-24; II Corinti 8,7.9.13-15 Vangelo di Marco 5, 21-24.35-43

Un popolo di Santi
Anche a guardare solo il mese
di Giugno, ci accorgiamo di
essere messi dentro un popolo
di Santi.
Il mese comincia con Giustino, convertito nel secondo secolo dalla filosofia al cristianesimo; incontriamo subito il gruppo dei
martiri
ugandesi, con Carlo Lwanga in testa, e poi i nostri
Felice e Fortunato e Barnaba compagno di Paolo nella missione, quindi
il grande Antonio di Padova e poi il giovane Luigi Gonzaga e il
nostro Giovanni Battista.
E soprattutto Maria, nel suo Cuore pieno di amore e nell’Apparizione della Navicella, per arrivare alla fine ai santi Pietro e Paolo, fondamento della Chiesa.
Per l’anno sacerdotale, Papa Benedetto ci ha messo davanti agli occhi il Curato d’Ars e Padre Pio.
La Chiesa, popolo vivo, popolo
di persone che ricevono nel Battesimo un cuore nuovo e ogni
giorno vengono sospinte dal Cuore del Signore Gesù a una novità di vita dentro il mondo.
E dunque, c’è ancora speranza per il presente e il futuro.




21 Giugno 2009 - Numero 25/1148

Domenica XIII tempo ordinario anno B

Letture della Messa
Giobbe 38,1.8-11; II Corinti 5,14-17; Vangelo di Marco 4,35
La nascita di Giovanni Battista
segna il deciso intervento di Dio
nella storia degli uomini.
Dio prende in mano la storia
e suscita un uomo, Giovanni,
che ha una precisa missione: indicare
il Figlio Suo Gesù ormai presente
nel mondo come salvatore.
Giovanni Battista raccoglie
tutta l’attesa e la speranza degli
uomini e la lancia verso Colui
che ha il potere di rispondere al nostro bisogno e alla nostra domanda.
Noi oggi raccogliamo l’invito
del Battista a seguire Gesù
e a nostra volta, come lui, lo
indichiamo ai nostri fratelli uomini.
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Accogliamo con gioia il nostro nuovo
Vescovo ADRIANO
che per la prima volta celebra tra noi la Messa
nella festa di San Giovanni Battista
mercoledì 24 giugno alle ore 21

Dopo Messa il Vescovo inaugura la Mostra ‘Miracoli Eucaristici’




Giugno 2009 - Numero 24/1147

Festa del CORPUS DOMINI

Letture della Messa

Esodo 24,3-8; Ebrei 9,11-15;
Vangelo di Marco 14,12-16.22-26

Oggi con la Processione Eucaristica
il Signore Gesù
percorre le nostre strade
e benedice le nostre famiglie

La processione parte dalla Chiesa alle ore 8,30
dopo la celebrazione della Messa delle 7,30,
arriva fino al giardino della zona Primavera dove fa una
breve sosta e rientra in chiesa per la Messa delle ore 9,30.


Venerdì 19 Giugno, Festa del Sacro Cuore di Gesù
Inizia l’anno sacerdotale

L’Anno Sacerdotale, indetto da Papa
Benedetto XVI per celebrare il 150º
anniversario della morte di S. Giovanni Maria Vianney, il Santo Curato D’Ars,
inizia Venerdì 19 giugno
festa del Sacro Cuore di Gesù
e Giornata Mondiale di preghiera
per la santificazione dei sacerdoti.
I sacerdoti della nostra diocesi si troveranno insieme con il nuovo Vescovo a S.Anna.

Preghiamo insieme per i sacerdoti



7 Giugno 2009 - Numero 23/1146

Santissima TRINITA’

Letture della Messa

Deuteronomio 4,32-34.39-40; Romani 8,14-17, Matteo 28,16-20

Credo
in un solo DIO

Padre
Figlio
Spirito Santo

Un solo Dio
in tre Persone

Il nostro NUOVO VESCOVO
Monsignor ADRIANO TESSAROLLO
Viene consacrato questo pomeriggio nella cattedrale di Vicenza. Partenza corriera ore 13,40 piazza chiesa.
Il vescovo entrerà in diocesi Giovedì 11 Giugno,
festa dei Santi Felice e Fortunato. Sarà accolto
alla torre di Chioggia alle ore 17,15 e celebrerà la
Messa Pontificale in Duomo alle ore 18 e poi
accompagnerà la processione lungo il Corso.
Lo accogliamo nel nome del Signore.

Festa del
Corpus Domini

Domenica 14 Giugno

La processione
eucaristica
parte dalla Chiesa alle ore 8,30
dopo la Messa delle 7,30. Percorre la strada fino alla zona Primavera, dove farà sosta; riprende poi verso la Chiesa,
dove parteciperemo alla Messa delle
ore 9,30.

Indicazioni:

- I ragazzi della Prima Comunione partecipano con la vestina bianca.
- Le famiglie sono invitate ad addobbare le finestre con bandiere e drappi.
- Tutti i cristiani, ragazzi, giovani, adulti, famiglie, sono invitati a partecipare alla processione.

Facciamo festa
a Cristo Signore presente nella
Eucaristia.
Camminiamo
con Cristo che cammina con noi.




31 maggio 2009 - Numero 22/1145

Festa di PENTECOSTE

Letture della Messa

Atti 2, 1-11; Galati 5,16-25; Giovanni 15,26-27; 16,12-15


VIENI
SANTO SPIRITO

Vieni
Padre dei poveri
Vieni
Datore dei doni Vieni
Luce dei cuori


Oggi si conclude l’ANNO CATECHISTICO

con la Santa Messa delle ore 9,30 e la Festa in piazza

Oggi in tutte le parrocchie si svolge la
Colletta Nazionale per la costituzione
del prestito della speranza.
Lo scopo è quello è raccogliere denaro per avviare la costituzione di un fondo nazionale di garanzia, orientato alle necessità delle famiglie
in difficoltà a causa della grave crisi economica che attanaglia il nostro Paese.

La nostra solidarietà è più forte della crisi



24 maggio 2009 - Numero 21/1144

ASCENSIONE
DEL SIGNORE GESU’

Letture della Messa

Atti 1,1-11; Efesini 4,1-13; Marco 16,15-20

Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.
Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro.


Oggi alle ore 11 celebriamo la Messa per la


Prima Comunione di 44 Ragazzi



17 maggio 2009 - Numero 20/1143
Sesta Domenica di PASQUA

Letture della Messa

Atti 10,25-48 passim; I.a Giovanni 4,7-10; Vangelo di Giovanni 15,9-17



Come il Padre ha amato me, anch’io ho amato voi.
Rimanete nel mio amore.
Questo è il mio comandamento: che vi amiate
gli uni gli altri
come io ho amato voi.

Dal Vangelo di Giovanni


Domenica prossima 24 maggio alle ore 11
celebreremo la Messa per la
Prima Comunione di 43 Ragazzi

che oggi si presentano alla comunità nella Messa delle ore 9,30.
Anche i nostri figli più piccoli, insieme con noi potranno riconoscere Gesù presente nel segno semplice e vero del pane.

Gesù dice nel vangelo di oggi:
“Non c’è amore più grande di questo: dare la vita per i proprio amici”
Questo amore di Gesù per noi continua nella storia e raggiunge
gli uomini nella vita di oggi, nella nostra comunità, quando ci
riuniamo per la celebrazione eucaristica, quando torniamo in Chiesa ad adorare il Signore, riconoscendo in Lui il centro della vita.



10 maggio 2009 - Numero 19/1142
Quinta Domenica di PASQUA

Letture della Messa

Atti degli Apostoli 9,26-31; Prima Lettera di Giovanni 3,18-24
Vangelo di Giovanni 15,1-8


Io sono la vite voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, porta molto frutto.

In questa seconda domenica di Maggio, dedicato a Maria, festeggiamo le mamme, segno di un amore fedele e generoso.

Dopo che alcuni di noi hanno incontrato Papa Benedetto a Roma nell’udienza di mercoledì scorso,
ci uniamo ora alla preghiera dei cristiani e degli uomini di tutte le religioni
per accompagnare Papa Benedetto nei luoghi della vita, morte, risurrezione del Signore Gesù
come annunciatore di verità e pace





26 Aprile 2009 - Numero 17/1140
Terza Domenica di PASQUA

Letture della Messa

Atti degli Apostoli 3,13-19
Prima Lettera Giovanni 2,1-5
Vangelo di Luca 24,35-48

Gesù risorto appare
agli apostoli: ’Toccatemi, guardate’, e domanda di mangiare pane e pesce


Ha detto domenica scorsa
Papa Benedetto PERCHE’ NON MI SENTO MAI SOLO

“Come ho avuto modo di affermare di recente, non mi sento mai solo. Ancor più in questa singolare settimana, che per la liturgia costituisce un solo giorno, ho sperimentato la comunione che mi circonda e mi sostiene: una solidarietà
spirituale, nutrita essenzialmente di preghiera, che si manifesta in mille modi. A partire dai miei collaboratori della Curia Romana, fino alle parrocchie geograficamente più lontane, noi cattolici formiamo e dobbiamo sentirci una sola famiglia, animata dagli stessi sentimenti della prima comunità cristiana, di cui il testo degli Atti degli Apostoli che si legge in questa domenica afferma: “La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e un’anima sola”.
La comunione dei primi cristiani aveva come vero centro e fondamento il Cristo risorto. Nel momento della passione, i discepoli si dispersero... Risuscitato, Gesù donò ai suoi una nuova unità, più forte di prima, invincibile, perché fondata non sulle risorse umane, ma sulla divina misericordia, che li fece sentire tutti amati e perdonati da Lui. E’ dunque l’amore misericordioso di Dio ad unire saldamente, oggi come ieri, la Chiesa e a fare dell’umanità una sola famiglia. L’amore divino mediante Gesù crocifisso e risorto ci perdona i peccati e ci rinnova interiormente”.



Per EDIFICARE
la CHIESA

Parrocchia San Giovanni Battista
Borgo S. Giovanni - 30015 Chioggia - Venezia

041.5541569 prg.sgb@alice.it www.parrsangiovannibat.org

19 Aprile 2009 - Numero 16/1139
Seconda Domenica di PASQUA
Divina Misericordia

Oggi le offerte raccolte in chiesa verranno mandate alle popolazioni colpite dal terremoto.

Il dito di Tommaso il cuore di Cristo

“Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani”, dice imperioso Gesù
a Tommaso.
Tommaso si avvicina e tocca, dicendo: “Signore mio e Dio mio”.
Un atto di fede perfetto.

Ha detto mercoledì Papa Benedetto:
“E’ fondamentale per la nostra fede e per la nostra testimonianza cristiana proclamare la risurrezione di Gesù di Nazaret come evento reale, storico, attestato da molti e autorevoli testimoni. Lo affermiamo con forza perché, anche in questi nostri

tempi, non
manca chi cerca di negarne la storicità riducendo il racconto evangelico a un mito,
ad una “visione” degli Apostoli, riprendendo e presentando vecchie e già consumate teorie come nuove e scientifiche.”

Gesù si manifesta in modo concreto e suggerisce ai suoi discepoli il ritmo settimanale per riconoscerlo.
La domenica, quando noi cristiani
ci riuniamo nella assemblea eucaristica e spezziamo il pane, Gesù è lì con noi.




Per EDIFICARE
la CHIESA

Parrocchia San Giovanni Battista
Borgo S. Giovanni - 30015 Chioggia - Venezia

041.5541569 prg.sgb@alice.it www.parrsangiovannibat.org

12 Aprile 2009 - PASQUA - Numero 15/1138

Questa domenica di Pasqua sostituiamo l’immagine della nostra chiesa con questa di
una chiesa d’Abruzzo distrutta dal terremoto. Desideriamo esprimere la nostra
solidarietà con la nostra preghiera e l’aiuto concreto. Domenica prossima 19 aprile
le offerte raccolte in chiesa verranno mandate alle popolazioni colpite dal terremoto.

Cristo risorge
per incontrare
e salvare la nostra vita

Le nostre mani si protendono
verso Gesù, come Maria
Maddalena, corriamo verso di Lui come Pietro e Giovanni, vogliamo toccarlo come Tommaso,
domandiamo di essere perdonati come Pietro, accettiamo di
venire convinti come i discepoli di Emmaus.
Vogliamo essere amati, consolati e salvati da Gesù risorto, oggi, come già hanno sperimentato tanti nostri fratelli cristiani e come domandano tutti gli uomini che
nel mondo attendono la salvezza.
Un augurio di una BUONA PASQUA per tutte le famiglie.
Cristo risorto ci accompagni con la Parola, con la Presenza che
perdona nella confessione, sostiene e unisce nell’Eucaristia.




I giorni della Pasqua Sta per iniziare il Triduo pasquale, che è il fulcro dell'intero anno liturgico. Aiutati dai sacri riti del Giovedì Santo, del Venerdì Santo e della solenne Veglia Pasquale, rivivremo il mistero della passione, della morte e della risurrezione del Signore. Questi sono giorni atti a ridestare in noi un più vivo desiderio di aderire a Cristo e di seguirlo generosamente, consapevoli del fatto che Egli ci ha amati sino a dare la sua vita per noi. Cosa sono, in effetti, gli eventi che il Triduo santo ci ripropone, se non la manifestazione sublime di questo amore di Dio per l’uomo? Apprestiamoci, pertanto, a celebrare il Triduo pasquale accogliendo l’esortazione di sant’Agostino: “Ora considera attentamente i tre giorni santi della crocifissione, della sepoltura e della risurrezione del Signore. Di questi tre misteri compiamo nella vita presente ciò di cui è simbolo la croce, mentre compiamo per mezzo della fede e della speranza ciò di cui è simbolo la sepoltura e la risurrezione”. Il Triduo pasquale si apre il Giovedì Santo, con la Messa vespertina “in Cena Domini”, anche se al mattino normalmente si tiene un’altra significativa celebrazione liturgica, la Messa del Crisma, durante la quale l’intero presbiterio di ogni Diocesi rinnova le promesse sacerdotali, e partecipa alla benedizione degli oli dei catecumeni, dei malati e del Crisma. Oltre all’istituzione del Sacerdozio, in questo giorno santo si commemora l’offerta totale che Cristo ha fatto di Sé all’umanità nel sacramento dell’Eucaristia. In quella stessa notte in cui fu tradito, Egli ci ha lasciato, come ricorda la Sacra Scrittura, il “comandamento nuovo” - “mandatum novum” - dell'amore fraterno compiendo il gesto toccante della lavanda dei piedi, che richiama l’umile servizio degli schiavi. Questa singolare giornata, evocatrice di grandi misteri, si chiude con l’Adorazione eucaristica, nel ricordo dell’agonia del Signore nell’orto del Getzemani.


5 Aprile 2009
Domenica delle PALME
anno B - Numero 14/1137

Letture della Messa

Isaia 5,4-7; Filippesi 2,6-11; Passione secondo Marco 14,1-15,47

Liturgia della SETTIMANA SANTA

LO SGUARDO SU GESU’

Quello che è accaduto allora e che il Vangelo documenta viene registrato e celebrato nella liturgia della Chiesa:
oggi con l’ingresso festoso di Gesù a Gerusalemme,
Giovedì con l’ultima Cena, Venerdì con la memoria
della Croce, Sabato con il silenzio dell’attesa,
nella Veglia Pasquale con l’annuncio della Risurrezione.

Quello che è accaduto allora trova anche oggi discepoli che amano il Signore, lo guardano, lo seguono.
Il cristianesimo comincia da qua: dallo sguardo su Gesù,
dal seguirlo come persone innamorate di Lui.

Settimana Santa

Triduo Pasquale: Giovedì, Venerdì, Sabato
9-10-11 Aprile 2009

GIOVEDI’ SANTO 9 aprile

ore 9,30 Messa del Sacro Crisma, in cattedrale

ore 18,30 Santa Messa dell’ ULTIMA CENA
Lavanda dei piedi agli Apostoli
Portiamo in chiesa le cassettine per le missioni

ore 21 Adorazione in Chiesa come nell’Orto degli Ulivi

VENERDI’ SANTO 10 aprile

ore 8,30 Ufficio di Letture e Lodi, in cattedrale

ore 15 Liturgia della CROCE

ore 21 Via Crucis a Chioggia dalla Cattedrale a San Domenico

Ci uniamo alla Passione e Morte del Signore con il digiuno (18-60 anni)
l’astinenza dalle carni (dai 14 anni) e altre forme di penitenza

SABATO SANTO 11 aprile

ore 8,30 Ufficio di Letture e Lodi, in cattedrale

ore 22 VEGLIA Pasquale e Messa di RISURREZIONE

Benedizione del fuoco nuovo dietro la Chiesa
Processione in Chiesa con il Cero pasquale e le luci Canto del Preconio pasquale, Liturgia eucaristica con Battesimo


Domenica di PASQUA di RISURREZIONE del SIGNORE

Sante Messe ore 7,30 - 9,30 - 11,15 - 18,30


Lunedì di Pasqua Sante Messe ore 9,30 - 11,15 - 18,30

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Confessioni di Pasqua

Ragazzi: Lunedì ore 15,30, prima e seconda media; ore 16,45 quarta elementare
Mercoledì ore 15,30, terza media; ore 16,45 quinta elementare
Donne: Martedì ore 15 sono presenti diversi confessori
Adulti e giovani: Giovedì ore 16-18; Sabato Santo ore 15-20

Sabato Santo non c’è la messa delle ore 18,30






22 Marzo 2009

QUARTA Domenica di QUARESIMA
anno B - Numero 12/1135

Letture della Messa

2 Cronache 36,14-16.19-23, Efesini 2,4-10; Vangelo di Giovanni 3,14-31
Il VANGELO

“Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’Uomo”

Gesù innalzato in croce salva ogni uomo;
dona il suo Spirito
che ci fa vivere
e sperare.


La CRESIMA

Viene celebrata per 41 ragazzi
dall’Amministratore
Diocesano Monsignor
Alfredo Mozzato

oggi alle ore 16

VIENI
SANTO SPIRITO

Vieni per Maria



15 Marzo 2009

Terza Domenica di QUARESIMA
anno B - Numero 11/1134

Letture della Messa

Genesi 20,1-17; i.a Corinti 1,22-25; Vangelo di Giovanni 2,13-25


DIO EDUCA IL SUO POPOLO

Con le 10 leggi date a Mosè sul monte Sinai, e con la frusta di Gesù ai mercanti del tempio,
Dio educa il suo popolo.
Non gestiamo da soli la nostra vita. Sarebbe un naufragio.
Abbiamo bisogno del Capitano che è Gesù, del motore che è lo Spirito Santo, del Padre che è il nostro porto di partenza e di arrivo, e che è il sostegno della nostra vita.
Abbiamo bisogno di Madre Chiesa e dei fratelli dell’equipaggio.

L’incontro con Cristo cambia la vita: da san Paolo a noi
Ritiro quaresimale in parrocchia

Ore 9,30:
Adulti in salone, ragazzi in saletta





Giovedì
19 marzo:
Festa di San Giuseppe
che ha fatto da padre a Gesù.
Domenica prossima, una benedizione particolare a tutti i papà





8 Marzo 2009

Seconda Domenica di QUARESIMA
anno B - Numero 10/1133

Letture della Messa

Genesi 22,1-18 passim; Romani 8,31-34; Vangelo di Marco 9,2-10
Il volto
trasfigurato

L’incontro con Cristo cambia
la vita

La liturgia di questa domenica presenta Gesù trasfigurato sul monte davanti a Pietro, Giacomo, Giovanni, mentre appaiono Mosè ed Elia. E’ un anticipo di risurrezione, e un segno della vita cambiata.
Gesù cambia il volto e il cuore delle persone. E’ accaduto agli apostoli, a San Paolo e a quanti l’hanno seguito e continuano a seguirlo anche oggi.
Le testimonianze di vita cambiata dall’incontro con il Signore, danno speranza e segnano una strada per tutti.




22 febbraio 2009

Settima Domenica anno B - Numero 8/1131

Letture della Messa

Isaia 43,18-25 passim ; II Corinti 1,18-22; Vangelo di Marco 2,1-12

Gesù salva
tutto l’uomo

Il paralitico viene calato con la barella dal tetto della casa nella stanza dove si trova Gesù. Gesù lo guarda, lo accoglie nella sua misericordia, e gli perdona i peccati. Poi gli dice: “Alzati, prendi la tua barella e cammina”.
Non ci basta il miracolo della salute. Non ci sono solo le malattie fisiche. Non ci sono solo le ferite che colpiscono le membra del corpo. Come vediamo drammaticamente nella nostra società e nella nostra città, ci sono ben altre ferite e ben altre malattie da guarire. Abbiamo bisogno di una salvezza intera, che ci liberi dal male e ci ridoni una felicità profonda e vera. “Cristo ci ha svegliato anche stamattina e ci viene incontro in questa BUONA giornata perché LUI c’è. Domandiamo che il nostro cuore si stupisca e si commuova per la sua presenza nella nostra vita anche oggi. Nella nostra comunione Egli si riveli e ci abbracci!”




15 febbraio 2009

Sesta Domenica anno B - Numero 7/1130

Letture della Messa

Levitico 13,1-2;45-46; 1 Corinti 10,31-11,1; Vangelo di marco 1,40-45

Gesù tese la mano, lo toccò e subito la lebbra scomparve…

Diciamo grazie a quelle persone che ancora oggi sono la mano e il cuore di Gesù sulle persone malate, anziane, disabili, sofferenti...
Domandiamo che nessuna legge impedisca la libertà di amare, la libertà della carità fino alla fine.

CI VORREBBE
UNA CAREZZA DEL
NAZARENO

“In questi ultimi anni la figura di Cristo è diventata per me fondamentale: è il pensiero della sua fine in croce a rendermi impossibile anche solo l’idea di aiutare qualcuno a morire. Se il Nazareno tornasse ci prenderebbe a sberle tutti quanti.
Ce lo meritiamo,
eccome, però
avremmo così
tanto bisogno di una sua carezza”

Enzo Jannacci




8 febbraio 2009

Quinta Domenica anno B - Numero 6/1129

Letture della Messa

Giobbe 7,1-4.6-7;1 Corinti 9,16-19.22-23; Vangelo di marco 1,29-39

LA VITA CHE CERCHIAMO

E’ impressionante vedere come il Vangelo ci accompagna dentro le vicende della vita: la salute e la malattia, la speranza e la fatica, nelle vicende personali e in quelle pubbliche. Il giorno in cui Eluana è stata condotta nell’ospedale dove è programmata la sua morte, il Vangelo raccontava della ragazza presa per mano e risuscitata da Gesù.
Nella lettura di oggi, Giobbe grida tutto il dramma dell’uomo che vede scorrere inutilmente e fatalmente i suoi giorni. Nel Vangelo Gesù guarisce la suocera di Pietro prendendola per mano e sollevandola. Chi ci fa vivere ? Chi ci dà speranza ogni giorno?
“Tutta la città era riunita davanti alla porta” della casa dove era Gesù. Gesù di- ce che deve recarsi anche altrove: deve arrivare fino a noi, alle nostre case, ai no- stri ospedali, a recare una speranza di vita, una solidarietà e speranza nuova, che vediamo crescere attorno a tante opere di carità vicino a sofferenti e malati…





1 febbraio 2009

Quarta Terza Domenica anno B


Letture della Messa

Deuteronomio 18,15-20; 1 Corinti 7,32-35; Vangelo di marco 1,21-28

Numero 5/1128



Presenza autorevole

Gesù, presenza autorevole in parole e in opere: guarisce liberando l’uomo dal male e dall’origine stessa del male, satana.
L’importante nella vita è riconoscere il profeta e Maestro da seguire, Uno che ci porta verso la verità e la pienezza della vita, smarriti e incerti come siamo tra tante proposte e in mezzo a tanta confusione.
Ricerchiamo il Maestro Gesù: ci parla nella parola del Vangelo proclamata nella Messa, nell’autorità della Chiesa che ci guida attraverso il Papa e i vescovi uniti con lui: una parola e una presenza autorevole.
Il nostro cuore cerca la verità e
desidera aderirvi…

Bellezza della vita

“Me la sono guardata e girata tra le mani per tre giorni. Gli occhi, le orecchie, il corpo, le dita, i piedini… Perfetta. Minuta e perfetta. Ma chi l’ha fatta, chi me l’ha data?” Così mi dice la giovane mamma che viene a chiedermi il battesimo per la piccola. Rimango stupefatto di fronte a lei, non solo per il prodigio della sua bambina, ma anche per la semplicità disarmata del suo sguardo di mamma. Ci alziamo ogni mattina e la vita è già sulla soglia di casa. Ci sono gli altri, c’è il sole e la pioggia, la strada, l’aria, la chiesa. Ci alziamo ogni mattina, e Lui c’è, la certezza della vita, il Vivente oltre ogni consumazione di vita. Se non travolgiamo il fiotto di vita con la valanga delle nostre pretese, con il tritacarne delle nostre preoccupazioni e il cumulo dei nostri programmi, la vita ci si presenta limpida e libera davanti all’anima.



25 gennaio 2009

Terza Domenica anno B

Conversione di San Paolo

Letture della Messa:

Giona 3,1-5.10; 1 Cor 7,29-31;
Vangelo di Marco 1,14-20

Oppure: Atti 22, 3-16; 1 Cor 7,29-31;
Vangelo di Matteo 16,15-18

Numero 4/1127

Un uomo rovesciato a terra, travolto dalla luce, con le braccia protese verso l’alto. Così Caravaggio ha visto la
conversione di San Paolo.
Anzi, l’illuminazione.
L’abbiamo capito meglio martedì guardando le varie immagini di San Paolo nell’arte. Più che ‘convertito’, San Paolo è stato illuminato. La verità e la luce che egli cercava gli si sono fatte incontro e Saulo ha capito e ha ‘visto’ che la luce che lo abbagliava e la voce che lo chiamava era Cristo stesso. Una luce così splendida da rimanerne accecato. I suoi occhi ripresero a vedere tre giorni dopo, quando ricevette il battesimo da Ananìa a Damasco: il battesimo è la vera illuminazione della vita, una
strada nuova e una compagnia nuova per la vita.
Sulla via della nostra vita Cristo si è mostrato come luce e strada e compagnia, in modo meno clamoroso ma ugualmente reale.
La Chiesa, il Vangelo, i nostri Maestri e Amici sono per noi la luce di Cristo. Anche noi ‘illuminati’, anche noi chiamati dal Signore ad essere strumenti e segni di Cristo dentro la nostra amara e vuota società.




18 Gennaio 2009
Seconda Domenica tempo ordinario anno B

Letture della Messa:
I° Samuele 3,3-10; I° Corinti 6,13-15.17-20; Giovanni 1,35-42
Numero 3/1126



L’INCONTRO DELLA VITA

Per qualcuno l’incontro decisivo della vita è trovare qualcuno che ti faccia partecipare a un programma televisivo, per qualche altro è il biglietto vincente della lotteria, per altri un successo nel lavoro o in amore.
A quei due l’incontro della vita è capitato in un altro modo. Un desiderio fortissimo li aveva spinti ad andare al fiume. Sono capitati nel momento in cui il profeta gridava: “Eccolo, è lui”. Lui - Gesù - se ne stava andando, camminando sulla riva del fiume. Gli sono andati dietro, senza avere il coraggio di chiamarlo. E’ stato lui a voltarsi e a domandare: “Che cercate?” Giovanni e Andrea hanno risposto con un’altra domanda: “Maestro, dove abiti?”. Così cambia la loro vita. Così inizia il cambiamento del mondo.

Oggi celebriamo la
GIORNATA MONDIALE delle MIGRAZIONI

Sullo sfondo della figura di San Paolo, ‘apostolo migrante’ lo slogan è:

NON PIU’ STRANIERI NE’ OSPITI, ma della Famiglia di Dio

Settimana di preghiera per l’unità della Chiesa

RIUNITI NELLA TUA MANO
Si svolge a San Giacomo a Chioggia con la Messa delle ore 18,
celebrata da vari sacerdoti.
Da lunedì a venerdì non ci sarà nella nostra parrocchia la Messa delle ore 18,30.
Martedì celebra il vescovo Domenico Segalini, assistente nazionale A.C.
Sabato celebra don Gabriele Azzalin della Fraternità Missionaria S.Carlo.

Mons. Sigalini tiene un incontro per la città Martedì 20 ore 21 in Auditoriun S.Nicolò: Combattere la povertà, costruire la pace.
Don Gabriele Azzalin celebra nella nostra parrocchia la messa ore 9,30 Domenica 25



11 Gennaio 2009
Festa del Battesimo di Gesù

Letture della Messa:
Isaia 55,1-11; I.a Giov 5,1-9; Marco 1,7-11
Numero 2/1125

Dove inizia la vita

Il Battesimo di Gesù è il vero inizio della sua missione. Gesù viene riconosciuto e mostrato a tutti da Giovanni Battista. Gesù viene proclamato Figlio di Dio dalla voce del Padre
celeste, e viene consacrato dallo Spirito Santo. Adesso, dopo la lunga maturazione umana, può iniziare la sua missione. Inizia la novità cristiana nel mondo.
Questa novità ha raggiunto anche la nostra vita, innestandosi sul nostro essere a partire dal Battesimo. In alcune persone la vediamo fiorire, in altre rimane ancora in potenza. Guardiamo attorno a noi le testimonianze di vita umana cambiata, con le quali il Signore dimostra l’efficacia della sua opera nel mondo.
Domandiamo che anche a ciascuno di noi, alla nostra famiglia, alla nostra comunità, al nostro mondo riaccada la novità.







MESE DI GENNAIO 2009
Liturgia quotidiana
Riflessioni proposte da don Angelo Busetto

Nota Bene
Le riflessioni vengono proposte per ciascun giorno in quattro brevi sezioni: lettura, meditazione, preghiera, agier.
Sono pubblicate nel fascicolo mensile di gennaio ’09
Messa-Meditazione, ed Art, Casella Postale 386, Uff PT Roma-Bravetta Via Arcelli snc 00164 Roma


1 Gennaio 2009

Il nuovo anno inizia nel segno di Maria, Madre di Dio: “Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge”. La presenza della Madre del Signore alla soglia del nuovo anno indica che il tempo è un dono e non un’opera nostra; un dono abitato dalla presenza del Figlio di Dio che, attraverso Maria sua Madre, è venuto ad abitare il tempo e ci precede e accoglie, affinché la nostra libertà lo riconosca e l’abbracci, o piuttosto se ne lasci abbracciare.

La benedizione di Dio a Mosè e per suo mezzo ad Aronne e ai suoi sacerdoti e quindi all’intero Israele, oggi si estende a ciascuno di noi, al popolo cristiano e al mondo intero. ‘Il Signore rivolga su di te il suo volto’. Il Signore Dio non solo ha rivolto su di noi la sua faccia, ma ha mandato ad abitare tra noi il suo Figlio, riempiendo della sua presenza il tempo della storia e il cuore della nostra vita. Uomini come siamo, ci troviamo a vivere l’identità filiale comunicataci dal Figlio di Dio divenuto uomo, nello Spirito che ci fa gridare: Abbà, Padre.
Questa non è un’invenzione mitica, come le saghe tramandate nei libri religiosi o i drammi raccontati nelle tragedie dell’antica Grecia con gli improvvidi interventi degli dèi. E’ invece una storia umana che ha i connotati di una narrazione vissuta: la storia di un bambino e di sua Madre e di colui che gli ha fatto umanamente da padre. Un bambino viene al mondo in un luogo di rifugio per gli animali ed è adagiato in una mangiatoia; viene visitato dai pastori del luogo, ai quali gli Angeli hanno portato il lieto annuncio. Il Bambino è Gesù, Dio che salva. Generandolo alla vita umana, sua Madre ha messo al mondo non semplicemente un uomo, ma il Figlio di Dio diventato uomo. Oggi riconosciamo Maria non soltanto come Madre di Gesù, ma come Madre di Gesù che è Figlio di Dio, Dio egli stesso insieme con il Padre e lo Spirito Santo. Più semplicemente e direttamente, come hanno cominciato a proclamare i cristiani a partire dal Concilio di Efeso nell’anno 431 e ancor prima nella preghiera del Sub tuum praesidium, noi riconosciamo e veneriamo Maria come Madre di Dio, in greco Theotòcos.

Sub tuum praesidium confugimus, Sancta Dei Genitrix… Sotto il tuo aiuto noi ci rifugiamo, santa Madre di Dio; non respingere le nostre invocazioni nelle necessità; ma liberaci sempre da tutti i pericoli, Vergine gloriosa e benedetta.

L’augurio di buon anno che ci scambiamo oggi con parenti, amici e conoscenti venga confermato da un atto di fede con il quale affidiamo le persone alla paternità di Dio e alla protezione materna della Vergine Maria. 2145
















2 Gennaio 2008
Nei primi giorni del nuovo anno ci accompagnano l’apostolo Giovanni con la sua prima lettera e la figura del Battista. In modo diverso ci conducono a riconoscere la vera identità di Gesù, come Messia-Cristo e come Figlio di Dio. La prima lettera di Giovanni si caratterizza per una affermazione decisa: l’uomo Gesù, che abbiamo visto e udito e toccato con le nostre mani, è il vero Figlio del Padre. Occorre riconoscerlo e accoglierlo per non cadere nella menzogna che rinnega i fatti accaduti.

I due santi che si festeggiano oggi, Basilio e Gregorio, furono due grandi amici e contribuirono ad affermare e specificare la dottrina trinitaria e in particolare la divinità di Cristo e dello Spirito Santo. Nel contesto natalizio la loro dottrina acquista particolare risalto. La liturgia di questi giorni è una continua e variegata affermazione dell’identità divina di Cristo. Dire che Gesù è il Cristo, significa che le promesse di Dio si sono avverate in Lui. Dire che Gesù è il Figlio significa riconoscere la sua venuta dal Padre e quindi la sua identità divina. Per i discepoli, e in particolare per l’apostolo Giovanni, si è trattato di un’esperienza reale. La loro lunga convivenza con Gesù è diventata familiarità e profonda amicizia; un’attenzione vigile alle sue parole, una partecipazione viva ai suoi gesti, hanno condotto a riconoscere in Gesù la manifestazione storica del Figlio eterno di Dio mandato dal Padre. Come dice il Battista nel Vangelo: ‘In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete’: uno che è di più di quello che i vostri occhi vedono e le vostre mani toccano. E’ infatti il Verbo della vita. Riconoscere Dio in un uomo: questo è il cristianesimo. Questa novità supera la promessa dell’Antico Testamento; Gesù è più che un profeta, è più che il Battista, supera tutte le attese e le costruzioni delle varie religioni. Dio non rimane il Supremo irraggiungibile come per l’islam; né si disperde in varie forme nell’universo o nell’anima umana, come affermano tante espressioni religiose orientali riprese da moderne filosofie. Dio è un uomo. Questo ‘scandalo’ della fede ha attraversato la storia cristiana fin dall’inizio. Gli gnostici del primo secolo e i sapienti dei nostri giorni continuano a ridurre la figura di Gesù dentro un perimetro umano, sia pure straordinario e grandioso. Ma è una gabbia che imprigiona Dio e non lascia sbocco alla salvezza dell’uomo, chiuso nella sua solitudine.

Rinnovo la professione di fede del Credo: Credo in Gesù Cristo, Unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli, Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato non creato, della stessa sostanza del Padre.

Oggi voglio compiere un atto di fede e di adorazione con una visita in Chiesa oppure in una nuova consapevolezza con la quale pronuncio le preghiere del mattino e della sera.


















3 gennaio 2009
La lettera di San Giovanni svela che quello cristiano è un cammino filiale. Dio Padre, dopo aver mandato il suo Figlio Gesù, chiama anche noi ad essere suoi figli, introducendoci in una somiglianza progressiva che attraverso la nostra purificazione arriverà a compimento quando egli si manifesterà pienamente. Nel Vangelo il Battista indica in Gesù l’Agnello che si carica dei peccati del mondo, il Figlio di Dio e l’uomo pieno di Spirito Santo, mandato a battezzare nello stesso Spirito.

‘In mezzo a voi sta uno che non conoscete’, aveva detto il Battista. Come si potrà dunque conoscerlo? L’arrivo di Gesù al fiume Giordano è un punto drammatico della storia, è il primo momento in cui Gesù viene svelato agli uomini. Per trent’anni la sua presenza era rimasta nascosta, confondendosi in mezzo agli uomini; dopo gli umili splendori della nascita, nessuno aveva potuto riconoscere la vera identità dell’uomo Gesù. Sua Madre Maria custodiva nel cuore il segreto dell’annuncio dell’Angelo Gabriele, e ne attendeva con fiducia lo svelarsi. Questo è il momento. Gesù non si manifesta per sua iniziativa. Egli è mandato, ed è l’azione del Padre a manifestarlo agli uomini. Completando l’annuncio dei profeti, il Battista lo riconosce e lo mostra come Colui che si carica addosso il peso dei peccati dell’umanità. Ma nemmeno il Battista lo riconosce di propria iniziativa. Egli dice: “Ho visto lo Spirito scendere come una colomba dal cielo e posarsi su di lui”. In un modo impressionante, tutto il contesto dell’avvenimento che si svolge sulle rive del fiume Giordano rivela la Trinità in azione, il Padre il Figlio e lo Spirito Santo. Il mondo viene nuovamente riempito dalla presenza di Dio; è in atto una nuova creazione, che si esprime come perdono per i peccati e missione dello Spirito. Il mondo nuovo non nasce come prodotto della capacità umana, ma per il rinnovato intervento di Dio che lo viene a redimere e salvare nel suo Figlio fatto uomo. Il primo atto avviene nel fiume Giordano le cui acque, dicono i Padri della Chiesa, continuano a scorrere nel sacramento del Battesimo.

La manifestazione del Signore nella nostra vita è una grazia da chiedere allo Spirito Santo: Vieni Spirito Creatore, e rinnova la faccia della terra, la mia faccia e il mio cuore. Invoco il nome di Gesù, di cui oggi ricorre la festa: Jesus hominum salvator, come suggeriva San Bernardino da Siena.

Anche nelle pieghe della giornata il Signore è presente e attende di manifestarsi. Vivo le circostanze come luogo in cui il Signore attende di essere riconosciuto e annunciato.


























4 gennaio 2009
Domenica II dopo il Natale

Ci innalziamo a volo d’aquila fino alle profondità del mistero sulle ali dell’evangelista Giovanni, di San Paolo e della Sapienza. Quello che abbiamo visto e udito a Natale, è il Verbo della vita. Per riconoscerlo, la liturgia di questa domenica presenta alla nostra meditazione e alla nostra preghiera tre brani intensissimi, che gettano lo scandaglio nell’abisso del mistero di Dio.

Il primo brano è come una testata di ponte lanciato dall’Antico Testamento verso il Nuovo, in vista della piena rivelazione di Dio. La sapienza eterna uscita dalla bocca di Dio ha preso dimora in Israele. Il Vangelo di Giovanni la chiama con un nome preciso: è il Logos, il Verbo che viene dal Padre; e ne esprime la chiara identità: è il Figlio unigenito del Padre. Siamo introdotti nel dinamismo della vita divina che dal Padre si comunica al Figlio in un dialogo eterno. Noi arriviamo a conoscere questo mistero non perché ci viene spiegato dalla sapienza filosofica, ma perché il mistero stesso si è rivolto in faccia al mondo. La Sapienza uscita dalla bocca di Dio, cioè il Figlio generato dal Padre, viene a porre la sua tenda tra gli uomini e abita tra noi. Questa è la benedizione per la nostra vita e per l’intera storia, come canta Paolo nell’inno agli Efesini. Non viviamo dentro un destino cieco e senza senso, che rovina nell’insignificanza del nulla. Siamo amati e voluti nel Figlio eterno e veniamo consegnati a una storia di grazia, a un progetto di misericordia e di benevolenza, alla speranza di un tesoro di grazia. Siamo benedetti, dall’eternità fino allo scorrere del giorno presente. Non siamo orfani che cercano inutilmente di ritrovare la propria origine e annaspano nel vuoto alla ricerca di un impossibile abbraccio dei genitori. Tutta la storia che ci precede, fin da prima della creazione del mondo, è una corrente di amore. Il raggio di luce che parte dal gran sole di Dio raggiunge ogni nostra giornata, tocca tutte le occasioni della vita e ci dona la certezza di essere amati e la speranza di un destino buono per noi e per il mondo. Cambia il nostro sguardo sulla vita, si ravvivano l’amore e la dedizione al tempo che ci viene donato.

Ti ringrazio o Signore di avermi creato, fatto cristiano, conservato in questa notte. Ti ringrazio per il tuo sguardo d’amore che mi precede e mi accompagna in ogni momento e in ogni azione.

Nelle circostanze che accadono, voglio vivere l’istante come il momento in cui Dio mi raggiunge e mi ama, mi benedice e mi conduce. Posso aiutarmi in questa consapevolezza, richiamandomi in una breve preghiera prima delle azioni della giornata.
























5 gennaio 2009

E’ accaduto qualcosa di molto importante nel brano di vangelo che precede quello odierno. Due discepoli del Battista, Giovanni e Andrea, hanno seguito Gesù e sono rimasti con lui per un giorno intero; uno dei due, Andrea, vede il fratello Simone e gli comunica il fatto. Il Vangelo di oggi racconta il seguito. Gesù incontra Filippo, che è dello stesso paese di Andrea e Pietro, e lo chiama a seguirlo. Filippo a sua volta racconta tutto a Natanaele. Un sequenza impressionante, un passa-parola decisivo; una catena che si allunga fino ai nostri giorni.

Gesù con la sua chiamata apre a un nuovo rapporto con il prossimo. Si incontra l’altro per comunicargli la grazia che abbiamo ricevuto. E’ l’inizio di una nuova carità che si esprime come comunicazione di quando di bello è accaduto nella nostra vita, in particolare alle persone alle quali vogliamo bene. E’ la vicenda dei primi discepoli, ma è la vicenda di ogni persona che ama. Non accade così nei riguardi del marito, della moglie, di figli, di un amico ? “Se tu ci fossi stato!” gli diciamo, e subito raccontiamo quello che ci è capitato. L’amore non tende solo alla comunicazione di se stessi, ma assai di più alla comunicazione di ciò che riempie la nostra vita. Questo è il principio della missione: il desiderio di comunicare Gesù, fondamento della nostra vita e sorgente della nostra gioia. Allora si scopre insieme che Cristo ci ha amati per primo e ci ha fatti incontrare. “Egli ha dato la sua vita per noi e quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli”. Nasce la vera amicizia, nasce la Chiesa; si diffonde nel mondo un nuovo stile di carità: ci amiamo gli uni gli altri perché c’è Cristo tra noi. Egli è la ‘terza persona’, nella quale il rapporto con la ‘seconda persona’ che ci sta davanti viene garantito e purificato. Questa trama di amore che tende a comunicare Cristo e tutti i beni che da lui derivano, è stata travolgente agli inizi del cristianesimo, nella vita degli apostoli e poi di San Paolo. Nella storia della Chiesa tante altre volte la missione cristiana è proseguita con questa modalità integrale: portare Cristo, inizio della vera carità che aiuta a vivere; la missione ha innalzato chiese e costruito ospedali, ha annunciato il vangelo e ha scavato pozzi.

Signore Gesù, tu sei il vero bene. Ti domando che attraverso di me, la mia parola e la mia opera, e attraverso la parola e l’opera di tanti cristiani, tu possa essere riconosciuto e sperimentato come salvatore.

Il mio modo di amare le persone è sempre condizionato dalla pretesa di fissare una misura di tempo, di modi, di soldi, di coinvolgimento. In una situazione che mi potrà accadere oggi, provo ad amare senza condizioni e senza limiti, rendendomi totalmente disponibile a chi mi interpella.



















Martedì 6 Gennaio 2009
EPIFANIA DEL SIGNORE

La grandiosità della festa dell’Epifania celebrata dalla liturgia si pone in vivace contrasto con le favole che si raccontano ai bambini in questo giorno, anche se la faccenda dei doni lega in qualche modo gli aspetti contrastanti della giornata. Al centro sono comunque i bambini, i bambini del mondo convocati a una missione universale di salvezza. Al centro è un Bambino, il Bambino Gesù salvatore di tutti i bambini e di tutti gli uomini.

Epifania: si potrebbe dire ‘supermanifestazione’. Quel riconoscimento che a Natale era circoscritto alla stretta cerchia dei pastori e degli amici e parenti – anche se era risuonato fino al cielo – ora si allarga al mondo intero. Nelle figure dei magi che vengono dall’Oriente non solo vengono rappresentati tutti i popoli della terra per i quali questo Bambino è il salvatore, ma è raffigurato ciascun uomo con la sua domanda di senso, il suo desiderio, l’appassionata ricerca e la mossa che lo conduce a percorrere i sentieri del cuore e quelli di tutte le coordinate geografiche. Qui viene manifestato anche l’esito della ricerca. “Quello che il tuo cuore desidera, esiste; quello che il tuo cuore ricerca è già qui”. Questa frase, che ci è dato di vedere stampata nelle magliette di alcuni giovani, indica la verità della ricerca umana e della risposta che ci è venuta incontro. Tutte le strade percorse dall’uomo, le indagini filosofiche, gli sguardi lanciati verso il cielo infinito, i perché del bambino e le domande dell’uomo maturo trovano qui la loro risposta.
Il termine dell’indagine non è una spiegazione teorica, ma un incontro personale: i magi sono stati condotti dalla stella a trovare e riconoscere il Bambino. E’ piena di mistero la loro adorazione di fronte a questo Bambino; è piena di meraviglia la loro gioia. Qui si ferma la stella che brilla nel cielo della vita, qui giunge il punto focale di ogni percorso, il nucleo originario dell’universo. Davanti al Bambino vengono deposti l’oro della regalità, l’incenso della divinità, la mirra dell’immortalità. Solo chi si fida di una risposta che venga dall’alto, può chinarsi di fronte a questo Bambino e attenderne lo svelamento che accadrà nel tempo della sua vita. I Magi rappresentano l’umanità che, in risposta al proprio desiderio e come compimento del proprio cammino, non trova il vuoto del nulla, ma l’abbraccio del Dio fatto uomo.

Oggi la mia preghiera si allarga a domandare la salvezza per ogni uomo e ogni bambino.

Farò un gesto di preghiera e di offerta per le missioni, in particolare per i bambini del mondo, secondo il suggerimento della Giornata Mondiale per l’Infanzia.





















7 gennaio 2009

La liturgia dei giorni di questa settimana ci mostra il sorgere della luce che è Gesù e l’inizio della sua missione. A partire dalla terra di Galilea, gli uomini cominciano a riconoscerne l’albore. Il Signore si manifesta al mondo con la sua parola e la sua azione risanatrice.

Particolarmente espressivo è il brano del Vangelo di Matteo, che rappresenta Cristo come nuova alba del sole che sorge a illuminare la notte del mondo. “Il popolo immerso nelle tenebre ha visto una grande luce”. E’ l’esperienza di ogni uomo che incontra il Signore Gesù: un passaggio verso la luce, che rischiara il volto della vita e quello delle persone. L’aprirsi di ogni giornata davanti al Signore che viene a incontrarci è pieno di speranza, come cantano gli inni delle lodi, proclamati negli antichi monasteri e nelle nostre parrocchie. La luce di Cristo non è solo illuminazione interiore e chiarezza per camminare nelle strade della vita, ma diventa esperienza di salvezza attraverso i gesti della carità: Gesù che entra in scena a Cafarnao, già da subito guarisce e consola. Egli continua a percorrere le vie della storia attraverso i credenti in lui: “Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome di suo Figlio Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri”. Riconoscere Gesù venuto nella carne permette di riconoscerlo nei fratelli. San Giovanni, nella sua prima lettera che viene letta continuativamente in questi giorni, lega in modo indissolubile il riconoscimento del Figlio di Dio nella carne di Gesù di Nazaret, con il riconoscimento del volto di Dio e di Cristo negli altri, a partire dai fratelli nella fede. San Giovanni si trova di fronte a cristiani che contestano la venuta del Figlio di Dio nella carne di Gesù di Nazaret, con la pretesa che lo Spirito di Dio può suggerire altre vie di salvezza. Ma il criterio per vagliare ogni personale ispirazione, è se ci conduce a riconoscere Gesù come Dio e Salvatore. Questo criterio continua a valere anche oggi, non solo in riferimento ad eventuali nuove ‘rivelazioni’ ma anche come metro di giudizio per ogni insegnamento che ci venga proposto. Con grande determinazione e audacia Giovanni scrive: “Chi conosce Dio ascolta noi”. Noi infatti abbiamo visto e udito il Verbo di Dio che si è manifestato nell’uomo Gesù.

Per quanti ti cercano nelle tenebre, ti prego o Signore. Per quanti sono appesantiti dal male, ti prego o Signore. Sii luce e salvezza.

Opinioni, sentenze, giudizi che ci arrivano da tutte le conversazioni e da tutti mass-media: con quale criterio valutarli ? Quanto non ci distoglie dal riconoscere Cristo nella carne, cioè nella concretezza della sua presenza nella Chiesa, è buono; quello che ce ne allontana, è da rigettare.























8 gennaio 2009
Nel racconto della moltiplicazione dei pani il Vangelo di Marco descrive un fatto che rivela l’identità misericordiosa e salvatrice del Signore Gesù. L’amore di Dio verso di noi si manifesta nel dono del suo Figlio, che ha compassione della folla umana. Questo amore continua a rivelarsi nell’amore fraterno descritto dalla prima lettera di Giovanni.

L’incarnazione del Figlio di Dio tra gli uomini non è appena un dato ontologico che la Chiesa esprime nella sua professione di fede. Il Figlio di Dio ha vissuto una autentica esistenza umana ed ha compiuto gesti di benevolenza e salvezza, nati da un cuore mosso a compassione. Gesù allarga lo sguardo a comprendere la folla di umanità smarrita come gregge senza pastore, che lo cerca e domanda il senso del vivere. Gesù parla dicendo ‘molte cose’. Quali ? Sono le parole che il Vangelo registra. Quando ne scopriamo il senso, vediamo che segnano la strada della vita e aprono il cuore alla speranza. Ma ancora di più abbiamo bisogno della reale presenza del Signore che ci sostenga e accompagni nel vivere quotidiano. Non si può spiegare a una persona - ragazzo o uomo che sia - il senso della vita, e poi lasciarlo solo. Gesù una compagnia reale all’uomo. Questo episodio lo rivela. Gesù guarda le persone che l’hanno seguito; alla fine della giornata esse hanno fame; non può lasciarle partire così. Ma il cuore grande di Gesù fa ancora un passo: coinvolge i suoi discepoli nel gesto dell’amore. “Date voi stessi da mangiare”. E’ l’inizio della Chiesa, comunità dei discepoli del Signore chiamati a continuare la sua opera amorevole e soccorritrice nei riguardi dell’uomo. Qui il pane non scende dal cielo come la manna del deserto degli ebrei. Qui il dono di Dio si moltiplica nel cuore e nelle mani dei fratelli che vivono un gesto di amore. Alla fine accade la sovrabbondanza e vengono raccolte dodici ceste piene: dodici come gli Apostoli, colonne e fondamento della Chiesa. Adesso sappiamo che Gesù è luce e vita e la sua azione si prolunga nei discepoli. Come dice la lettera di Giovanni, il suo amore si rivela in noi perché abbiamo la vita a causa sua.

Signore, tu non mi lasci nella solitudine come pecora senza pastore. Nella grande famiglia della Chiesa, tu sei mia guida e mio sostegno. Donami la grazia di appoggiarmi a te.

Oggi voglio cogliere un’occasione di condivisione, ‘perdendo tempo’ con qualcuno che, forse senza dirlo con le parole, manifesta un particolare bisogno.























9 Gennaio 2009

Gesù si manifesta in un momento drammatico: la tempesta sul lago. Questo episodio che segue la moltiplicazione dei pani è pieno di valore simbolico: la barca, il lago, la tempesta indicano la vita dell’uomo e la storia della Chiesa. Nella sua prima lettera, l’Apostolo Giovanni insiste a dire che il Dio invisibile si è fatto visibile nell’amore del Figlio e continua la sua azione nell’amore dei discepoli.

L’evangelista Marco racconta alcuni passaggi della vita di Gesù con una evidenza perfettamente realista. Aveva già notato l’erba verde della radura dove la folla aveva mangiato i pani e pesci. Ora ci mostra la barca degli apostoli sul lago e Gesù solo a riva, dopo essersi ritirato a pregare. Un’immagine che pare lo scatto di una fotografia. Nel distacco tra Gesù e i discepoli si manifesta una distanza che non è solo fisica, ma che indica la lontananza del cuore. I discepoli sono affaticati a remare in mezzo al lago e rischiano di venire travolti dalla tempesta. Gesù si fa loro incontro camminando sulle acque. Stranamente, di fronte a questo fatto straordinario, che segue il miracolo dei pani, il loro cuore rimane indurito: non riconoscono il Signore e gridano al fantasma. Tuttavia rimangono stupiti e, come in altre circostanze, si domandano: “Chi è costui, al quale il vento e il mare obbediscono?”. Qualcosa di nuovo sta accadendo. Chi è veramente l’uomo che hanno incontrato ? I fatti narrati costituiscono la prima sorgente della fede in Gesù: i discepoli cominciano a riconoscere che le categorie in loro possesso per definire l’identità della persona straordinaria che hanno davanti, non bastano. Quest’uomo che moltiplica i pani e pesci, costui al quale i venti e il mare obbediscono, chi è realmente?
Gesù entra nel tessuto della vita umana, nelle condizioni della fame e della tempesta, della fatica e della paura. Il Salvatore non svolge la sua missione solo in relazione al tempo futuro, ma già per il tempo presente. “Sto imparando a vivere tutto attraverso gli occhi di Gesù, e cosa più bella non poteva accadermi – scrive una persona – So che nemmeno un capello del nostro capo è sconosciuto a Dio e perciò affronto le difficoltà con la pace nel cuore, stringendomi a lui”. “Nell’amore non c’è timore”, ci ripete Giovanni nella prima lettura.

Lo stupore davanti a Gesù è il primo atteggiamento della preghiera. Ti domando o Signore uno sguardo stupito e aperto, pronto a percorrere tutto il cammino della fede che, attraverso i fatti che accadono, giunge a riconoscerti nella tua identità di protagonista divino.

Farò attenzione ai fatti della giornata, attraverso i quali il Signore desidera rivelare lo splendore della sua presenza e della sua azione.























10 gennaio 2009

Arriva il momento in cui Gesù si rivela in modo esplicito. Ritorna nel suo paese di Nazaret ed entra nella sinagoga dove tutti credono già di conoscerlo. Dopo aver letto il libro del profeta Isaia che annuncia il messia e il compito che questi è mandato a svolgere, Gesù annuncia: “Oggi si compie davanti ai vostri occhi questa profezia”.

I fatti segnano la strada per la identificazione di Gesù di Nazaret, ma solo una parola esplicita e diretta può togliere ogni dubbio sulla loro interpretazione. Chi è veramente Gesù di Nazaret ? Possiamo immaginare la sorpresa degli uomini di Nazaret quando Gesù, dopo aver chiuso il rotolo del profeta Isaia, non ne propone un commento, ma ne indica il soggetto protagonista. Il profeta Isaia sintetizzava la missione del Messia promesso dalle scritture nella consacrazione dello Spirito Santo e nelle opere che ne conseguivano: “Lo Spirito del Signore è su di me…”. Lo Spirito Santo nel quale il Figlio Gesù è stato concepito e generato da Maria; lo Spirito che lo ha pervaso nei primi vagiti e nelle prime mosse di bambino e ragazzo, in particolare nel tempio, dapprima davanti al vecchio Simeone e Anna, e in seguito davanti ai dottori della legge; lo Spirito disceso su di lui, che aveva permesso al Battista di riconoscerlo; il mistero di questa presenza che fremeva nascosto nel cuore della vita di Gesù e di sua madre Maria, ora esce allo scoperto e viene proclamato. La storia antica si è compiuta, la promessa trova il suo punto di realizzazione. D’altra parte, la vita che Gesù conduce, l’annuncio che egli lancia, le opere di guarigione che egli compie dichiarano con evidenza che la sua personalità non può essere definita con i criteri soliti. La salvezza realizzata dal Messia raggiunge tutti i campi della vita dell’uomo ferito, che viene descritto secondo le caratteristiche della mentalità semitica: poveri, lebbrosi, oppressi. Si inaugura l’anno di grazia, cioè di salvezza per l’umanità. Nel cuore del mondo è posto un uomo nuovo, una nuova origine di vita, verso la quale occorre volgere lo sguardo, per entrare nell’ambito della sua azione benefica. L’iniziativa di Dio si concretizza nella figura umana del suo Figlio Gesù e prosegue e si manifesta nel nostro amore verso il prossimo.

O Dio, vieni a salvarmi, nella totalità del mio essere uomo e per l’umanità intera che ha bisogno di te. Vieni a salvarmi nello scorrere dei giorni, nelle vicende quotidiane di cui è intessuta la vita.

Voglio eliminare ogni pretesa di autosufficienza. Nelle situazioni di oggi desidero riconoscere che la salvezza non viene dalla mia abilità o iniziativa, ma dal Signore. Lo riconosco affidandomi con semplicità anche all’aiuto dei fratelli.





















11.1.2009
Domenica del Battesimo del Signore

Nella festa del Battesimo del Signore vengono portati a compimento tutti i segni che ci sono stati presentati finora per poter riconoscere in Gesù il Figlio di Dio, il Salvatore: l’azione del Padre, del Figlio, dello Spirito; l’umanità di Gesù; la profezia, il riconoscimento e l’indicazione di Giovanni Battista; l’attesa della folla; l’inizio della missione del Signore.

Tria prodigia declarantur hodie. La bella antifona che accompagna i Vesperi di questa giornata sintetizza i tre fatti nei quali Gesù si manifesta come Figlio di Dio e Signore: il riconoscimento dei magi, il miracolo di Cana, il battesimo nel fiume Giordano.
Nella redazione del Vangelo di Marco che leggiamo quest’anno, il fatto del Battesimo di Gesù viene proposto nella sua nuda essenzialità. Dapprima sentiamo le parole del Battista, che dichiara la superiorità del Battesimo con il quale Gesù stesso battezzerà. Subito dopo vediamo lo svolgersi del fatto, per il quale Gesù sembra venire appositamente da Nazaret di Galilea: Battesimo nell’acqua, discesa dello Spirito in forma di colomba, voce del Padre.
In un modo assolutamente lineare e semplice, l’avvenimento è davanti ai nostri occhi. Che cosa accade qui dunque ? L’azione di Giovanni indica che Gesù viene accolto nella schiera degli uomini peccatori. L’evangelista Giovanni chiarirà in seguito che Gesù non viene battezzato per i suoi personali peccati, ma come ‘Agnello che prende su di sé i peccati degli uomini’. Infatti l’azione compiuta dal Battista viene superata dall’azione dello Spirito Santo e del Padre. Quest’uomo viene consacrato in modo particolare dallo Spirito di Dio e riconosciuto dal Padre come Figlio prediletto. In questa forma visiva e plastica, che tanti i pittori hanno saputo variamente descrivere e interpretare, possiamo riconoscere la vera identità e la missione di Gesù. Si realizza la promessa dell’Antico Testamento, riassunta nelle parole di Isaia, e inizia la missione del Messia, come annuncia l’apostolo Pietro negli Atti. Tutto quello che si svolge successivamente non è che la piena estensione di quanto accade nel Battesimo del Signore.

L’importanza che il Vangelo e gli Atti danno al Battesimo di Gesù mi fa riconoscere il valore della mia storia cristiana, iniziata con il mio Battesimo. Di questo ringrazio, come della grande novità e grazia che mi è stata donata, inizio della mia identificazione con il Figlio Gesù.

Prima di ogni mia opera e di ogni mia corrispondenza, sta la scelta del Signore e la sua chiamata. Voglio rendermi conto, all’inizio della giornata e nel seguito delle azioni, della grazia che precede e accompagna ogni mossa della mia vita.





















Lunedì 12 Gennaio 2009

Oggi inizia il tempo ordinario della liturgia, che corrisponde al tempo ordinario della vita. Gesù, il Figlio di Dio che ‘è apparso’ nel mondo, accompagna di giorno in giorno la nostra storia e la storia del mondo. Ci guiderà la lettura continua della lettera agli Ebrei e del Vangelo di Marco. La lettera agli Ebrei, che si trova nel catalogo delle lettere di San Paolo, nasce in ambiente ebraico e descrive la funzione sacerdotale di Gesù che nel sacrificio della croce sostituisce l’antico sacerdozio e rinnova l’antica alleanza.

La pagina del Vangelo di Marco comincia con uno stacco: Giovanni Battista è stato arrestato. La sua missione è finita e si apre il campo all’azione di Gesù che lancia il primo annuncio del Regno. Il tempo dell’attesa è compiuto. Anche il tempo stabilito da Dio è compiuto. L’inizio solenne della lettera agli Ebrei annuncia che siamo in presenza di un fatto nuovo. Dio, che nei tempi antichi aveva parlato in vari modi attraverso in profeti, adesso ha parlato a noi attraverso il Figlio. La parola di Dio risuona in Gesù. Il regno che viene annunciato non è semplicemente un nuovo sistema di rapporti tra gli uomini, impostato secondo Dio. Il regno comincia con l’aderire a Gesù, diventando suoi discepoli e partecipando alla sua missione. L’annuncio del Regno non è quindi un’altra cosa rispetto alla chiamata degli apostoli; Gesù chiama per nome i primi, li lega a sé, li rende partecipi e familiari della sua vita. Questa è la novità: uomini uniti a Dio in una amicizia umana, uomini che diventano familiari del Mistero di Dio attraverso una comunanza di vita. Il Figlio di Dio, irradiazione della gloria del Padre, entra in rapporto con noi. Il cristianesimo è Gesù. Essere cristiani, prima di qualsiasi altra cosa, è essere chiamati per nome e venire inseriti in un rapporto amicale con il Signore. La Chiesa sarà l’estensione nel tempo di questa amicizia con il Signore: prima di ogni azione pastorale, prima di ogni indicazione morale e di ogni progetto per la vita di ciascuno. Questo punto di origine non è da lasciare alle spalle come cosa scontata. E’ invece il principio e la condizione di ogni scelta, di ogni atteggiamento, di ogni azione. “Voi siete miei amici”.

Lo sguardo di Gesù su di me e il mio sguardo su di Lui: voglio guardare Gesù come si guarda un Amico grande e un Maestro, il Dio della vita che mi si è fatto vicino.

Dentro ogni azione della giornata, riconosco lo sguardo di Gesù su di me e la sua voce che mi chiama per nome. Perché questo diventi un sentimento normale della vita, ho bisogno di richiamarmi attraverso quotidiani ‘esercizi di memoria’.





















Martedì 13 gennaio 2009

La parola di Dio nella liturgia di questi giorni ci accompagna a riconoscere all’opera Gesù salvatore. La lettera agli Ebrei proclama la sua identità divina e insieme la gloria di cui è stato ‘reso perfetto mediante la sofferenza’. Il Vangelo di Marco racconta i primi passi di Gesù in azione, subito riconosciuto e contraddetto da Satana.

La cittadina di Cafarnao, sul lago di Tiberiade, diventa il centro della prima azione messianica di Gesù. Quasi in corrispondenza con l’episodio accaduto nella sinagoga di Nazaret, raccontato qualche giorno fa da Luca, Gesù entra di sabato nella sinagoga del paese, e si mette a insegnare. In questa grande sinagoga di cui rimangono ancora le tracce, segno del prestigio del paese ed eco del primo insegnamento del Signore, accade qualcosa di nuovo, viene proclamata ‘una dottrina nuova’. La presenza di Gesù si impone in modo tale da far reagire un uomo posseduto da uno spirito immondo. Non ci viene espressamente detto nulla del contenuto di questo insegnamento, ma viene rilevata l’autorità del maestro così diverso dagli scribi. Gesù non è un commentatore delle scritture, ma uno che proclama e attua una salvezza presente. La sua parola indica la via della vita, apre a una speranza reale e subito compie quello che annuncia. Il primo effetto si attua nella contrapposizione a satana, che viene svelato e respinto. Gesù non prende l’iniziativa di agire espressamente contro satana; Egli si rende presente e parla: una presenza e una parola di verità che sgominano il male. Ne nasce una indicazione preziosa per la vita. La prima vittoria sul male e su satana che ne è all’origine, è data dal porre innanzitutto una presenza positiva, una iniziativa di bene in parole e in opere. Fare il bene è già operare una lotta contro il male. Una presenza significativa e autorevole, un volto preciso, un giudizio dentro la vita, una posizione chiaramente espressa segnano un rilievo e indicano un orientamento che la gente riconosce e rilancia. Il silenzio avvilente, le posizioni amorfe o snervate o compiacenti, allargano le sponde del male.

Come gli abitanti di Cafarnao, riconosco Gesù e il suo insegnamento autorevole per la mia vita: Tu Signore sei il mio maestro; mi affido alla chiarezza e determinazione della tua presenza.

In un dialogo tra amici o in una situazione di lavoro, o in altre circostanza in cui sarebbe facile annegare in una rassegnata ambiguità e nel qualunquismo, desidero esprimere con chiarezza e decisione un giudizio di fede.
























Mercoledì 14 gennaio 2009

Con termini molto efficaci la lettera agli Ebrei esprime la comunanza di Gesù con la nostra condizione umana e la sua azione di salvezza operata dall’interno della nostra stessa storia. Egli si prende cura non degli angeli, ma della stirpe di Abramo; è stato messo alla prova e ha personalmente sofferto; per questo è in grado di venirci in aiuto.

In un racconto pressoché continuo, il Vangelo di Marco descrive questa prima giornata del Signore all’opera, quasi una ‘giornata tipo’. Vale la pena metterne in evidenza i passaggi. Uscito dalla sinagoga, Gesù va in casa di Pietro insieme con l’iniziale compagnia di quattro amici: Pietro, Andrea, Giacomo, Giovanni. La tradizione ha riconosciuto nella casa di Pietro il punto di partenza e di arrivo della missione di Gesù nella Galilea, il primo luogo di Chiesa. Qui Gesù viene accolto e ospitato, si ristora con persone amiche, e svolge la sua azione di salvezza, in un modo talmente semplice da apparire irrilevante: guarisce la suocera da una febbriciattola occasionale. Questa casa diventa anche il luogo nel quale tutti gli abitanti della città conducono gli ammalati perché il Signore li guarisca; una scena che sembra quasi l’inizio dei grandi raduni che si ripeteranno in tanti santuari. L’evangelista nota che Gesù si alza di buon mattino per ritirarsi a pregare: una indicazione che esprime la personalità di Gesù più di molte parole; nella questa preghiera, nel rapporto continuo con il Padre Gesù rinnova la coscienza della propria origine e appartenenza. Infine, l’ultimo passaggio. Gesù non si ferma in questo luogo, nonostante l’arrivo di molte persone e la loro richiesta. Lo spazio della sua missione è il mondo ed egli ne percorre subito le strade. Il bisogno dell’uomo lo sollecita da ogni confine.
La semplice bellezza di questa pagina di Vangelo rappresenta una sintesi della vita di Gesù e nello stesso tempo offre le coordinate per la vita della Chiesa e del singolo cristiano: una casa, una compagnia, un’origine riconosciuta, una disponibilità sempre aperta alla missione.

All’inizio della mia giornata mi pongo nell’atteggiamento di Gesù che rinnova il suo dialogo con il Padre e prego: Gesù tu sei la fonte della mia persona, della mia vita, di ogni mia azione.

La giornata di Gesù, pur nel tumulto delle cose e nella invasione delle persone, appare ordinata, cioè impostata secondo il ritmo della sua vocazione. Le cose da fare non prevaricano. Voglio tenerlo presente per la giornata di oggi.



























Giovedì 15 gennaio 2009

Mentre prosegue la missione del Signore Gesù secondo il Vangelo di Marco, la lettera agli Ebrei ha una sorta di sospensione, per un richiamo ai cristiani, in analogia con la situazione degli Israeliti. Si instaura un paragone tra la proposta di vita introdotta da Mosè e quella ancor più grande di Gesù; così come alcuni non credettero a Mosè, può accadere che pure i discepoli del Signore vengano meno, e siano così esclusi dalla salvezza, descritta come ‘riposo’ nella terra promessa del Paradiso.

Gesù incontra un lebbroso. L’evangelista racconta con precisione ed evidenza i momenti di questo incontro, nello stesso tempo reale e pieno di simbolismo: Gesù è mosso da compassione, stende la mano, lo tocca, gli dice la parola di salvezza. Tutto così umanamente vero e semplice. La salvezza è qui presente, ti incontra, ti salva. Il cristianesimo è l’avvenimento di un incontro che salva: “All’inizio dell’essere cristiano non c’è una decisione etica o una grande idea, bensì l’incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva”. Così ci ha ricordato Papa Benedetto nell’enciclica Deus caritas est. Questo incontro può accadere al di là di ogni previsione e di ogni convenzione. Il lebbroso avrebbe dovuto girare al largo, senza possibilità di incrociare Gesù; tanto meno Gesù avrebbe potuto toccarlo fisicamente. Eppure, per la misericordia del Signore, l’incontro di grazia è accaduto. Come avverrà tante altre volte e come ancora tante persone testimoniano. Un bisogno reale muove a un grido, non sempre espresso esternamente, che diventa domanda e ricerca. A volte accade che la persona non ha una percezione precisa del suo bisogno, soltanto avverte un disagio che le rende inutile e vuota la vita. Allora la grazia le si fa incontro in modo concreto attraverso una presenza visibile che è segno della mano salvatrice di Gesù: un amico, una compagnia di amici, un fatto della vita. Quando l’incontro è vero e definitivo, la persona che l’ha sperimentato vi rimane talmente fedele da restare legata a chi riconosce come suo salvatore. Nell’episodio del Vangelo invece il lebbroso si allontana. Ma grida, annunciando a tutti la salvezza che l’ha raggiunto e che rimane presente nel mondo. Accade ancora così.

Grazie Signore per averti incontrato, non in una suggestione passeggera, ma in una situazione reale che mi ha legato a te e mi permette di seguirti in un segno umano.

La salvezza è un fatto, un incontro che mi è già accaduto e può ancora accadere. Desidero esprimere un gesto di gratitudine e di riconoscenza alle persone che sono state strumento della grazia di Gesù.




















Venerdì 16 gennaio 2009

L’opera di salvezza del Signore incalza e si manifesta nella sua compiutezza nell’episodio del paralitico. In parallelo, la lettera agli Ebrei ci ricorda che la salvezza non è un’azione automatica, ma viene affidata alla nostra libertà. Occorre ‘rimanere uniti grazie alla fede con coloro che avevano ascoltato’. La fedeltà al Signore diventa fedeltà a coloro che gli appartengono; di fatto, questo si realizza in una reale appartenenza alla Chiesa.

L’episodio del paralitico è ricco di azione e di colore: la folla assiepata alla porta di casa fino a impedire di entrare, la barella portata da quattro persone, il tetto scoperchiato e tutto quanto segue. Il centro dell’azione è dato dalle parole sorprendenti di Gesù che attribuisce a se stesso il potere di rimettere i peccati e lo conferma con la guarigione del paralitico. La meraviglia espressa dalla folla sul finale del racconto dice i tratti del personaggio Gesù: “Non abbiamo mai visto nulla di simile”. Questo episodio ci rivela in modo compiuto l’identità di Gesù: un uomo che ha il potere stesso di Dio, poiché come Dio rimette i peccati. Gesù in azione mostra e realizza la sua vera fisionomia. In Gesù, Dio stesso si è fatto vicino all’umanità debole e peccatrice, e attraverso la misericordia dà inizio all’opera della salvezza. Il Regno di Dio passa dall’annuncio ai fatti e manifesta la sua realizzazione. Il mondo viene sanato a partire dalla sua costituzione profonda, cioè dal cuore dell’uomo. Il perdono dei peccati è realmente l’inizio della salvezza, perché toglie l’uomo dall’estraneità nei riguardi di Dio e lo rende libero dal male. L’uomo, ‘paralitico nel cuore’ viene rialzato e cammina con nuovo passo nel mondo, nello stesso tempo in cui si porta appresso il lettuccio che gli ricorda la sua propria fragilità e la grazia ricevuta. La guarigione fisica diventa l’espressione visibile del nuovo cammino. Se la salvezza non raggiunge la profondità del cuore e si limita alla condizione esterna, non conduce l’uomo a libertà e felicità.

O Dio vieni a salvarmi, non solo nelle condizioni esterne di debolezza e disagio che accompagnano la vita dell’uomo. Salva il mio cuore ferito e distante da te. Riconciliami con l’amore del Padre, perché io possa camminare libero e lieto nella vita.

Il richiamo di Gesù al perdono dei peccati mi ricorda il sacramento della confessione. Verifico da quanto tempo e come mi confesso, e faccio il passo di cui ho bisogno.
























Sabato 17 gennaio 2009
E’ vero quanto dice con precisa determinazione la lettera agli Ebrei: “La parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di una spada…”. Ce ne accorgiamo quando la pratichiamo, quando la parola ci viene comunicata nella realtà viva della Chiesa. Aumenta il numero dei cristiani che ‘frequentano’ la parola di Dio e si lasciano toccare, ferire e risanare da essa, particolarmente nel contesto della liturgia quotidiana. E’ lo stesso cammino che viene donato a noi ogni giorno.

Questa parola non è una lettera e un suono, ma è una persona vivente, che ci guarda e ci chiama. Lo sguardo di Gesù, che passa ‘lungo il mare’ e vede Levi-Matteo chino sul banco delle imposte; la sua voce che lo chiama, lo rialza e lo induce immediatamente alla sequela, sono il segno più evidente dell’efficacia e del mordente di questa parola. Questo episodio è rappresentato in modo straordinario sotto i nostri occhi nel quadro di Caravaggio, che mostra il braccio teso di Gesù, a cui si accompagnano il braccio di Pietro, e lo sguardo e i gesti sbigottiti del personaggi seduti. Il Vangelo ci dice la sorprendente iniziativa di Dio, che non ha bisogno di muoversi a partire da condizioni previe di una particolare disponibilità, ma agisce per sua propria iniziativa. Sorprendono l’imponenza semplice della chiamata del Signore e l’immediatezza della risposta di Matteo. Così si è mossa la storia, così Gesù ha associato alla sua vita e alla sua missione le persone più imprevedibili e più lontane. Ogni giorno conviene rimanere attenti all’azione di Dio, che non opera secondo le nostre previsioni e non percorre necessariamente le strade che noi abbiamo previsto o magari gli abbiamo insistentemente segnalato. Ogni giorno il cuore scruta il modo con cui Dio incrocia la nostra vita e apre il nostro cammino, ridestandoci accanto persone, situazioni, fatti, nei quali egli si manifesta e ci chiama. E’ importante essere liberi da ogni pregiudizio, e dalla pesantezza di una vita già tutta programmata e preordinata. Attraverso le sorprese di Dio nascono le vocazioni, accadono le conversioni, spuntano nuove possibilità di vita. Neppure l’essere peccatori e il dichiararsi indegni è un ostacolo alla sua opera. Chi si scandalizza della novità di Dio, rimane bloccato nel suo nulla.

Donami un cuore semplice e ben disposto o Signore, un animo non prevenuto nei tuoi riguardi e non condizionato dai limiti miei e degli altri. Donami la grazia di rialzare lo sguardo verso di te.

Desidero un occhio semplice per guardare me stesso e gli altri, un cuore libero all’iniziativa del Signore; fin dal mattino mi predispongo a questo atteggiamento.


























Domenica 18 gennaio 2009
Il tema della sequela semplice e piena si ripresenta nelle letture di questa domenica. Una volta riconosciuto il Signore, è forse possibile non seguirlo ? Nel racconto della chiamata di Samuele e in quello dei primi due discepoli che seguono Gesù, è evidente anche un altro elemento. Queste persone giungono al riconoscimento e alla sequela attraverso l’indicazione del loro maestro. La voce di Dio è riconoscibile attraverso qualcuno che ne ha già fatto esperienza e ce la indica.

Leggendo questi due famosissimi episodi, abbiamo l’impressione di essere condotti alle sorgenti della storia cristiana e della nostra stessa vita. Ancora bambini, o giovani, o forse già grandi, non è accaduto sostanzialmente così anche a noi ? Ricordiamo la nostra adesione al Signore, la scelta che ha determinato l’orientamento della nostra vita. Il nostro cuore era in attesa e in ricerca di un senso della vita, di un motivo per cui spendere le energie, di una meta verso la quale camminare, di una compagnia vera e significativa. Forse eravamo già in buona posizione e ben attestati, come i protagonisti delle letture di oggi: Samuele era già ospite del tempio, Giovanni e Andrea si erano già mossi verso il Battista. Può accadere, come nel caso di Matteo o Saulo o di tanti altri, di trovarsi in una posizione di estraneità e lontananza. Sull’orizzonte della vita appare una novità: una voce, una presenza, un uomo, un richiamo. Quell’accento ci colpisce non a livello superficiale e puramente emotivo, ma dandoci la percezione profonda che lì si gioca il nostro destino. Come potremmo sottrarci? Forse siamo titubanti e incerti, come Samuele che non riconosce subito la voce, o come i due che camminano dietro a Gesù sul fiume Giordano senza avere il coraggio di farsi notare. E’ un momento sottile e delicato, un crinale che decide della direzione della vita. Se non fosse per l’evidenza della iniziativa di Dio, ci potremmo smarrire. La misericordia di Dio ci insegue, e ci troviamo a dire: “Parla Signore, che il tuo servo ti ascolta”; acconsentendo alla grazia di ‘stare con lui tutto questo giorno”. Una grazia che fiorisce nei giorni successivi, e insieme con noi coinvolge altre persone, come è accaduto nella missione di Samuele e già subito nell’incontro di Andrea con il fratello Simone.

Parla Signore, che il tuo servo ti ascolta. Ti domando la docilità del cuore e l’attenzione della mente.

Quante persone, nel corso della giornata, con una parola esplicita o con un gesto, mi indicano il Signore ? Oggi voglio prestarvi una particolare attenzione.























Lunedì 19 gennaio 2009

Entriamo nella parte centrale della lettera agli Ebrei, dove si stabilisce un raffronto serrato tra l’Antico Testamento e il Nuovo, tra il sacerdozio levitico e quello di Gesù attuato nel sacrificio della croce. Alcuni episodi del Vangelo di Marco che leggeremo in questa settimana raccontano del contrasto aperto tra la Gesù e l’antica legge. La novità di Gesù apre alla storia un imprevisto cammino.

Quanta differenza c’è tra il rispetto devoto a una legge e l’attaccamento sincero a una persona ? E’ la differenza che definisce la distanza tra la religione intesa come pratica cultuale, regola morale, prescrizione tradizionale, e la religione vissuta come riconoscimento di una Presenza. A coloro che per primi l’hanno incontrato, Gesù non è apparso innanzitutto come uno che cambiava gli ordinamenti religiosi, ma come una persona da amare e seguire. Coloro che hanno vissuto con lui hanno reimpostato la propria vita, a partire da un’adesione affettiva che li ha coinvolti fino a informare scelte concrete e criteri di valore. La questione del digiuno, praticato dai discepoli di Giovanni Battista e dei farisei, e invece evitato dai discepoli di Gesù, dà l’occasione al Signore di dichiarare il senso della sua presenza: Egli è lo sposo che si intrattiene con gli invitati a nozze. Non c’è modo più netto e più bello per esprimere il senso della fede cristiana. Questa esperienza descrive non soltanto la vita degli apostoli che l’hanno seguito, dei grandi santi e dei mistici, ma anche di tanti cristiani che incontrano il Signore Gesù. Scoppia un grande amore e fiorisce la festa della vita. Anche in mezzo alle tribolazioni, ai contrasti, alle difficoltà, la presenza dello sposo è una compagnia che apre, schiarisce e allieta il cammino. “Il Signore ama di un amore imprevedibile, impensabile, superiore ad ogni nostra misura, e ce lo fa gustare concretamente”. Queste parole di un semplice cristiano sembrano un’eco di quanto dice San Paolo: “Io vi ho fidanzati a Cristo”, e “Sovrabbondo di gioia in ogni mia tribolazione”. La fede è il riconoscimento di una presenza, ripeteva don Giussani. La fede non è prima di tutto l’assunzione di nuove categorie, di nuovi valori o di nuovi orientamenti morali, ma è l’avvenimento dell’incontro con un grande amore, nel quale tutto viene compreso e al quale tutto viene riferito, come scriveva Romano Guardini.

Ricerco nella bibbia, nella liturgia e negli scritti dei santi le espressioni dell’amore a Cristo: “Ti amo, Signore, mia forza”. Come Simon Pietro ripeto: “Signore, tu lo sai che ti amo”

Oggi faccio attenzione al motivo per cui agisco: come fedeltà a una prescrizione e a un dovere, o come espressione di un amore ?

























Martedì 20 gennaio 2009

Possiamo confidare nella fedeltà di Dio alle promesse che Egli ‘ha giurato ad Abramo e alla sua discendenza’. Possiamo dunque afferrarci saldamente alla speranza che ci è offerta, come a un’ancora salda, secondo la lettera agli Ebrei. Dio ci vuole bene, e in Gesù ha rinnovato e realizzato la sua promessa.

L’estrema e più compiuta garanzia delle promesse di Dio, è Gesù stesso, sommo sacerdote che si è offerto per i fratelli. Dio è dalla nostra parte, dalla parte degli uomini che egli ha creato perché gli fossero figli e godessero della pienezza della vita. Non è in vista di un proprio vantaggio che Dio dona le sue leggi all’uomo, ma è in vista dell’uomo stesso. L’episodio del Vangelo lo dice in modo paradossale. I discepoli di Gesù strappano le spighe dai campi – come è permesso ai viandanti per il proprio sostentamento – e lo fanno in giorno di sabato; questo, secondo la legislazione ebraica interpretata dai farisei, non si può fare. Gesù rivendica con forza che la legge del Signore è data per la vita dell’uomo; il riposo del sabato non può diventare una prescrizione ingessata che impedisca il proprio sostentamento o l’opera di carità, ma è dato all’uomo per garantirgli l’affrancamento dalla schiavitù del lavoro e persino dalle opere delle proprie mani, al fine di ritrovare la libertà del figlio. Questo episodio si presta a tante applicazioni alla nostra vita di uomini moderni, che tendono a distruggere la scansione settimanale dei giorni e il ritmo della festa domenicale, sostituendo il tempo della preghiera, del riposo, della carità con occupazioni di lavoro e di divertimento che non arrivano a soddisfare il cuore. La felicità è un dono di grazia che viene dal Signore quando facciamo spazio, nel nostro cuore e nelle nostre attività, alla sua presenza. Potremmo parafrasare il Vangelo dicendo a noi stessi: la festa è fatta per l’uomo e non l’uomo per la festa. Anche noi dobbiamo riconoscere la signoria di Dio sui giorni della nostra vita, fino ad accettare che Egli ne determini il ritmo; il Figlio dell’uomo è padrone del sabato, per mettere il sabato al servizio della nostra felicità.

Grazie Signore, di avere donato il tempo e le stagioni della vita. Fa che ti riconosca come Signore dei giorni e delle opere dell’uomo.

C’è un assillo delle cose e delle occupazioni, che finisce con il rendermi schiavo. Vedo di regolare i tempi del lavoro e del riposo, nel ritmo quotidiano e settimanale, perché siano a lode di Dio e quindi al vero servizio dell’uomo.






















Mercoledì 21 gennaio 2009

La figura di Gesù sommo sacerdote, secondo l’autore della lettera agli Ebrei, percorre la trama dell’Antico Testamento e ne porta a piena realizzazione le promesse e le figure. Particolare rilievo riceve il misterioso sacerdote Melchisedek, che è andato incontro ad Abramo per benedirlo; con l’offerta del pane e del vino anticipa il sacrificio di Gesù sacerdote.

Gesù si introduce nell’ordinamento dell’antica alleanza con un fermento nuovo che lo fa lievitare verso il compimento. Entrando nella sinagoga in giorno di Sabato, Egli si colloca nel cuore del comando di Dio. L’uomo con la mano inaridita viene invitato a ‘mettersi nel mezzo’, per essere visto e riconosciuto attraverso la novità dell’azione che Gesù sta per compiere. Lo sguardo di Gesù verso i circostanti è deciso, e la sua voce comanda: “Stendi la mano”. Il cristianesimo è questo rapporto tra Gesù e l’uomo: è un incontro, una compagnia, un’amicizia, una comunione di vita tra Dio e l’uomo, talmente efficace da provocare salvezza, con la guarigione della mano e quella del cuore, con l’esperienza della misericordia e la scoperta del senso della vita. “Signore, da chi andremo – gli dice Pietro – tu solo hai parole che danno senso alla vita”. Questa è la grande scoperta che ha convinto e avvinto coloro che, dopo avere incontrato il Signore, lo hanno seguito e hanno vissuto con lui. Cos’ero io prima di incontrare il Signore ? Come vivevo, cosa pensavo, come mi muovevo ? Si rimane sorpresi da quello che ci è accaduto, dalla novità di vita che ci ha toccato e rinnovato dal profondo. Come può anche oggi accadere questo ? “Il modo c’è: la compagnia che da Cristo è nata ha investito la storia: è la Chiesa, suo corpo, cioè modalità della sua presenza oggi”, dice don Giussani. “E’ perciò una familiarità quotidiana di impegno nel mistero della sua presenza entro il segno della Chiesa” a introdurci nella fede e nella vita cristiana in modo non episodico e formale, ma persuasivo e permanente, ricco di pace e di risposta alla domanda del nostro cuore.

Nella memoria di Sant’Agnese martire, ripeto le parole di Pietro: “Signore, da chi andremo? Tu solo hai parole che danno senso alla vita”. Di fronte alla tentazione di ridurre la fede a legalismo formale, rinnovo lo sguardo e l’adesione personale a Cristo.

Ci sono compiti e opere di carità che sono tentato di evitare rifugiandomi in legalismi autoprotettivi: Non tocca a me, non è compito mio… Domando di vivere con libertà di cuore una carità autentica.
























Giovedì 22 gennaio 2009

Conviene soffermarsi sulla pagina della lettera agli Ebrei dove si descrive Cristo come vero sacerdote che salva l’umanità perché è sempre vivo; egli è completamente senza peccato; ha offerto se stesso una volta per tutte ed è entrato nel santuario eterno di Dio. Una differenza impressionante rispetto ai sacerdoti dell’antica legge e anche rispetto a tutti i nostri tentativi di salvarci con le nostre opere.

Non ci si salva da soli. Le folle della Galilea, e poi anche le persone che vengono da Gerusalemme e le più lontane provenienti dalla Transgiordania e perfino dalle città costiere di Tiro e Sidone, lo hanno compreso e sperimentato. Tutti arrivano da Gesù e premono per toccarlo, fino al punto che egli chiede di mettergli a disposizione una barca e si stacca un poco dalla riva. Il bisogno di salvezza attraversa l’umanità e si esprime in modo evidente e immediato con la richiesta della guarigione fisica. La gente non solo domanda e grida, ma si getta addosso a Gesù per toccarlo: domanda una presenza fisica, sensibile, così come ogni uomo avverte nella carne il proprio bisogno, la sua malattia, la pressione delle sue esigenze. Anche se tutti si mettessero insieme tra loro, non si salverebbero. Anche camminando dentro il progresso della storia, non ci si salva. Una catena di malati non fa una persona sana. Ci occorre un altro, uno che non ha bisogno prima di tutto di salvare se stesso dalle proprie infermità o dai propri peccati; uno che è santo, innocente, senza macchia, separato da noi peccatori eppure capace di piegarsi alla nostra debolezza. La lettera agli Ebrei traduce in termini sacerdotali la vicenda storica del Signore Gesù e la sua opera di salvezza. Ma Gesù non è soltanto un uomo giusto in mezzo ai peccatori. Egli è assiso alla destra del Padre, sul trono della Maestà divina. Egli dà all’offerta della sua vita una consistenza e un valore infiniti ed eterni, perché è Figlio di Dio, che vive nel tempo e oltre il tempo. Abbiamo bisogno di riconoscere questo salvatore e di affidarci a lui. Non con l’accento di sfida degli spiriti immondi, ma con la fiducia del mendicante: “Mi prendi per la mano o mio Gesù, col tuo poter sovrano guidami tu… La gioia e il dolore vengon da te… a te mi affido solo o Salvator e trovo nel mio duolo conforto ognor”. Dopo aver sentito questo canto nella liturgia della Messa, una mamma ne ha domandato il testo per portarlo al figlio in carcere per un delitto.

Salvami Signore. Come prosegue il testo del canto: “S’addensi la bufera sul mio cammin, sia pur la notte nera tu sei vicin, con te non ho timore, mi guida tu, avvinci questo core a te Gesù.”

Mentre cerco di rispondere con l’affetto e l’aiuto concreto a qualche persona che è nel bisogno, riconosco la salvezza vera che viene da Gesù.




















Venerdì 23 gennaio

L’alleanza nuova di cui parla con intensità la lettera agli Ebrei nella prima lettura, viene a iscriversi nel profondo della vita delle persone che Dio chiama a formare il suo popolo. Questo progetto si realizza in modo semplice e umano quando Gesù chiama dodici uomini e li costituisce come nuovo inizio del popolo di Dio.

Quello che la lettera agli Ebrei esprime nel linguaggio della riflessione biblico-teologica, il Vangelo lo racconta attraverso un fatto. Come è avvenuta la nuova alleanza, come si è svolta nella successione del tempo ? Possiamo leggere il racconto evangelico, semplice e lineare, in parallelo con la grande rivelazione di Dio a Mosè sul monte Sinai. Anche Gesù sale sul monte, il luogo dove accade e si intensifica il suo rapporto con il Padre, dal quale traggono origine le sue decisioni e le sue opere. Le parole impiegate dall’evangelista Marco sono tutte preziose, in particolare i verbi: “Chiamò a sé quelli che egli volle, ed essi andarono da lui. Ne costituì Dodici, perché stessero con lui, e per mandarli…” Sono parole ormai incise nella roccia della storia, e costituiscono nello stesso tempo l’architettura portante e la prima semente della Chiesa di Dio. In questa iniziativa di Gesù si realizza in modo nuovo e sorprendente l’opera del Padre che ama gli uomini e vuole la loro felicità. L’evangelista Marco dice che Gesù ‘costituisce’ i Dodici. E’ assai più che una semplice chiamata individuale o a due a due. E’ la costituzione di un gruppo stabile, di una comunità permanente, con un compito preciso e stabilito, espresso in tre passaggi: la comunione di vita con Gesù, l’invio in missione, l’opera di salvezza dal male. La presenza di Gesù continua e si irradia nel mondo attraverso gli apostoli. Questo fatto dichiara apertamente che Gesù egli non si propone come profeta provvisorio, ma come iniziatore di una comunità stabile e di una azione permanente, destinata e inviata a raggiungere ogni uomo e ogni tempo. La Chiesa è la permanenza di Gesù nella storia: ancora Egli chiama i discepoli a seguirlo, ancora li costituisce nell’unità della sua amicizia, ancora li invia nella missione di salvezza.

Ti ringrazio o Signore, di avermi fatto partecipe della tua comunità di salvezza; ti ringrazio di avermi chiamato a collaborare, secondo la mia vocazione, alla tua opera messianica nel mondo.

Oggi vivrò la mia giornata, e in particolare il tempo del lavoro con la coscienza che il Signore mi chiama ad essere segno di Lui e annunciatore e testimone della sua opera nel mondo.


























Sabato 24 gennaio 2009

Prosegue incalzante il paragone tra l’antica alleanza e la nuova. L’antica si vede caratterizzata dalla costruzione della tenda che precedette il tempio, luogo sacro nel quale il ‘Santo dei Santi’ costituiva il segno privilegiato della presenza di Dio. Gesù compie il suo sacrificio non in una tenda-tempio, ma nel suo corpo, e sparge il suo stesso sangue, per un sacrificio perfetto che purifica interamente l’umanità.

Questa pagina del Vangelo di Marco registra in due righe fulminanti l’episodio forse più sconcertante di tutto il nuovo Testamento. Gesù è pressato dalla folla, e ‘i suoi’ vengono a portarselo a casa, dicendo: “E’ fuori di sé”. Si tratta dei familiari, ‘fratelli e sorelle’, preoccupati della strana piega che ha preso la sua vita ? E’ un’azione di protezione ? E’ un segno dell’incomprensione dei familiari che l’hanno visto crescere e fino all’altro giorno vivevano con lui ? Non abbiamo la possibilità di sciogliere interamente l’enigma. Registriamo la meraviglia di chi si trova di fronte a un fenomeno imprevisto e sorprendente. Il modo con il quale Dio si presenta nella scena del mondo è spesso sconcertante e rompe i canoni dell’abitudine. E’ logico che si tenti di incanalarne l’azione dentro l’alveo della normalità, difendendosi da ogni sorpresa. Accade così quando Dio agisce attraverso fatti e personaggi che rompono gli schemi previsti: un ragazzo o una ragazza che intraprendono la strada del sacerdozio o della consacrazione; un prete che imposta la pastorale in un modo che sembra sovvertire i canoni della tradizione, non per spirito di novità ma per una proposta più vera; un gruppo ecclesiale che interviene con modalità divergenti dalle abitudini consolidate; un’azione di carità audace e imprevista. Càpita di dire o di sentir dire: “Quelli sono fuori di testa”. Certamente accadono stranezze ed eccessi che sarebbero da verificare e da contenere. Ma il primo atteggiamento deve essere quello di una fiducia preventiva, di un’accoglienza capace di coinvolgersi per vedere fino in fondo di che cosa si tratta, e poi eventualmente correggere. La grazia del Signore è piena di sorprese.

Ti ringrazio o Signore, per tutte le volte in cui hai sovvertito le mie abitudini e il mio schema, e hai fatto irruzione nella mia vita con la novità di una nuova presenza. Manda ancora il tuo Spirito e rinnova la faccia della terra.

Nel luogo di lavoro, in famiglia, nella comunità cristiana cerco di evitare la reazione scandalizzata di chi giudica in fretta, e mi lascio percuotere dalla novità imprevista: “Vagliate ogni cosa, trattenete ciò che vale”.




















Domenica 25 gennaio, festa della conversione di San Paolo

Oggi la domenica viene a coincidere con la festa della conversione di San Paolo, proprio in quest’anno che ricorda il secondo millennio della data probabile della sua nascita. Secondo l’indicazione della Congregazione per il Culto Divino, oggi si può celebrare una Messa con il formulario della festa della Conversione di San Paolo, prendendo la seconda lettura dalla terza domenica ‘per annum’.

Per tre volte, due negli Atti e una nella lettera ai Galati, Paolo racconta la sua conversione sulla via di Damasco: un avvenimento decisivo per lui e determinante per la storia della Chiesa. L’insistenza e l’intensità con cui egli riconosce la pr



MESE DI GENNAIO 2009
Liturgia quotidiana
Riflessioni proposte da don Angelo Busetto

INDICAZIONI PER LE MEDITAZIONI

Il fine della meditazione è offrire un supporto semplice ai lettori per aiutarli a pregare a partire dalla liturgia del giorno, specialmente il vangelo. La prospettiva è quindi spirituale e applicata alla vita. Qualora convenga, è possibile arricchire qualche meditazione con una semplice citazione di un Padre della Chiesa o del Magistero Pontificio o di un Santo. L’estensione del testo per ogni giorno dovrebbe oscillare tra le 1800 e le 2100 battute (senza contare gli spazi).

Le parti che compongono l’elaborato sono Lettura, Meditazione, Orazione e Agire. Per mantenere lo stile del messalino, nell’originalità propria di ogni autore, si offrono le seguenti indicazioni di massima.
La Lettura vuole essere una breve introduzione al brano del vangelo, o eventualmente anche alle altre letture. Si può descrivere la scena o riassumere l’insegnamento contenuto nel testo come preparazione alla meditazione vera e propria. Oppure dare qualche notizia sulla sezione del libro biblico da cui proviene, o le caratteristiche del brano, cosa precede e cosa segue... Per l’estensione, si consiglia orientativamente di non superare le 100 parole (circa 450 battute, 5-6 righe di testo).
La Meditazione è il testo della meditazione vera e propria. Con gli spunti di riflessione, a partire dal vangelo del giorno ed eventualmente riferendosi anche alle altre letture e alla ricorrenza liturgica che si celebra, si intende offrire qualche punto su cui soffermarsi a meditare; le considerazioni, fondate sulla Parola di Dio, dovrebbero essere profonde, ma al contempo brevi, per rimanere fedeli alla caratteristica di agile fruibilità del messalino. Si consiglia di non superare le 250 parole (circa 1.400 battute, 15 righe di testo). Ogni meditazione dovrebbe essere sostanzialmente indipendente da quelle che la precedono.
L’Orazione è un’invocazione o supplica che si suggerisce perché il lettore sviluppi una sua personale preghiera o colloquio (circa 50 parole, 250 battute o 3 righe).
L’Agire è un proposito concreto che si suggerisce come frutto o applicazione di quella meditazione alla vita, per il giorno o la settimana. È sufficiente anche un’unica frase (10-20 parole).
Note tecniche
Le meditazioni possono essere inviate per posta elettronica, in formato “word” o altri simili.

Preghiamo di inviare le meditazioni con quattro mesi di anticipo. Tale ampio margine è dovuto ai tempi di revisione, eventualmente traduzione, stampa ed invio alle librerie che, per ragioni commerciali, avviene con due mesi di anticipo.

Si prega, infine, di non attendere il termine, ma di inviare le meditazioni man mano che si redigono.

Grati fin d’ora per il prezioso contributo, siamo a disposizione per ogni necessità















1 Gennaio 2009

Il nuovo anno inizia nel segno di Maria, Madre di Dio: “Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge”. La presenza della Madre del Signore alla soglia del nuovo anno indica che il tempo è un dono e non un’opera nostra; un dono abitato dalla presenza del Figlio di Dio che, attraverso Maria sua Madre, è venuto ad abitare il tempo e ci precede e accoglie, affinché la nostra libertà lo riconosca e l’abbracci, o piuttosto se ne lasci abbracciare.

La benedizione di Dio a Mosè e per suo mezzo ad Aronne e ai suoi sacerdoti e quindi all’intero Israele, oggi si estende a ciascuno di noi, al popolo cristiano e al mondo intero. ‘Il Signore rivolga su di te il suo volto’. Il Signore Dio non solo ha rivolto su di noi la sua faccia, ma ha mandato ad abitare tra noi il suo Figlio, riempiendo della sua presenza il tempo della storia e il cuore della nostra vita. Uomini come siamo, ci troviamo a vivere l’identità filiale comunicataci dal Figlio di Dio divenuto uomo, nello Spirito che ci fa gridare: Abbà, Padre.
Questa non è un’invenzione mitica, come le saghe tramandate nei libri religiosi o i drammi raccontati nelle tragedie dell’antica Grecia con gli improvvidi interventi degli dèi. E’ invece una storia umana che ha i connotati di una narrazione vissuta: la storia di un bambino e di sua Madre e di colui che gli ha fatto umanamente da padre. Un bambino viene al mondo in un luogo di rifugio per gli animali ed è adagiato in una mangiatoia; viene visitato dai pastori del luogo, ai quali gli Angeli hanno portato il lieto annuncio. Il Bambino è Gesù, Dio che salva. Generandolo alla vita umana, sua Madre ha messo al mondo non semplicemente un uomo, ma il Figlio di Dio diventato uomo. Oggi riconosciamo Maria non soltanto come Madre di Gesù, ma come Madre di Gesù che è Figlio di Dio, Dio egli stesso insieme con il Padre e lo Spirito Santo. Più semplicemente e direttamente, come hanno cominciato a proclamare i cristiani a partire dal Concilio di Efeso nell’anno 431 e ancor prima nella preghiera del Sub tuum praesidium, noi riconosciamo e veneriamo Maria come Madre di Dio, in greco Theotòcos.

Sub tuum praesidium confugimus, Sancta Dei Genitrix… Sotto il tuo aiuto noi ci rifugiamo, santa Madre di Dio; non respingere le nostre invocazioni nelle necessità; ma liberaci sempre da tutti i pericoli, Vergine gloriosa e benedetta.

L’augurio di buon anno che ci scambiamo oggi con parenti, amici e conoscenti venga confermato da un atto di fede con il quale affidiamo le persone alla paternità di Dio e alla protezione materna della Vergine Maria. 2145
























2 Gennaio 2008
Nei primi giorni del nuovo anno ci accompagnano l’apostolo Giovanni con la sua prima lettera e la figura del Battista. In modo diverso ci conducono a riconoscere la vera identità di Gesù, come Messia-Cristo e come Figlio di Dio. La prima lettera di Giovanni si caratterizza per una affermazione decisa: l’uomo Gesù, che abbiamo visto e udito e toccato con le nostre mani, è il vero Figlio del Padre. Occorre riconoscerlo e accoglierlo per non cadere nella menzogna che rinnega i fatti accaduti.

I due santi che si festeggiano oggi, Basilio e Gregorio, furono due grandi amici e contribuirono ad affermare e specificare la dottrina trinitaria e in particolare la divinità di Cristo e dello Spirito Santo. Nel contesto natalizio la loro dottrina acquista particolare risalto. La liturgia di questi giorni è una continua e variegata affermazione dell’identità divina di Cristo. Dire che Gesù è il Cristo, significa che le promesse di Dio si sono avverate in Lui. Dire che Gesù è il Figlio significa riconoscere la sua venuta dal Padre e quindi la sua identità divina. Per i discepoli, e in particolare per l’apostolo Giovanni, si è trattato di un’esperienza reale. La loro lunga convivenza con Gesù è diventata familiarità e profonda amicizia; un’attenzione vigile alle sue parole, una partecipazione viva ai suoi gesti, hanno condotto a riconoscere in Gesù la manifestazione storica del Figlio eterno di Dio mandato dal Padre. Come dice il Battista nel Vangelo: ‘In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete’: uno che è di più di quello che i vostri occhi vedono e le vostre mani toccano. E’ infatti il Verbo della vita. Riconoscere Dio in un uomo: questo è il cristianesimo. Questa novità supera la promessa dell’Antico Testamento; Gesù è più che un profeta, è più che il Battista, supera tutte le attese e le costruzioni delle varie religioni. Dio non rimane il Supremo irraggiungibile come per l’islam; né si disperde in varie forme nell’universo o nell’anima umana, come affermano tante espressioni religiose orientali riprese da moderne filosofie. Dio è un uomo. Questo ‘scandalo’ della fede ha attraversato la storia cristiana fin dall’inizio. Gli gnostici del primo secolo e i sapienti dei nostri giorni continuano a ridurre la figura di Gesù dentro un perimetro umano, sia pure straordinario e grandioso. Ma è una gabbia che imprigiona Dio e non lascia sbocco alla salvezza dell’uomo, chiuso nella sua solitudine.

Rinnovo la professione di fede del Credo: Credo in Gesù Cristo, Unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli, Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato non creato, della stessa sostanza del Padre.

Oggi voglio compiere un atto di fede e di adorazione con una visita in Chiesa oppure in una nuova consapevolezza con la quale pronuncio le preghiere del mattino e della sera. 2356



















3 gennaio 2009
La lettera di San Giovanni svela che quello cristiano è un cammino filiale. Dio Padre, dopo aver mandato il suo Figlio Gesù, chiama anche noi ad essere suoi figli, introducendoci in una somiglianza progressiva che attraverso la nostra purificazione arriverà a compimento quando egli si manifesterà pienamente. Nel Vangelo il Battista indica in Gesù l’Agnello che si carica dei peccati del mondo, il Figlio di Dio e l’uomo pieno di Spirito Santo, mandato a battezzare nello stesso Spirito.

‘In mezzo a voi sta uno che non conoscete’, aveva detto il Battista. Come si potrà dunque conoscerlo? L’arrivo di Gesù al fiume Giordano è un punto drammatico della storia, è il primo momento in cui Gesù viene svelato agli uomini. Per trent’anni la sua presenza era rimasta nascosta, confondendosi in mezzo agli uomini; dopo gli umili splendori della nascita, nessuno aveva potuto riconoscere la vera identità dell’uomo Gesù. Sua Madre Maria custodiva nel cuore il segreto dell’annuncio dell’Angelo Gabriele, e ne attendeva con fiducia lo svelarsi. Questo è il momento. Gesù non si manifesta per sua iniziativa. Egli è mandato, ed è l’azione del Padre a manifestarlo agli uomini. Completando l’annuncio dei profeti, il Battista lo riconosce e lo mostra come Colui che si carica addosso il peso dei peccati dell’umanità. Ma nemmeno il Battista lo riconosce di propria iniziativa. Egli dice: “Ho visto lo Spirito scendere come una colomba dal cielo e posarsi su di lui”. In un modo impressionante, tutto il contesto dell’avvenimento che si svolge sulle rive del fiume Giordano rivela la Trinità in azione, il Padre il Figlio e lo Spirito Santo. Il mondo viene nuovamente riempito dalla presenza di Dio; è in atto una nuova creazione, che si esprime come perdono per i peccati e missione dello Spirito. Il mondo nuovo non nasce come prodotto della capacità umana, ma per il rinnovato intervento di Dio che lo viene a redimere e salvare nel suo Figlio fatto uomo. Il primo atto avviene nel fiume Giordano le cui acque, dicono i Padri della Chiesa, continuano a scorrere nel sacramento del Battesimo.

La manifestazione del Signore nella nostra vita è una grazia da chiedere allo Spirito Santo: Vieni Spirito Creatore, e rinnova la faccia della terra, la mia faccia e il mio cuore. Invoco il nome di Gesù, di cui oggi ricorre la festa: Jesus hominum salvator, come suggeriva San Bernardino da Siena.

Anche nelle pieghe della giornata il Signore è presente e attende di manifestarsi. Vivo le circostanze come luogo in cui il Signore attende di essere riconosciuto e annunciato. 2138



























4 gennaio 2009
Domenica II dopo il Natale

Ci innalziamo a volo d’aquila fino alle profondità del mistero sulle ali dell’evangelista Giovanni, di San Paolo e della Sapienza. Quello che abbiamo visto e udito a Natale, è il Verbo della vita. Per riconoscerlo, la liturgia di questa domenica presenta alla nostra meditazione e alla nostra preghiera tre brani intensissimi, che gettano lo scandaglio nell’abisso del mistero di Dio.

Il primo brano è come una testata di ponte lanciato dall’Antico Testamento verso il Nuovo, in vista della piena rivelazione di Dio. La sapienza eterna uscita dalla bocca di Dio ha preso dimora in Israele. Il Vangelo di Giovanni la chiama con un nome preciso: è il Logos, il Verbo che viene dal Padre; e ne esprime la chiara identità: è il Figlio unigenito del Padre. Siamo introdotti nel dinamismo della vita divina che dal Padre si comunica al Figlio in un dialogo eterno. Noi arriviamo a conoscere questo mistero non perché ci viene spiegato dalla sapienza filosofica, ma perché il mistero stesso si è rivolto in faccia al mondo. La Sapienza uscita dalla bocca di Dio, cioè il Figlio generato dal Padre, viene a porre la sua tenda tra gli uomini e abita tra noi. Questa è la benedizione per la nostra vita e per l’intera storia, come canta Paolo nell’inno agli Efesini. Non viviamo dentro un destino cieco e senza senso, che rovina nell’insignificanza del nulla. Siamo amati e voluti nel Figlio eterno e veniamo consegnati a una storia di grazia, a un progetto di misericordia e di benevolenza, alla speranza di un tesoro di grazia. Siamo benedetti, dall’eternità fino allo scorrere del giorno presente. Non siamo orfani che cercano inutilmente di ritrovare la propria origine e annaspano nel vuoto alla ricerca di un impossibile abbraccio dei genitori. Tutta la storia che ci precede, fin da prima della creazione del mondo, è una corrente di amore. Il raggio di luce che parte dal gran sole di Dio raggiunge ogni nostra giornata, tocca tutte le occasioni della vita e ci dona la certezza di essere amati e la speranza di un destino buono per noi e per il mondo. Cambia il nostro sguardo sulla vita, si ravvivano l’amore e la dedizione al tempo che ci viene donato.

Ti ringrazio o Signore di avermi creato, fatto cristiano, conservato in questa notte. Ti ringrazio per il tuo sguardo d’amore che mi precede e mi accompagna in ogni momento e in ogni azione.

Nelle circostanze che accadono, voglio vivere l’istante come il momento in cui Dio mi raggiunge e mi ama, mi benedice e mi conduce. Posso aiutarmi in questa consapevolezza, richiamandomi in una breve preghiera prima delle azioni della giornata. (2158)

























5 gennaio 2009

E’ accaduto qualcosa di molto importante nel brano di vangelo che precede quello odierno. Due discepoli del Battista, Giovanni e Andrea, hanno seguito Gesù e sono rimasti con lui per un giorno intero; uno dei due, Andrea, vede il fratello Simone e gli comunica il fatto. Il Vangelo di oggi racconta il seguito. Gesù incontra Filippo, che è dello stesso paese di Andrea e Pietro, e lo chiama a seguirlo. Filippo a sua volta racconta tutto a Natanaele. Un sequenza impressionante, un passa-parola decisivo; una catena che si allunga fino ai nostri giorni.

Gesù con la sua chiamata apre a un nuovo rapporto con il prossimo. Si incontra l’altro per comunicargli la grazia che abbiamo ricevuto. E’ l’inizio di una nuova carità che si esprime come comunicazione di quando di bello è accaduto nella nostra vita, in particolare alle persone alle quali vogliamo bene. E’ la vicenda dei primi discepoli, ma è la vicenda di ogni persona che ama. Non accade così nei riguardi del marito, della moglie, di figli, di un amico ? “Se tu ci fossi stato!” gli diciamo, e subito raccontiamo quello che ci è capitato. L’amore non tende solo alla comunicazione di se stessi, ma assai di più alla comunicazione di ciò che riempie la nostra vita. Questo è il principio della missione: il desiderio di comunicare Gesù, fondamento della nostra vita e sorgente della nostra gioia. Allora si scopre insieme che Cristo ci ha amati per primo e ci ha fatti incontrare. “Egli ha dato la sua vita per noi e quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli”. Nasce la vera amicizia, nasce la Chiesa; si diffonde nel mondo un nuovo stile di carità: ci amiamo gli uni gli altri perché c’è Cristo tra noi. Egli è la ‘terza persona’, nella quale il rapporto con la ‘seconda persona’ che ci sta davanti viene garantito e purificato. Questa trama di amore che tende a comunicare Cristo e tutti i beni che da lui derivano, è stata travolgente agli inizi del cristianesimo, nella vita degli apostoli e poi di San Paolo. Nella storia della Chiesa tante altre volte la missione cristiana è proseguita con questa modalità integrale: portare Cristo, inizio della vera carità che aiuta a vivere; la missione ha innalzato chiese e costruito ospedali, ha annunciato il vangelo e ha scavato pozzi.

Signore Gesù, tu sei il vero bene. Ti domando che attraverso di me, la mia parola e la mia opera, e attraverso la parola e l’opera di tanti cristiani, tu possa essere riconosciuto e sperimentato come salvatore.

Il mio modo di amare le persone è sempre condizionato dalla pretesa di fissare una misura di tempo, di modi, di soldi, di coinvolgimento. In una situazione che mi potrà accadere oggi, provo ad amare senza condizioni e senza limiti, rendendomi totalmente disponibile a chi mi interpella. 2279


















6 Gennaio 2009
EPIFANIA DEL SIGNORE

La grandiosità della festa dell’Epifania celebrata dalla liturgia si pone in vivace contrasto con le favole che si raccontano ai bambini in questo giorno, anche se la faccenda dei doni lega in qualche modo gli aspetti contrastanti della giornata. Al centro sono comunque i bambini, i bambini del mondo convocati a una missione universale di salvezza. Al centro è un Bambino, il Bambino Gesù salvatore di tutti i bambini e di tutti gli uomini.

Epifania: si potrebbe dire ‘supermanifestazione’. Quel riconoscimento che a Natale era circoscritto alla stretta cerchia dei pastori e degli amici e parenti – anche se era risuonato fino al cielo – ora si allarga al mondo intero. Nelle figure dei magi che vengono dall’Oriente non solo vengono rappresentati tutti i popoli della terra per i quali questo Bambino è il salvatore, ma è raffigurato ciascun uomo con la sua domanda di senso, il suo desiderio, l’appassionata ricerca e la mossa che lo conduce a percorrere i sentieri del cuore e quelli di tutte le coordinate geografiche. Qui viene manifestato anche l’esito della ricerca. “Quello che il tuo cuore desidera, esiste; quello che il tuo cuore ricerca è già qui”. Questa frase, che ci è dato di vedere stampata nelle magliette di alcuni giovani, indica la verità della ricerca umana e della risposta che ci è venuta incontro. Tutte le strade percorse dall’uomo, le indagini filosofiche, gli sguardi lanciati verso il cielo infinito, i perché del bambino e le domande dell’uomo maturo trovano qui la loro risposta.
Il termine dell’indagine non è una spiegazione teorica, ma un incontro personale: i magi sono stati condotti dalla stella a trovare e riconoscere il Bambino. E’ piena di mistero la loro adorazione di fronte a questo Bambino; è piena di meraviglia la loro gioia. Qui si ferma la stella che brilla nel cielo della vita, qui giunge il punto focale di ogni percorso, il nucleo originario dell’universo. Davanti al Bambino vengono deposti l’oro della regalità, l’incenso della divinità, la mirra dell’immortalità. Solo chi si fida di una risposta che venga dall’alto, può chinarsi di fronte a questo Bambino e attenderne lo svelamento che accadrà nel tempo della sua vita. I Magi rappresentano l’umanità che, in risposta al proprio desiderio e come compimento del proprio cammino, non trova il vuoto del nulla, ma l’abbraccio del Dio fatto uomo.

Oggi la mia preghiera si allarga a domandare la salvezza per ogni uomo e ogni bambino.

Farò un gesto di preghiera e di offerta per le missioni, in particolare per i bambini del mondo, secondo il suggerimento della Giornata Mondiale per l’Infanzia. 2237






















7 gennaio 2009

La liturgia dei giorni di questa settimana ci mostra il sorgere della luce che è Gesù e l’inizio della sua missione. A partire dalla terra di Galilea, gli uomini cominciano a riconoscerne l’albore. Il Signore si manifesta al mondo con la sua parola e la sua azione risanatrice.

Particolarmente espressivo è il brano del Vangelo di Matteo, che rappresenta Cristo come nuova alba del sole che sorge a illuminare la notte del mondo. “Il popolo immerso nelle tenebre ha visto una grande luce”. E’ l’esperienza di ogni uomo che incontra il Signore Gesù: un passaggio verso la luce, che rischiara il volto della vita e quello delle persone. L’aprirsi di ogni giornata davanti al Signore che viene a incontrarci è pieno di speranza, come cantano gli inni delle lodi, proclamati negli antichi monasteri e nelle nostre parrocchie. La luce di Cristo non è solo illuminazione interiore e chiarezza per camminare nelle strade della vita, ma diventa esperienza di salvezza attraverso i gesti della carità: Gesù che entra in scena a Cafarnao, già da subito guarisce e consola. Egli continua a percorrere le vie della storia attraverso i credenti in lui: “Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome di suo Figlio Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri”. Riconoscere Gesù venuto nella carne permette di riconoscerlo nei fratelli. San Giovanni, nella sua prima lettera che viene letta continuativamente in questi giorni, lega in modo indissolubile il riconoscimento del Figlio di Dio nella carne di Gesù di Nazaret, con il riconoscimento del volto di Dio e di Cristo negli altri, a partire dai fratelli nella fede. San Giovanni si trova di fronte a cristiani che contestano la venuta del Figlio di Dio nella carne di Gesù di Nazaret, con la pretesa che lo Spirito di Dio può suggerire altre vie di salvezza. Ma il criterio per vagliare ogni personale ispirazione, è se ci conduce a riconoscere Gesù come Dio e Salvatore. Questo criterio continua a valere anche oggi, non solo in riferimento ad eventuali nuove ‘rivelazioni’ ma anche come metro di giudizio per ogni insegnamento che ci venga proposto. Con grande determinazione e audacia Giovanni scrive: “Chi conosce Dio ascolta noi”. Noi infatti abbiamo visto e udito il Verbo di Dio che si è manifestato nell’uomo Gesù.

Per quanti ti cercano nelle tenebre, ti prego o Signore. Per quanti sono appesantiti dal male, ti prego o Signore. Sii luce e salvezza.

Opinioni, sentenze, giudizi che ci arrivano da tutte le conversazioni e da tutti mass-media: con quale criterio valutarli ? Quanto non ci distoglie dal riconoscere Cristo nella carne, cioè nella concretezza della sua presenza nella Chiesa, è buono; quello che ce ne allontana, è da rigettare.
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8 gennaio 2009
Nel racconto della moltiplicazione dei pani il Vangelo di Marco descrive un fatto che rivela l’identità misericordiosa e salvatrice del Signore Gesù. L’amore di Dio verso di noi si manifesta nel dono del suo Figlio, che ha compassione della folla umana. Questo amore continua a rivelarsi nell’amore fraterno descritto dalla prima lettera di Giovanni.

L’incarnazione del Figlio di Dio tra gli uomini non è appena un dato ontologico che la Chiesa esprime nella sua professione di fede. Il Figlio di Dio ha vissuto una autentica esistenza umana ed ha compiuto gesti di benevolenza e salvezza, nati da un cuore mosso a compassione. Gesù allarga lo sguardo a comprendere la folla di umanità smarrita come gregge senza pastore, che lo cerca e domanda il senso del vivere. Gesù parla dicendo ‘molte cose’. Quali ? Sono le parole che il Vangelo registra. Quando ne scopriamo il senso, vediamo che segnano la strada della vita e aprono il cuore alla speranza. Ma ancora di più abbiamo bisogno della reale presenza del Signore che ci sostenga e accompagni nel vivere quotidiano. Non si può spiegare a una persona - ragazzo o uomo che sia - il senso della vita, e poi lasciarlo solo. Gesù una compagnia reale all’uomo. Questo episodio lo rivela. Gesù guarda le persone che l’hanno seguito; alla fine della giornata esse hanno fame; non può lasciarle partire così. Ma il cuore grande di Gesù fa ancora un passo: coinvolge i suoi discepoli nel gesto dell’amore. “Date voi stessi da mangiare”. E’ l’inizio della Chiesa, comunità dei discepoli del Signore chiamati a continuare la sua opera amorevole e soccorritrice nei riguardi dell’uomo. Qui il pane non scende dal cielo come la manna del deserto degli ebrei. Qui il dono di Dio si moltiplica nel cuore e nelle mani dei fratelli che vivono un gesto di amore. Alla fine accade la sovrabbondanza e vengono raccolte dodici ceste piene: dodici come gli Apostoli, colonne e fondamento della Chiesa. Adesso sappiamo che Gesù è luce e vita e la sua azione si prolunga nei discepoli. Come dice la lettera di Giovanni, il suo amore si rivela in noi perché abbiamo la vita a causa sua.

Signore, tu non mi lasci nella solitudine come pecora senza pastore. Nella grande famiglia della Chiesa, tu sei mia guida e mio sostegno. Donami la grazia di appoggiarmi a te.

Oggi voglio cogliere un’occasione di condivisione, ‘perdendo tempo’ con qualcuno che, forse senza dirlo con le parole, manifesta un particolare bisogno.
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9 Gennaio 2009

Gesù si manifesta in un momento drammatico: la tempesta sul lago. Questo episodio che segue la moltiplicazione dei pani è pieno di valore simbolico: la barca, il lago, la tempesta indicano la vita dell’uomo e la storia della Chiesa. Nella sua prima lettera, l’Apostolo Giovanni insiste a dire che il Dio invisibile si è fatto visibile nell’amore del Figlio e continua la sua azione nell’amore dei discepoli.

L’evangelista Marco racconta alcuni passaggi della vita di Gesù con una evidenza perfettamente realista. Aveva già notato l’erba verde della radura dove la folla aveva mangiato i pani e pesci. Ora ci mostra la barca degli apostoli sul lago e Gesù solo a riva, dopo essersi ritirato a pregare. Un’immagine che pare lo scatto di una fotografia. Nel distacco tra Gesù e i discepoli si manifesta una distanza che non è solo fisica, ma che indica la lontananza del cuore. I discepoli sono affaticati a remare in mezzo al lago e rischiano di venire travolti dalla tempesta. Gesù si fa loro incontro camminando sulle acque. Stranamente, di fronte a questo fatto straordinario, che segue il miracolo dei pani, il loro cuore rimane indurito: non riconoscono il Signore e gridano al fantasma. Tuttavia rimangono stupiti e, come in altre circostanze, si domandano: “Chi è costui, al quale il vento e il mare obbediscono?”. Qualcosa di nuovo sta accadendo. Chi è veramente l’uomo che hanno incontrato ? I fatti narrati costituiscono la prima sorgente della fede in Gesù: i discepoli cominciano a riconoscere che le categorie in loro possesso per definire l’identità della persona straordinaria che hanno davanti, non bastano. Quest’uomo che moltiplica i pani e pesci, costui al quale i venti e il mare obbediscono, chi è realmente?
Gesù entra nel tessuto della vita umana, nelle condizioni della fame e della tempesta, della fatica e della paura. Il Salvatore non svolge la sua missione solo in relazione al tempo futuro, ma già per il tempo presente. “Sto imparando a vivere tutto attraverso gli occhi di Gesù, e cosa più bella non poteva accadermi – scrive una persona – So che nemmeno un capello del nostro capo è sconosciuto a Dio e perciò affronto le difficoltà con la pace nel cuore, stringendomi a lui”. “Nell’amore non c’è timore”, ci ripete Giovanni nella prima lettura.

Lo stupore davanti a Gesù è il primo atteggiamento della preghiera. Ti domando o Signore uno sguardo stupito e aperto, pronto a percorrere tutto il cammino della fede che, attraverso i fatti che accadono, giunge a riconoscerti nella tua identità di protagonista divino.

Farò attenzione ai fatti della giornata, attraverso i quali il Signore desidera rivelare lo splendore della sua presenza e della sua azione.
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10 gennaio 2009

Arriva il momento in cui Gesù si rivela in modo esplicito. Ritorna nel suo paese di Nazaret ed entra nella sinagoga dove tutti credono già di conoscerlo. Dopo aver letto il libro del profeta Isaia che annuncia il messia e il compito che questi è mandato a svolgere, Gesù annuncia: “Oggi si compie davanti ai vostri occhi questa profezia”.

I fatti segnano la strada per la identificazione di Gesù di Nazaret, ma solo una parola esplicita e diretta può togliere ogni dubbio sulla loro interpretazione. Chi è veramente Gesù di Nazaret ? Possiamo immaginare la sorpresa degli uomini di Nazaret quando Gesù, dopo aver chiuso il rotolo del profeta Isaia, non ne propone un commento, ma ne indica il soggetto protagonista. Il profeta Isaia sintetizzava la missione del Messia promesso dalle scritture nella consacrazione dello Spirito Santo e nelle opere che ne conseguivano: “Lo Spirito del Signore è su di me…”. Lo Spirito Santo nel quale il Figlio Gesù è stato concepito e generato da Maria; lo Spirito che lo ha pervaso nei primi vagiti e nelle prime mosse di bambino e ragazzo, in particolare nel tempio, dapprima davanti al vecchio Simeone e Anna, e in seguito davanti ai dottori della legge; lo Spirito disceso su di lui, che aveva permesso al Battista di riconoscerlo; il mistero di questa presenza che fremeva nascosto nel cuore della vita di Gesù e di sua madre Maria, ora esce allo scoperto e viene proclamato. La storia antica si è compiuta, la promessa trova il suo punto di realizzazione. D’altra parte, la vita che Gesù conduce, l’annuncio che egli lancia, le opere di guarigione che egli compie dichiarano con evidenza che la sua personalità non può essere definita con i criteri soliti. La salvezza realizzata dal Messia raggiunge tutti i campi della vita dell’uomo ferito, che viene descritto secondo le caratteristiche della mentalità semitica: poveri, lebbrosi, oppressi. Si inaugura l’anno di grazia, cioè di salvezza per l’umanità. Nel cuore del mondo è posto un uomo nuovo, una nuova origine di vita, verso la quale occorre volgere lo sguardo, per entrare nell’ambito della sua azione benefica. L’iniziativa di Dio si concretizza nella figura umana del suo Figlio Gesù e prosegue e si manifesta nel nostro amore verso il prossimo.

O Dio, vieni a salvarmi, nella totalità del mio essere uomo e per l’umanità intera che ha bisogno di te. Vieni a salvarmi nello scorrere dei giorni, nelle vicende quotidiane di cui è intessuta la vita.

Voglio eliminare ogni pretesa di autosufficienza. Nelle situazioni di oggi desidero riconoscere che la salvezza non viene dalla mia abilità o iniziativa, ma dal Signore. Lo riconosco affidandomi con semplicità anche all’aiuto dei fratelli.
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11.1.2009
Domenica del Battesimo del Signore

Nella festa del Battesimo del Signore vengono portati a compimento tutti i segni che ci sono stati presentati finora per poter riconoscere in Gesù il Figlio di Dio, il Salvatore: l’azione del Padre, del Figlio, dello Spirito; l’umanità di Gesù; la profezia, il riconoscimento e l’indicazione di Giovanni Battista; l’attesa della folla; l’inizio della missione del Signore.

Tria prodigia declarantur hodie. La bella antifona che accompagna i Vesperi di questa giornata sintetizza i tre fatti nei quali Gesù si manifesta come Figlio di Dio e Signore: il riconoscimento dei magi, il miracolo di Cana, il battesimo nel fiume Giordano.
Nella redazione del Vangelo di Marco che leggiamo quest’anno, il fatto del Battesimo di Gesù viene proposto nella sua nuda essenzialità. Dapprima sentiamo le parole del Battista, che dichiara la superiorità del Battesimo con il quale Gesù stesso battezzerà. Subito dopo vediamo lo svolgersi del fatto, per il quale Gesù sembra venire appositamente da Nazaret di Galilea: Battesimo nell’acqua, discesa dello Spirito in forma di colomba, voce del Padre.
In un modo assolutamente lineare e semplice, l’avvenimento è davanti ai nostri occhi. Che cosa accade qui dunque ? L’azione di Giovanni indica che Gesù viene accolto nella schiera degli uomini peccatori. L’evangelista Giovanni chiarirà in seguito che Gesù non viene battezzato per i suoi personali peccati, ma come ‘Agnello che prende su di sé i peccati degli uomini’. Infatti l’azione compiuta dal Battista viene superata dall’azione dello Spirito Santo e del Padre. Quest’uomo viene consacrato in modo particolare dallo Spirito di Dio e riconosciuto dal Padre come Figlio prediletto. In questa forma visiva e plastica, che tanti i pittori hanno saputo variamente descrivere e interpretare, possiamo riconoscere la vera identità e la missione di Gesù. Si realizza la promessa dell’Antico Testamento, riassunta nelle parole di Isaia, e inizia la missione del Messia, come annuncia l’apostolo Pietro negli Atti. Tutto quello che si svolge successivamente non è che la piena estensione di quanto accade nel Battesimo del Signore.

L’importanza che il Vangelo e gli Atti danno al Battesimo di Gesù mi fa riconoscere il valore della mia storia cristiana, iniziata con il mio Battesimo. Di questo ringrazio, come della grande novità e grazia che mi è stata donata, inizio della mia identificazione con il Figlio Gesù.

Prima di ogni mia opera e di ogni mia corrispondenza, sta la scelta del Signore e la sua chiamata. Voglio rendermi conto, all’inizio della giornata e nel seguito delle azioni, della grazia che precede e accompagna ogni mossa della mia vita.
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Lunedì 12 Gennaio 2009

Oggi inizia il tempo ordinario della liturgia, che corrisponde al tempo ordinario della vita. Gesù, il Figlio di Dio che ‘è apparso’ nel mondo, accompagna di giorno in giorno la nostra storia e la storia del mondo. Ci guiderà la lettura continua della lettera agli Ebrei e del Vangelo di Marco. La lettera agli Ebrei, che si trova nel catalogo delle lettere di San Paolo, nasce in ambiente ebraico e descrive la funzione sacerdotale di Gesù che nel sacrificio della croce sostituisce l’antico sacerdozio e rinnova l’antica alleanza.

La pagina del Vangelo di Marco comincia con uno stacco: Giovanni Battista è stato arrestato. La sua missione è finita e si apre il campo all’azione di Gesù che lancia il primo annuncio del Regno. Il tempo dell’attesa è compiuto. Anche il tempo stabilito da Dio è compiuto. L’inizio solenne della lettera agli Ebrei annuncia che siamo in presenza di un fatto nuovo. Dio, che nei tempi antichi aveva parlato in vari modi attraverso in profeti, adesso ha parlato a noi attraverso il Figlio. La parola di Dio risuona in Gesù. Il regno che viene annunciato non è semplicemente un nuovo sistema di rapporti tra gli uomini, impostato secondo Dio. Il regno comincia con l’aderire a Gesù, diventando suoi discepoli e partecipando alla sua missione. L’annuncio del Regno non è quindi un’altra cosa rispetto alla chiamata degli apostoli; Gesù chiama per nome i primi, li lega a sé, li rende partecipi e familiari della sua vita. Questa è la novità: uomini uniti a Dio in una amicizia umana, uomini che diventano familiari del Mistero di Dio attraverso una comunanza di vita. Il Figlio di Dio, irradiazione della gloria del Padre, entra in rapporto con noi. Il cristianesimo è Gesù. Essere cristiani, prima di qualsiasi altra cosa, è essere chiamati per nome e venire inseriti in un rapporto amicale con il Signore. La Chiesa sarà l’estensione nel tempo di questa amicizia con il Signore: prima di ogni azione pastorale, prima di ogni indicazione morale e di ogni progetto per la vita di ciascuno. Questo punto di origine non è da lasciare alle spalle come cosa scontata. E’ invece il principio e la condizione di ogni scelta, di ogni atteggiamento, di ogni azione. “Voi siete miei amici”.

Lo sguardo di Gesù su di me e il mio sguardo su di Lui: voglio guardare Gesù come si guarda un Amico grande e un Maestro, il Dio della vita che mi si è fatto vicino.

Dentro ogni azione della giornata, riconosco lo sguardo di Gesù su di me e la sua voce che mi chiama per nome. Perché questo diventi un sentimento normale della vita, ho bisogno di richiamarmi attraverso quotidiani ‘esercizi di memoria’.
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Martedì 13 gennaio 2009

La parola di Dio nella liturgia di questi giorni ci accompagna a riconoscere all’opera Gesù salvatore. La lettera agli Ebrei proclama la sua identità divina e insieme la gloria di cui è stato ‘reso perfetto mediante la sofferenza’. Il Vangelo di Marco racconta i primi passi di Gesù in azione, subito riconosciuto e contraddetto da Satana.

La cittadina di Cafarnao, sul lago di Tiberiade, diventa il centro della prima azione messianica di Gesù. Quasi in corrispondenza con l’episodio accaduto nella sinagoga di Nazaret, raccontato qualche giorno fa da Luca, Gesù entra di sabato nella sinagoga del paese, e si mette a insegnare. In questa grande sinagoga di cui rimangono ancora le tracce, segno del prestigio del paese ed eco del primo insegnamento del Signore, accade qualcosa di nuovo, viene proclamata ‘una dottrina nuova’. La presenza di Gesù si impone in modo tale da far reagire un uomo posseduto da uno spirito immondo. Non ci viene espressamente detto nulla del contenuto di questo insegnamento, ma viene rilevata l’autorità del maestro così diverso dagli scribi. Gesù non è un commentatore delle scritture, ma uno che proclama e attua una salvezza presente. La sua parola indica la via della vita, apre a una speranza reale e subito compie quello che annuncia. Il primo effetto si attua nella contrapposizione a satana, che viene svelato e respinto. Gesù non prende l’iniziativa di agire espressamente contro satana; Egli si rende presente e parla: una presenza e una parola di verità che sgominano il male. Ne nasce una indicazione preziosa per la vita. La prima vittoria sul male e su satana che ne è all’origine, è data dal porre innanzitutto una presenza positiva, una iniziativa di bene in parole e in opere. Fare il bene è già operare una lotta contro il male. Una presenza significativa e autorevole, un volto preciso, un giudizio dentro la vita, una posizione chiaramente espressa segnano un rilievo e indicano un orientamento che la gente riconosce e rilancia. Il silenzio avvilente, le posizioni amorfe o snervate o compiacenti, allargano le sponde del male.

Come gli abitanti di Cafarnao, riconosco Gesù e il suo insegnamento autorevole per la mia vita: Tu Signore sei il mio maestro; mi affido alla chiarezza e determinazione della tua presenza.

In un dialogo tra amici o in una situazione di lavoro, o in altre circostanza in cui sarebbe facile annegare in una rassegnata ambiguità e nel qualunquismo, desidero esprimere con chiarezza e decisione un giudizio di fede.
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Mercoledì 14 gennaio 2009

Con termini molto efficaci la lettera agli Ebrei esprime la comunanza di Gesù con la nostra condizione umana e la sua azione di salvezza operata dall’interno della nostra stessa storia. Egli si prende cura non degli angeli, ma della stirpe di Abramo; è stato messo alla prova e ha personalmente sofferto; per questo è in grado di venirci in aiuto.

In un racconto pressoché continuo, il Vangelo di Marco descrive questa prima giornata del Signore all’opera, quasi una ‘giornata tipo’. Vale la pena metterne in evidenza i passaggi. Uscito dalla sinagoga, Gesù va in casa di Pietro insieme con l’iniziale compagnia di quattro amici: Pietro, Andrea, Giacomo, Giovanni. La tradizione ha riconosciuto nella casa di Pietro il punto di partenza e di arrivo della missione di Gesù nella Galilea, il primo luogo di Chiesa. Qui Gesù viene accolto e ospitato, si ristora con persone amiche, e svolge la sua azione di salvezza, in un modo talmente semplice da apparire irrilevante: guarisce la suocera da una febbriciattola occasionale. Questa casa diventa anche il luogo nel quale tutti gli abitanti della città conducono gli ammalati perché il Signore li guarisca; una scena che sembra quasi l’inizio dei grandi raduni che si ripeteranno in tanti santuari. L’evangelista nota che Gesù si alza di buon mattino per ritirarsi a pregare: una indicazione che esprime la personalità di Gesù più di molte parole; nella questa preghiera, nel rapporto continuo con il Padre Gesù rinnova la coscienza della propria origine e appartenenza. Infine, l’ultimo passaggio. Gesù non si ferma in questo luogo, nonostante l’arrivo di molte persone e la loro richiesta. Lo spazio della sua missione è il mondo ed egli ne percorre subito le strade. Il bisogno dell’uomo lo sollecita da ogni confine.
La semplice bellezza di questa pagina di Vangelo rappresenta una sintesi della vita di Gesù e nello stesso tempo offre le coordinate per la vita della Chiesa e del singolo cristiano: una casa, una compagnia, un’origine riconosciuta, una disponibilità sempre aperta alla missione.

All’inizio della mia giornata mi pongo nell’atteggiamento di Gesù che rinnova il suo dialogo con il Padre e prego: Gesù tu sei la fonte della mia persona, della mia vita, di ogni mia azione.

La giornata di Gesù, pur nel tumulto delle cose e nella invasione delle persone, appare ordinata, cioè impostata secondo il ritmo della sua vocazione. Le cose da fare non prevaricano. Voglio tenerlo presente per la giornata di oggi.

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Giovedì 15 gennaio 2009

Mentre prosegue la missione del Signore Gesù secondo il Vangelo di Marco, la lettera agli Ebrei ha una sorta di sospensione, per un richiamo ai cristiani, in analogia con la situazione degli Israeliti. Si instaura un paragone tra la proposta di vita introdotta da Mosè e quella ancor più grande di Gesù; così come alcuni non credettero a Mosè, può accadere che pure i discepoli del Signore vengano meno, e siano così esclusi dalla salvezza, descritta come ‘riposo’ nella terra promessa del Paradiso.

Gesù incontra un lebbroso. L’evangelista racconta con precisione ed evidenza i momenti di questo incontro, nello stesso tempo reale e pieno di simbolismo: Gesù è mosso da compassione, stende la mano, lo tocca, gli dice la parola di salvezza. Tutto così umanamente vero e semplice. La salvezza è qui presente, ti incontra, ti salva. Il cristianesimo è l’avvenimento di un incontro che salva: “All’inizio dell’essere cristiano non c’è una decisione etica o una grande idea, bensì l’incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva”. Così ci ha ricordato Papa Benedetto nell’enciclica Deus caritas est. Questo incontro può accadere al di là di ogni previsione e di ogni convenzione. Il lebbroso avrebbe dovuto girare al largo, senza possibilità di incrociare Gesù; tanto meno Gesù avrebbe potuto toccarlo fisicamente. Eppure, per la misericordia del Signore, l’incontro di grazia è accaduto. Come avverrà tante altre volte e come ancora tante persone testimoniano. Un bisogno reale muove a un grido, non sempre espresso esternamente, che diventa domanda e ricerca. A volte accade che la persona non ha una percezione precisa del suo bisogno, soltanto avverte un disagio che le rende inutile e vuota la vita. Allora la grazia le si fa incontro in modo concreto attraverso una presenza visibile che è segno della mano salvatrice di Gesù: un amico, una compagnia di amici, un fatto della vita. Quando l’incontro è vero e definitivo, la persona che l’ha sperimentato vi rimane talmente fedele da restare legata a chi riconosce come suo salvatore. Nell’episodio del Vangelo invece il lebbroso si allontana. Ma grida, annunciando a tutti la salvezza che l’ha raggiunto e che rimane presente nel mondo. Accade ancora così.

Grazie Signore per averti incontrato, non in una suggestione passeggera, ma in una situazione reale che mi ha legato a te e mi permette di seguirti in un segno umano.

La salvezza è un fatto, un incontro che mi è già accaduto e può ancora accadere. Desidero esprimere un gesto di gratitudine e di riconoscenza alle persone che sono state strumento della grazia di Gesù.

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Venerdì 16 gennaio 2009

L’opera di salvezza del Signore incalza e si manifesta nella sua compiutezza nell’episodio del paralitico. In parallelo, la lettera agli Ebrei ci ricorda che la salvezza non è un’azione automatica, ma viene affidata alla nostra libertà. Occorre ‘rimanere uniti grazie alla fede con coloro che avevano ascoltato’. La fedeltà al Signore diventa fedeltà a coloro che gli appartengono; di fatto, questo si realizza in una reale appartenenza alla Chiesa.

L’episodio del paralitico è ricco di azione e di colore: la folla assiepata alla porta di casa fino a impedire di entrare, la barella portata da quattro persone, il tetto scoperchiato e tutto quanto segue. Il centro dell’azione è dato dalle parole sorprendenti di Gesù che attribuisce a se stesso il potere di rimettere i peccati e lo conferma con la guarigione del paralitico. La meraviglia espressa dalla folla sul finale del racconto dice i tratti del personaggio Gesù: “Non abbiamo mai visto nulla di simile”. Questo episodio ci rivela in modo compiuto l’identità di Gesù: un uomo che ha il potere stesso di Dio, poiché come Dio rimette i peccati. Gesù in azione mostra e realizza la sua vera fisionomia. In Gesù, Dio stesso si è fatto vicino all’umanità debole e peccatrice, e attraverso la misericordia dà inizio all’opera della salvezza. Il Regno di Dio passa dall’annuncio ai fatti e manifesta la sua realizzazione. Il mondo viene sanato a partire dalla sua costituzione profonda, cioè dal cuore dell’uomo. Il perdono dei peccati è realmente l’inizio della salvezza, perché toglie l’uomo dall’estraneità nei riguardi di Dio e lo rende libero dal male. L’uomo, ‘paralitico nel cuore’ viene rialzato e cammina con nuovo passo nel mondo, nello stesso tempo in cui si porta appresso il lettuccio che gli ricorda la sua propria fragilità e la grazia ricevuta. La guarigione fisica diventa l’espressione visibile del nuovo cammino. Se la salvezza non raggiunge la profondità del cuore e si limita alla condizione esterna, non conduce l’uomo a libertà e felicità.

O Dio vieni a salvarmi, non solo nelle condizioni esterne di debolezza e disagio che accompagnano la vita dell’uomo. Salva il mio cuore ferito e distante da te. Riconciliami con l’amore del Padre, perché io possa camminare libero e lieto nella vita.

Il richiamo di Gesù al perdono dei peccati mi ricorda il sacramento della confessione. Verifico da quanto tempo e come mi confesso, e faccio il passo di cui ho bisogno.

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Sabato 17 gennaio 2009
E’ vero quanto dice con precisa determinazione la lettera agli Ebrei: “La parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di una spada…”. Ce ne accorgiamo quando la pratichiamo, quando la parola ci viene comunicata nella realtà viva della Chiesa. Aumenta il numero dei cristiani che ‘frequentano’ la parola di Dio e si lasciano toccare, ferire e risanare da essa, particolarmente nel contesto della liturgia quotidiana. E’ lo stesso cammino che viene donato a noi ogni giorno.

Questa parola non è una lettera e un suono, ma è una persona vivente, che ci guarda e ci chiama. Lo sguardo di Gesù, che passa ‘lungo il mare’ e vede Levi-Matteo chino sul banco delle imposte; la sua voce che lo chiama, lo rialza e lo induce immediatamente alla sequela, sono il segno più evidente dell’efficacia e del mordente di questa parola. Questo episodio è rappresentato in modo straordinario sotto i nostri occhi nel quadro di Caravaggio, che mostra il braccio teso di Gesù, a cui si accompagnano il braccio di Pietro, e lo sguardo e i gesti sbigottiti del personaggi seduti. Il Vangelo ci dice la sorprendente iniziativa di Dio, che non ha bisogno di muoversi a partire da condizioni previe di una particolare disponibilità, ma agisce per sua propria iniziativa. Sorprendono l’imponenza semplice della chiamata del Signore e l’immediatezza della risposta di Matteo. Così si è mossa la storia, così Gesù ha associato alla sua vita e alla sua missione le persone più imprevedibili e più lontane. Ogni giorno conviene rimanere attenti all’azione di Dio, che non opera secondo le nostre previsioni e non percorre necessariamente le strade che noi abbiamo previsto o magari gli abbiamo insistentemente segnalato. Ogni giorno il cuore scruta il modo con cui Dio incrocia la nostra vita e apre il nostro cammino, ridestandoci accanto persone, situazioni, fatti, nei quali egli si manifesta e ci chiama. E’ importante essere liberi da ogni pregiudizio, e dalla pesantezza di una vita già tutta programmata e preordinata. Attraverso le sorprese di Dio nascono le vocazioni, accadono le conversioni, spuntano nuove possibilità di vita. Neppure l’essere peccatori e il dichiararsi indegni è un ostacolo alla sua opera. Chi si scandalizza della novità di Dio, rimane bloccato nel suo nulla.

Donami un cuore semplice e ben disposto o Signore, un animo non prevenuto nei tuoi riguardi e non condizionato dai limiti miei e degli altri. Donami la grazia di rialzare lo sguardo verso di te.

Desidero un occhio semplice per guardare me stesso e gli altri, un cuore libero all’iniziativa del Signore; fin dal mattino mi predispongo a questo atteggiamento.
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Domenica 18 gennaio 2009
Il tema della sequela semplice e piena si ripresenta nelle letture di questa domenica. Una volta riconosciuto il Signore, è forse possibile non seguirlo ? Nel racconto della chiamata di Samuele e in quello dei primi due discepoli che seguono Gesù, è evidente anche un altro elemento. Queste persone giungono al riconoscimento e alla sequela attraverso l’indicazione del loro maestro. La voce di Dio è riconoscibile attraverso qualcuno che ne ha già fatto esperienza e ce la indica.

Leggendo questi due famosissimi episodi, abbiamo l’impressione di essere condotti alle sorgenti della storia cristiana e della nostra stessa vita. Ancora bambini, o giovani, o forse già grandi, non è accaduto sostanzialmente così anche a noi ? Ricordiamo la nostra adesione al Signore, la scelta che ha determinato l’orientamento della nostra vita. Il nostro cuore era in attesa e in ricerca di un senso della vita, di un motivo per cui spendere le energie, di una meta verso la quale camminare, di una compagnia vera e significativa. Forse eravamo già in buona posizione e ben attestati, come i protagonisti delle letture di oggi: Samuele era già ospite del tempio, Giovanni e Andrea si erano già mossi verso il Battista. Può accadere, come nel caso di Matteo o Saulo o di tanti altri, di trovarsi in una posizione di estraneità e lontananza. Sull’orizzonte della vita appare una novità: una voce, una presenza, un uomo, un richiamo. Quell’accento ci colpisce non a livello superficiale e puramente emotivo, ma dandoci la percezione profonda che lì si gioca il nostro destino. Come potremmo sottrarci? Forse siamo titubanti e incerti, come Samuele che non riconosce subito la voce, o come i due che camminano dietro a Gesù sul fiume Giordano senza avere il coraggio di farsi notare. E’ un momento sottile e delicato, un crinale che decide della direzione della vita. Se non fosse per l’evidenza della iniziativa di Dio, ci potremmo smarrire. La misericordia di Dio ci insegue, e ci troviamo a dire: “Parla Signore, che il tuo servo ti ascolta”; acconsentendo alla grazia di ‘stare con lui tutto questo giorno”. Una grazia che fiorisce nei giorni successivi, e insieme con noi coinvolge altre persone, come è accaduto nella missione di Samuele e già subito nell’incontro di Andrea con il fratello Simone.

Parla Signore, che il tuo servo ti ascolta. Ti domando la docilità del cuore e l’attenzione della mente.

Quante persone, nel corso della giornata, con una parola esplicita o con un gesto, mi indicano il Signore ? Oggi voglio prestarvi una particolare attenzione.
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Lunedì 19 gennaio 2009

Entriamo nella parte centrale della lettera agli Ebrei, dove si stabilisce un raffronto serrato tra l’Antico Testamento e il Nuovo, tra il sacerdozio levitico e quello di Gesù attuato nel sacrificio della croce. Alcuni episodi del Vangelo di Marco che leggeremo in questa settimana raccontano del contrasto aperto tra la Gesù e l’antica legge. La novità di Gesù apre alla storia un imprevisto cammino.

Quanta differenza c’è tra il rispetto devoto a una legge e l’attaccamento sincero a una persona ? E’ la differenza che definisce la distanza tra la religione intesa come pratica cultuale, regola morale, prescrizione tradizionale, e la religione vissuta come riconoscimento di una Presenza. A coloro che per primi l’hanno incontrato, Gesù non è apparso innanzitutto come uno che cambiava gli ordinamenti religiosi, ma come una persona da amare e seguire. Coloro che hanno vissuto con lui hanno reimpostato la propria vita, a partire da un’adesione affettiva che li ha coinvolti fino a informare scelte concrete e criteri di valore. La questione del digiuno, praticato dai discepoli di Giovanni Battista e dei farisei, e invece evitato dai discepoli di Gesù, dà l’occasione al Signore di dichiarare il senso della sua presenza: Egli è lo sposo che si intrattiene con gli invitati a nozze. Non c’è modo più netto e più bello per esprimere il senso della fede cristiana. Questa esperienza descrive non soltanto la vita degli apostoli che l’hanno seguito, dei grandi santi e dei mistici, ma anche di tanti cristiani che incontrano il Signore Gesù. Scoppia un grande amore e fiorisce la festa della vita. Anche in mezzo alle tribolazioni, ai contrasti, alle difficoltà, la presenza dello sposo è una compagnia che apre, schiarisce e allieta il cammino. “Il Signore ama di un amore imprevedibile, impensabile, superiore ad ogni nostra misura, e ce lo fa gustare concretamente”. Queste parole di un semplice cristiano sembrano un’eco di quanto dice San Paolo: “Io vi ho fidanzati a Cristo”, e “Sovrabbondo di gioia in ogni mia tribolazione”. La fede è il riconoscimento di una presenza, ripeteva don Giussani. La fede non è prima di tutto l’assunzione di nuove categorie, di nuovi valori o di nuovi orientamenti morali, ma è l’avvenimento dell’incontro con un grande amore, nel quale tutto viene compreso e al quale tutto viene riferito, come scriveva Romano Guardini.

Ricerco nella bibbia, nella liturgia e negli scritti dei santi le espressioni dell’amore a Cristo: “Ti amo, Signore, mia forza”. Come Simon Pietro ripeto: “Signore, tu lo sai che ti amo”

Oggi faccio attenzione al motivo per cui agisco: come fedeltà a una prescrizione e a un dovere, o come espressione di un amore ?
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Martedì 20 gennaio 2009

Possiamo confidare nella fedeltà di Dio alle promesse che Egli ‘ha giurato ad Abramo e alla sua discendenza’. Possiamo dunque afferrarci saldamente alla speranza che ci è offerta, come a un’ancora salda, secondo la lettera agli Ebrei. Dio ci vuole bene, e in Gesù ha rinnovato e realizzato la sua promessa.

L’estrema e più compiuta garanzia delle promesse di Dio, è Gesù stesso, sommo sacerdote che si è offerto per i fratelli. Dio è dalla nostra parte, dalla parte degli uomini che egli ha creato perché gli fossero figli e godessero della pienezza della vita. Non è in vista di un proprio vantaggio che Dio dona le sue leggi all’uomo, ma è in vista dell’uomo stesso. L’episodio del Vangelo lo dice in modo paradossale. I discepoli di Gesù strappano le spighe dai campi – come è permesso ai viandanti per il proprio sostentamento – e lo fanno in giorno di sabato; questo, secondo la legislazione ebraica interpretata dai farisei, non si può fare. Gesù rivendica con forza che la legge del Signore è data per la vita dell’uomo; il riposo del sabato non può diventare una prescrizione ingessata che impedisca il proprio sostentamento o l’opera di carità, ma è dato all’uomo per garantirgli l’affrancamento dalla schiavitù del lavoro e persino dalle opere delle proprie mani, al fine di ritrovare la libertà del figlio. Questo episodio si presta a tante applicazioni alla nostra vita di uomini moderni, che tendono a distruggere la scansione settimanale dei giorni e il ritmo della festa domenicale, sostituendo il tempo della preghiera, del riposo, della carità con occupazioni di lavoro e di divertimento che non arrivano a soddisfare il cuore. La felicità è un dono di grazia che viene dal Signore quando facciamo spazio, nel nostro cuore e nelle nostre attività, alla sua presenza. Potremmo parafrasare il Vangelo dicendo a noi stessi: la festa è fatta per l’uomo e non l’uomo per la festa. Anche noi dobbiamo riconoscere la signoria di Dio sui giorni della nostra vita, fino ad accettare che Egli ne determini il ritmo; il Figlio dell’uomo è padrone del sabato, per mettere il sabato al servizio della nostra felicità.

Grazie Signore, di avere donato il tempo e le stagioni della vita. Fa che ti riconosca come Signore dei giorni e delle opere dell’uomo.

C’è un assillo delle cose e delle occupazioni, che finisce con il rendermi schiavo. Vedo di regolare i tempi del lavoro e del riposo, nel ritmo quotidiano e settimanale, perché siano a lode di Dio e quindi al vero servizio dell’uomo. 2071























Mercoledì 21 gennaio 2009

La figura di Gesù sommo sacerdote, secondo l’autore della lettera agli Ebrei, percorre la trama dell’Antico Testamento e ne porta a piena realizzazione le promesse e le figure. Particolare rilievo riceve il misterioso sacerdote Melchisedek, che è andato incontro ad Abramo per benedirlo; con l’offerta del pane e del vino anticipa il sacrificio di Gesù sacerdote.

Gesù si introduce nell’ordinamento dell’antica alleanza con un fermento nuovo che lo fa lievitare verso il compimento. Entrando nella sinagoga in giorno di Sabato, Egli si colloca nel cuore del comando di Dio. L’uomo con la mano inaridita viene invitato a ‘mettersi nel mezzo’, per essere visto e riconosciuto attraverso la novità dell’azione che Gesù sta per compiere. Lo sguardo di Gesù verso i circostanti è deciso, e la sua voce comanda: “Stendi la mano”. Il cristianesimo è questo rapporto tra Gesù e l’uomo: è un incontro, una compagnia, un’amicizia, una comunione di vita tra Dio e l’uomo, talmente efficace da provocare salvezza, con la guarigione della mano e quella del cuore, con l’esperienza della misericordia e la scoperta del senso della vita. “Signore, da chi andremo – gli dice Pietro – tu solo hai parole che danno senso alla vita”. Questa è la grande scoperta che ha convinto e avvinto coloro che, dopo avere incontrato il Signore, lo hanno seguito e hanno vissuto con lui. Cos’ero io prima di incontrare il Signore ? Come vivevo, cosa pensavo, come mi muovevo ? Si rimane sorpresi da quello che ci è accaduto, dalla novità di vita che ci ha toccato e rinnovato dal profondo. Come può anche oggi accadere questo ? “Il modo c’è: la compagnia che da Cristo è nata ha investito la storia: è la Chiesa, suo corpo, cioè modalità della sua presenza oggi”, dice don Giussani. “E’ perciò una familiarità quotidiana di impegno nel mistero della sua presenza entro il segno della Chiesa” a introdurci nella fede e nella vita cristiana in modo non episodico e formale, ma persuasivo e permanente, ricco di pace e di risposta alla domanda del nostro cuore.

Nella memoria di Sant’Agnese martire, ripeto le parole di Pietro: “Signore, da chi andremo? Tu solo hai parole che danno senso alla vita”. Di fronte alla tentazione di ridurre la fede a legalismo formale, rinnovo lo sguardo e l’adesione personale a Cristo.

Ci sono compiti e opere di carità che sono tentato di evitare rifugiandomi in legalismi autoprotettivi: Non tocca a me, non è compito mio… Domando di vivere con libertà di cuore una carità autentica.
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Giovedì 22 gennaio 2009

Conviene soffermarsi sulla pagina della lettera agli Ebrei dove si descrive Cristo come vero sacerdote che salva l’umanità perché è sempre vivo; egli è completamente senza peccato; ha offerto se stesso una volta per tutte ed è entrato nel santuario eterno di Dio. Una differenza impressionante rispetto ai sacerdoti dell’antica legge e anche rispetto a tutti i nostri tentativi di salvarci con le nostre opere.

Non ci si salva da soli. Le folle della Galilea, e poi anche le persone che vengono da Gerusalemme e le più lontane provenienti dalla Transgiordania e perfino dalle città costiere di Tiro e Sidone, lo hanno compreso e sperimentato. Tutti arrivano da Gesù e premono per toccarlo, fino al punto che egli chiede di mettergli a disposizione una barca e si stacca un poco dalla riva. Il bisogno di salvezza attraversa l’umanità e si esprime in modo evidente e immediato con la richiesta della guarigione fisica. La gente non solo domanda e grida, ma si getta addosso a Gesù per toccarlo: domanda una presenza fisica, sensibile, così come ogni uomo avverte nella carne il proprio bisogno, la sua malattia, la pressione delle sue esigenze. Anche se tutti si mettessero insieme tra loro, non si salverebbero. Anche camminando dentro il progresso della storia, non ci si salva. Una catena di malati non fa una persona sana. Ci occorre un altro, uno che non ha bisogno prima di tutto di salvare se stesso dalle proprie infermità o dai propri peccati; uno che è santo, innocente, senza macchia, separato da noi peccatori eppure capace di piegarsi alla nostra debolezza. La lettera agli Ebrei traduce in termini sacerdotali la vicenda storica del Signore Gesù e la sua opera di salvezza. Ma Gesù non è soltanto un uomo giusto in mezzo ai peccatori. Egli è assiso alla destra del Padre, sul trono della Maestà divina. Egli dà all’offerta della sua vita una consistenza e un valore infiniti ed eterni, perché è Figlio di Dio, che vive nel tempo e oltre il tempo. Abbiamo bisogno di riconoscere questo salvatore e di affidarci a lui. Non con l’accento di sfida degli spiriti immondi, ma con la fiducia del mendicante: “Mi prendi per la mano o mio Gesù, col tuo poter sovrano guidami tu… La gioia e il dolore vengon da te… a te mi affido solo o Salvator e trovo nel mio duolo conforto ognor”. Dopo aver sentito questo canto nella liturgia della Messa, una mamma ne ha domandato il testo per portarlo al figlio in carcere per un delitto.

Salvami Signore. Come prosegue il testo del canto: “S’addensi la bufera sul mio cammin, sia pur la notte nera tu sei vicin, con te non ho timore, mi guida tu, avvinci questo core a te Gesù.”

Mentre cerco di rispondere con l’affetto e l’aiuto concreto a qualche persona che è nel bisogno, riconosco la salvezza vera che viene da Gesù. 2290



















Venerdì 23 gennaio

L’alleanza nuova di cui parla con intensità la lettera agli Ebrei nella prima lettura, viene a iscriversi nel profondo della vita delle persone che Dio chiama a formare il suo popolo. Questo progetto si realizza in modo semplice e umano quando Gesù chiama dodici uomini e li costituisce come nuovo inizio del popolo di Dio.

Quello che la lettera agli Ebrei esprime nel linguaggio della riflessione biblico-teologica, il Vangelo lo racconta attraverso un fatto. Come è avvenuta la nuova alleanza, come si è svolta nella successione del tempo ? Possiamo leggere il racconto evangelico, semplice e lineare, in parallelo con la grande rivelazione di Dio a Mosè sul monte Sinai. Anche Gesù sale sul monte, il luogo dove accade e si intensifica il suo rapporto con il Padre, dal quale traggono origine le sue decisioni e le sue opere. Le parole impiegate dall’evangelista Marco sono tutte preziose, in particolare i verbi: “Chiamò a sé quelli che egli volle, ed essi andarono da lui. Ne costituì Dodici, perché stessero con lui, e per mandarli…” Sono parole ormai incise nella roccia della storia, e costituiscono nello stesso tempo l’architettura portante e la prima semente della Chiesa di Dio. In questa iniziativa di Gesù si realizza in modo nuovo e sorprendente l’opera del Padre che ama gli uomini e vuole la loro felicità. L’evangelista Marco dice che Gesù ‘costituisce’ i Dodici. E’ assai più che una semplice chiamata individuale o a due a due. E’ la costituzione di un gruppo stabile, di una comunità permanente, con un compito preciso e stabilito, espresso in tre passaggi: la comunione di vita con Gesù, l’invio in missione, l’opera di salvezza dal male. La presenza di Gesù continua e si irradia nel mondo attraverso gli apostoli. Questo fatto dichiara apertamente che Gesù egli non si propone come profeta provvisorio, ma come iniziatore di una comunità stabile e di una azione permanente, destinata e inviata a raggiungere ogni uomo e ogni tempo. La Chiesa è la permanenza di Gesù nella storia: ancora Egli chiama i discepoli a seguirlo, ancora li costituisce nell’unità della sua amicizia, ancora li invia nella missione di salvezza.

Ti ringrazio o Signore, di avermi fatto partecipe della tua comunità di salvezza; ti ringrazio di avermi chiamato a collaborare, secondo la mia vocazione, alla tua opera messianica nel mondo.

Oggi vivrò la mia giornata, e in particolare il tempo del lavoro con la coscienza che il Signore mi chiama ad essere segno di Lui e annunciatore e testimone della sua opera nel mondo. 2102



























Sabato 24 gennaio 2009

Prosegue incalzante il paragone tra l’antica alleanza e la nuova. L’antica si vede caratterizzata dalla costruzione della tenda che precedette il tempio, luogo sacro nel quale il ‘Santo dei Santi’ costituiva il segno privilegiato della presenza di Dio. Gesù compie il suo sacrificio non in una tenda-tempio, ma nel suo corpo, e sparge il suo stesso sangue, per un sacrificio perfetto che purifica interamente l’umanità.

Questa pagina del Vangelo di Marco registra in due righe fulminanti l’episodio forse più sconcertante di tutto il nuovo Testamento. Gesù è pressato dalla folla, e ‘i suoi’ vengono a portarselo a casa, dicendo: “E’ fuori di sé”. Si tratta dei familiari, ‘fratelli e sorelle’, preoccupati della strana piega che ha



LA STRADA E LA STELLA
La compagnia di Dio all’uomo

La vita è una strada. Una strada ha un inizio, un percorso, una mèta. Abbiamo cominciato a percorrere la strada della vita, tenuti per mano da mamma e papà e da tante persone che ci hanno accolto e ci hanno voluto bene. Lungo questa strada abbiamo incontrato la compagnia della Chiesa, con tanti fratelli che camminano con noi.
In questa strada è venuto a camminare un uomo nuovo. E’ venuto Gesù, Figlio di Dio e uomo con noi.
“Egli si è mostrato, Egli personalmente. E adesso è
aperta la vita verso di lui. La novità del cristianesimo non consiste in un pensiero ma in un fatto: Egli si è mostrato.” (Benedetto XVI).
La sua storia iniziata nell’antico Natale, continua con noi. I segni del Natale nelle nostre case ci mostrano Gesù nel presepio e insieme tanta gente che lo cerca e lo desidera.
Oggi il segno del Natale è la gente che crede, prega, fa festa perché Lui c’è. Ci si incontra con familiari e amici perché Lui c’è; si accoglie l’ospite e lo straniero perché Lui c’è; ci si riconcilia con il nemico perché Lui c’è;
si ritrova speranza ed energia di vita perché Lui c’è. L’avvenimento di Cristo diventa presente in un fenomeno di umanità diversa; ci imbattiamo in una cosa desiderata e nello stesso tempo inaspettata, che ci sorprende e ci attira.
Il segno più evidente di questa umanità cambiata sono i santi; ma anche in tanti nostri fratelli vicini a noi scopriamo il riverbero della novità umana di Gesù.
Un cuore semplice è capace di guardare, è disposto a farsi amare dal Bambino Gesù e a percorrere la strada della vita guardando la sua Stella.

Don Angelo



“Bisogna riconoscere che la realtà del Natale, ricco o povero, tradizionale o ultramoderno, è sempre la stessa. Anche se cambia il modo di festeggiarlo, il significato è uno solo: Gesù nasce nel mondo e manifesta l’amicizia di Dio per noi uomini. Certo bisogna stare attenti a non perdere il senso correndo dietro alle mode e alle suggestioni: la cornice non può prevalere sul quadro, così come una festa di compleanno non può esser vissuta senza il festeggiato!...”

Così scrivono i ragazzi della Scuola Media Olivi nel loro giornalino scolastico di dicembre.

Prepariamoci al Natale

* Novena
- Lunedì 22 e Martedì 23 dicembre ore 18,30 con tutti i cristiani della parrocchia, ragazzi, giovani, adulti.
Lunedì la Novena è guidata dalla prima media; martedì dalla terza media.

* Lunedì dopo la Novena:
preparazione canti della Veglia di Natale

* Martedì ore 21: Spettacolo di Natale,
“Quell’asino di un bue”, teatro della parrocchia

Mercoledì 24 dicembre Vigilia di Natale

Confessioni: ore 10-12; ore 16-20; 22-23
Veglia di Natale ore 23, con canti e preghiere

Messa di Mezzanotte


Calendario dei giorni di NATALE
e del Nuovo Anno

24 Dicembre, Mercoledì Vigilia di Natale

NOTTE DI NATALE, ore 23: Veglia con canti e preghiere
Ore 24: Santa MESSA della NOTTE

Giovedì 25 Dicembre NATALE del Signore
Orario Sante Messe: 7,30 - 9,30 - 11,15 - 18,30

Venerdì 26 Dicembre, S. Stefano, I° martire,
SS. Messe ore 9,30 -11,15 -18,30

Sabato 27 Dicembre, San Giovanni Evangelista

Domenica 28 Dicembre, Santa Famiglia di Nazaret

Mercoledì 31 Dicembre ore 18,30
S. Messa di ringraziamento con il canto del Te Deum

Giovedì 1 Gennaio 2009
Maria Santissima Madre di Dio, Orario festivo SS. Messe

Domenica 4 Gennaio 2009, Orario festivo SS. Messe

Martedì 6 Gennaio Epifania del Signore, Orario festivo

Domenica 11 Gennaio 2009, Battesimo del Signore
Ore 15,30 Saluto al Vescovo Angelo Daniel, Duomo


14 Dicembre 2008
Terza Domenica di AVVENTO

Letture della Messa: Isaia 61,1-2;10-11; I.aTess 5,1624; Giovanni 1,6-8.19-28

Lo Sconosciuto, Uno più grande di noi

Tutte le forze umane non bastano a salvarci. Economia, politica, istruzione, medicina, e anche impegno, generosità, solidarietà e tutta la buona volontà di tanti uomini, non bastano a salvarci.
C’è un bisogno del cuore, un bisogno della vita, un’attesa profonda dell’anima che genera una continua inquietudine, così grandi che noi non possiamo placare e soddisfare.
Colui che ci salva sta in mezzo a noi come Uno che non conosciamo, o che a volte ignoriamo o rifiutiamo, o accogliamo solo come uomo grande, senza riconoscerlo come Dio e Salvatore. Gesù è più grande di ogni grande uomo, di ogni profeta; è più grande di Giovanni Battista. L’incontro con Lui fa germogliare la nostra vita e riapre il cammino dell’umanità….




7 Dicembre 2008
Seconda Domenica di AVVENTO

Letture della Messa: Isaia 40,1-5.9-11; II.a Pietro 3,8-14; Marco 1,1-8
Numero 41/1121


PREPARATE LE VIE
DEL SIGNORE

Due persone ci segnano il cammino di questo Avvento: Giovanni Battista che ci invita a preparare la strada al Signore che viene; Maria che lo accoglie con totale disponibilità di cuore e di vita.
Libertà del cuore, docilità di atteggiamento, povertà di spirito per non mettere di fronte alla venuta del Signore gli ostacoli della
superbia e della presunzione che
ci chiudono in noi stessi; l’egoismo
che ci impedisce
di dire sì.
Rendici liberi
o Signore,
pronti a
riconoscerti come Giovanni Battista,
aperti ad
accoglierti
come Maria.


Lunedì 8 dicembre
Festa dell’IMMACOLATA

Tutta bella sei o Maria e in te non c’è macchia di peccato.
Tu sei l’onore del popolo cristiano che in te confida.
A te domandiamo: donaci tuo Figlio Gesù, il Salvatore

I FIDANZATI sono invitati a trovarsi insieme nella
Festa dell’Immacolata Lunedì 8 dicembre alla Messa delle ore 11,15
per affidare a Maria la bellezza del loro amore e la promessa del futuro.




30 Novembre 2008
Prima Domenica di AVVENTO

Letture della Messa: Isaia 63,16-17; 64,2-7; ! Corinti 1,3-9; Marco13,33-37
Numero 40/1120

Perché Signore ci lasci vagare lontano dalle tue vie e lasci indurire il nostro cuore ?”

L’attesa struggente mostrata da Isaia nella prima lettura descrive il nostro bisogno e la nostra domanda. Non vogliamo vagare tra desideri inutili e ricerche vane. Non vogliamo disperarci dentro ‘le nostre iniquità’ e quelle del mondo.
Vediamo bene che non siamo contenti quando navighiamo lontani dal Signore. In questo tempo di crisi, scopriamo ancora meglio che niente ci basta.
Abbiamo una speranza, un’attesa. Le nostre mani non si protendono verso il vuoto, ma trovano il Signore che ci viene incontro. Lasciamo accompagnare il desiderio del nostro cuore dalla liturgia e dalle indicazioni della Chiesa in questo
avvento.



23 Novembre 2008
Festa di CRISTO RE

Letture della Messa: Ezechiele 34,11-17; ! Corinti 15,20.26-28; Matteo 25,3-46
Numero 39/1119

Cristo re
e nessun altro


Chi riconosce Cristo come re della vita allarga il cuore. Non è più schiavo,
o comunque tende ad esserlo sempre meno, della società che esige di essere forti, belli, pieni di soldi e di successo per valere qualcosa. Non è più sottoposto alle mode di pensiero di chi si sente superiore alla Chiesa e al Papa e magari a Gesù Cristo stesso e pensa di essere indipendente da tutti mentre ragiona con la testa dei giornali che legge, della tv che vede o delle frivolezze che lo attirano.
Riconosciamo Gesù come Maestro e Guida per la nostra vita, come salvatore di ogni nostra giornata fino al
compimento dell’eternità.
Oggi nel Vangelo di Matteo Gesù ci invita a riconoscerlo nell’affamato, nell’assetato, nello straniero, nel povero, nel malato, nel carcerato. La Fede in Gesù e la Carità verso il prossimo formano la grande via di una umanità vera e di una felicità reale.



16 Novembre 2008
Domenica 33.a tempo ordinario anno A

Letture della Messa: Proverbi 31,10-31… Tessalonicesi 5,1-6; Matteo 25,14-30
Numero 38/1118

IL DONO DI OGNI GIORNO

Gesù racconta oggi nel Vangelo la parabola dei talenti che vengono consegnati a tre persone. C’è chi li traffica raddoppiandoli, e c’è chi li sotterra. La vita è il ‘talento’ più grande che ci viene presentato ogni giorno su un piatto d’oro. Intelligenza, corpo, anima, capacità di amare, il mondo che ci circonda e le persone che ci amano, le cose che abbiamo e gli strumenti che usiamo…
Il modo migliore di impiegare la vita è quello di usarlo come Gesù ci chiede, rispondendo alla nostra vocazione: la famiglia, il lavoro, lo studio, i rapporti di carità e di giustizia con le persone. Il mondo cresce con noi, e la nostra vita diventa più certa, più buona, più utile...








Basilica del
Laterano
‘capo e madre
di tutte le Chiese’
E’ la cattedrale
del Papa


La ricorrenza di questa domenica è una bella occasione per accorgerci che noi, come singole persone e come comunità parrocchiale, siamo uniti con Roma e formiamo insieme la Chiesa ‘una, santa, cattolica, apostolica’, e anche ‘romana’.
E’ un dato di fede, ed è una grazia perché ci permette di vivere non isolati, ma uniti nella grande famiglia della Chiesa.
Vogliamo essere molto attenti al Papa e al suo magistero, in particolare quello che ci propone nelle piccole ‘omelie’ che tiene all’Angelus della domenica, e alle catechèsi del Mercoledì. In questo modo siamo uniti a Cristo e Lui arriva a noi in modo certo e reale. Non siamo un gruppo religioso che si inventa una sua fede. Siamo parte di un corpo, il Corpo stesso di Cristo...

Come nasce e come vive una comunità cristiana

Appunti di metodo

E’ una scoperta bella. A un certo momento ci accorgiamo che essere cristiani non significa solo credere in Dio e avere una qualche idea su Cristo, ma significa appartenere al suo Corpo nella grande famiglia della Chiesa.
Scopriamo di far parte di una comunità cristiana!

All’ultimo Consiglio pastorale parrocchiale si è deciso di
aiutarci a scoprire il valore
della comunità cristiana
accompagnati dal programma pastorale della diocesi e da uno scritto del
patriarca Scola.

Primo appuntamento
GIOVEDI’ 13 novembre ore 21 in sala Piergiorgio Frassati






Oggi, Sabato 1 Novembre, Festa di TUTTI I SANTI
Alla Messa delle ore 11,15 sono invitati i bambini della Scuola Materna con i genitori.
Alle ore 15,30: Incontro di preghiera in cimitero, con il Vescovo e i parroci

Domani, Domenica 2 Novembre Commemorazione di TUTTI I DEFUNTI
Nella Messa delle ore 11,15 preghiamo in particolare per le persone
della nostra parrocchia morte negli ultimi dodici mesi.
In tutti i Mercoledì dell’anno alla Messa delle ore 8,30 preghiamo per tutti i Defunti
e in particolare per quelli che ci vengono affidati.
Nei Mercoledì di Novembre ricorderemo uno per uno i parrocchiani
Defunti in quest’ultimo anno.



Sabato 1° Novembre 2008 TUTTI I SANTI

Letture della Messa: Apocalisse 7,2-.9-14; 1 Giovanni 3,1-3; Matteo 5,1-12

Domenica 2 novembre 2008 FEDELI DEFUNTI

Letture 1.a Messa: Giobbe, 1.23-27; Romani 5,5-11; Giovanni 6,37-40
n. 36/1118
LO SCOPO DELLA VITA


Così ravvicinate, questo Sabato e Domenica, le ricorrenze dei SANTI e del MORTI
lanciano al futuro la nostra vita.
L’orizzonte verso il quale andiamo
non è la tomba del cimitero e tanto meno la polvere della cremazione, ma è la vita eterna, la vita in Dio. Questo non è un passaggio che avviene in modo automatico. Non solo perché avviene attraverso la fatica dolorosa della morte, ma anche perché ‘non si va in cielo’ in modo automatico. E’ vero che Dio vuole tutti salvi. Ma non tutti vogliono essere salvati da Dio e Dio non costringe nessuno all’abbraccio con Lui.
Quindi esistono Inferno, Purgatorio, Paradiso.
Inferno per chi consapevolmente rifiuta Dio. Purgatorio per chi ha qualcosa da purgare dopo questa vita. Paradiso per chi muore nella grazia di Dio oppure è stato purificato dal Purgatorio. I Santi abitano il Paradiso.
Noi preghiamo perché i Defunti che sono in Purgatorio raggiungano la felicità del Paradiso. E intanto cerchiamo di vivere da uomini veri e da cristiani fedeli, per essere BEATI.
Sabato 1° Novembre 2008 TUTTI I SANTI

Letture della Messa: Apocalisse 7,2-.9-14; 1 Giovanni 3,1-3; Matteo 5,1-12

Domenica 2 novembre 2008 FEDELI DEFUNTI

Letture 1.a Messa: Giobbe, 1.23-27; Romani 5,5-11; Giovanni 6,37-40
n. 36/1118



Sabato 1° Novembre 2008 TUTTI I SANTI

Letture della Messa: Apocalisse 7,2-.9-14; 1 Giovanni 3,1-3; Matteo 5,1-12

Domenica 2 novembre 2008 FEDELI DEFUNTI

Letture 1.a Messa: Giobbe, 1.23-27; Romani 5,5-11; Giovanni 6,37-40
n. 36/1118








26 ottobre 2008 Trentesima Domenica n. 35/1117

Festa della

DEDICAZIONE DELLA NOSTRA CHIESA

Letture della Messa: Esodo, 22,20-26; 1 Tess
1,5-10; Matteo 22, 34-40

Una Chiesa per Dio
e per il suo popolo

Una chiesa edificata, una casa abitata, un luogo amato. Un popolo di battezzati, le famiglie consacrate dal
sacramento del Matrimonio, i Defunti accompagnati dalla preghiera della Messa.
La parola annunciata, l’Eucaristia celebrata,
la comunità radunata.
Questa per noi è la Chiesa di Borgo San Giovanni, nella
quale siamo entrati diciotto anni fa e che è stata consacrata esattamente dodici anni fa. Abbiamo una grande grazia:
questa Chiesa che ci accoglie ogni giorno e ogni domenica. Non ci accade di vederla ferita, bruciata, come sta accadendo in certe zone dell’Asia e specialmente in India. Non ci accade di averla a chilometri di distanza, come in Africa o in Siberia. E’ una Chiesa vicina, che sentiamo particolarmente nostra perché è cresciuta insieme con le case del nostro quartiere. E’ una Chiesa amica, una Chiesa sorella, una Chiesa Madre.

Grazie Signore, per il bene che tu vuoi al tuo popolo

Anche oggi la comunità parrocchiale si raduna per l’Eucaristia,
accogliendo in particolare alle ore 11,15
le famiglie recentemente arrivate in parrocchia.





19 ottobre 2008 n. 34/1116

Ventinovesima Domenica anno a

Letture della Messa: Isaia 4,1.4-6; Tessalonicesi 1,1-5; Matteo 22,15-21
La febbre dei soldi

Anche il Vangelo di oggi parla di soldi. Qualcuno mostra le monete a Gesù e gli domanda se deve pagare le tasse all’imperatore romano.
Gesù risponde ...da Dio:
“Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”. Il potere terreno possiede il denaro, ma tutti apparteniamo a Dio e a Lui dobbiamo rendere conto.
Il mondo sta vivendo una grave crisi finanziaria. Nel nostro piccolo, anche noi siamo affannati per il denaro, o perché non basta, o perché vorremmo averne di più. Anche ragazzini delle medie vanno in tabaccheria a giocare all’Enalotto. Non si sa mai…
Poi, la vita corre da un’altra parte. E la felicità anche. Non la danno i soldi. La dà l’amore di Dio e l’amore del prossimo!
Un augurio per tutti: con san Paolo, possiamo sperimentare l’operosità della fede, la fatica della carità, la fermezza della speranza!



12 ottobre 2008 n. 33/1115

Ventottesima Domenica anno a

Letture della Messa: Isaia 25,6-10; Filippesi 4,12-14.19-20; Matteo 22,1-14

O Signore Gesù,
grazie
perché
ogni
Domenica
Tu
ci inviti
a
fare festa con te
Il regno
dei cieli
è simile
a un re
che fece
una festa
di nozze
per
suo figlio, e chiamò gli invitati



Vangelo della Domenica
Dio ama e cura la sua vigna. Che siamo noi.
Gesù ci invita ad conservare e accrescere il dono di Dio
che non è scontato e garantito senza la libertà del nostro sì
letture della Messa

E’ incantevole l’amore di Dio verso il suo popolo, così come viene descritto nella prima lettura. Ed è terribile la sua ira per la delusione. Gesù ha vissuto tutto questo sulla sua pelle: il popolo della promessa non l’ha riconosciuto; altre persone, poveri e peccatori e stranieri, lo hanno accolto.
Noi apparteniamo al popolo ‘garantito’, siamo già cristiani e questo sembra metterci a posto…
Ma per noi, Gesù è una persona presente? Il vangelo porta frutto nella nostra vita? La fede è una cosa scontata che crediamo già di avere, sapere, praticare? Domande necessarie…
L’inizio della ripresa della vita parrocchiale, con le sue varie proposte e opportunità, è l’occasione buona che ci dona il Signore.



Domenica 14 Settembre 2008 - n. 28/1119

Festa della Esaltazione della Croce

Letture della Messa

Libro dei Numeri 21,4-9; Filippesi 2,6-11; Vangelo di Giovanni 3,13-17




29 Giugno 2008
n. 26/1117

Festa dei
Santi
PIETRO
e PAOLO


Letture della Messa del giorno

Atti degli Apostoli 12,1-11;
II Lettera di Paolo a Timoteo 4,6-8;17-18;
Vangelo di Matteo 16,13-19

Il cristianesimo
è un fatto accaduto ad alcune persone attraverso l’incontro con Cristo: così è stato, in modo diverso, per Pietro e Paolo. L’esperienza dell’attaccamento ardente di Pietro a Gesù; l’amore di Paolo verso Gesù e la sua potenza missionaria.
La fede cristiana è ricca della grandezza e varietà delle loro personalità e della loro opera.
Noi siamo cristiani perché accogliamo questa grande ‘tradizione’ che vive nella Chiesa.
L’anno di S.Paolo che Papa Benedetto ha proclamato, ci dà l’opportunità di conoscerne con più chiarezza la vita, l’opera, le lettere, e di continuarne la missione, come singoli cristiani e come comunità unita.

























22 Giugno 2008 — n. 25/1114 Domenica XII tempo ordinario anno A

Letture della Messa
Geremia 20,10-13; Romani 5, 6-11; Vangelo di Matteo 9,36-10,8
Questa Domenica: La Parola di Dio

Tutte le letture partono oggi da situazioni di paura, di male, di peccato, che vengono risolte dalla presenza, dalla provvidenza, dalla misericordia del Signore. Questa è la nostra domanda: davanti a chi viviamo, mentre viviamo ? Viviamo come fossimo soli, ‘senza Dio’, oppure riconosciamo che Dio è realmente una presenza in mezzo a noi? Se non ce ne siamo ancora accorti, c’è sempre un Giovanni Battista che ci indica Gesù presente. Addirittura la Madre del Signore viene ad avvisarci che Egli attende di esercitare su di noi la sua misericordia.
Viviamo a vita davanti al Signore, riconoscendolo presente: è il compito del cristiano, che diventa testimonianza evidente attraverso una comunità riunita, in pellegrinaggio, in festa…



15 Giugno 2008 — n. 24/1113 Domenica XI tempo ordinario anno A

Letture della Messa
Esodo 19,2-6; Romani 5, 6-11;
Vangelo di Matteo 9,36-10,8

D’estate,
in missione

Li ha appena chiamati a stare con Lui, ma non li trattiene con sé. Subito li manda in missione, a cominciare dalle persone di casa e dai paesi vicini. Così fa Gesù con i dodici chiamati.
Così Gesù fa con noi, con le persone che gli sono più amiche, con la comunità che gli è fedele. All’inizio dell’estate, le occasioni sono qua: i cinquecento anni dell’apparizione della Madonna della Navicella, la festa di S.Giovanni, l’estate con mille proposte. Andiamo a due a due, marito e moglie, amico e amica, e via con l’estate...



8 Giugno 2008 — n. 23/1112 Domenica X tempo ordinario anno A

Letture della Messa
Osea 6,3-6; Romani 4, 18-25; Vangelo di Matteo 9,9-13

Gesù vide un uomo, seduto al
banco delle imposte e gli disse: “Seguimi”. Ed egli si alzò e lo seguì.

La voce e il braccio di Gesù, nel dipinto di Caravaggio, si protendono verso un uomo di nome Matteo, che subito si lascia vincere e lo segue. Un peccatore accoglie Gesù nella propria vita, e cambia.
E’ successo tante volte nella storia. Succede ancora. Anche a noi!



Domenica IX tempo ordinario anno A
Letture della Messa
Deuteronomio 11, 18.26-28.32
Paolo ai Romani 3,21-25.28
Vangelo di Matteo 7,21-27

La CASA sulla ROCCIA

“Chiunque ascolta la mia parola è come un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia…”

Per l’estate che viene presentiamo il pensiero di un ‘catechismo’ del 250 d.C.
la ‘DIDASCALIA’ o insegnamento:

Poiché siete membra di Cristo,
non disperdetevi dalla Chiesa non riunendovi.
Infatti, poiché avete in Cristo il vostro capo,
secondo la sua promessa, presente e in comunione con voi,
non trascuratevi e non private il Salvatore delle sue membra,
non lacerate e non disperdete il suo corpo
né vogliate anteporre alla parola di Dio le necessità
della vostra vita temporale, ma in giorno di domenica,
mettendo da parte ogni cosa, affrettatevi alla chiesa.



Domenica
18 maggio 2008
n. 20/1109

Letture della
Messa

Esodo 34,4-9 2 Corinti 13,11-13
Giovanni 3,16-19

“Il Signore apparve ad Abramo alle Querce di Mamre, mentre egli sedeva all'ingresso della tenda nell'ora più calda del giorno. Egli alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui.” Gen 18,1-3
Santissima TRINITA’
il mistero che
ci fa vivere

A immagine di Dio siamo fatti, anima e corpo, intelligenza
e amore

Icona di Andrej Rublëv 1411. Galleria Tret'jakov di Mosca. I tre angeli sono seduti attorno ad un desco e benedicono un vaso contenente la carne del vitello sacrificato da Abramo.

NOI CREDIAMO in
UN SOLO DIO, Padre, Figlio, Spirito Santo



Domenica 11 maggio 2008 - n. 19/1108






Letture della Messa

Atti degli Apostoli 1,1-11, Efesini 1,17-28; Vangelo di Matteo 28,16-20

Gesù manda anche oggi il suo
Santo Spirito che fa vivere la Chiesa
e la rende testimone della Sua Presenza davanti agli uomini


CHE COSA CI FA VIVERE
L’acqua,
l’aria, il cibo ?
La salute, l’amore, la libertà ?
Non si vive senza respirare, non solo l’aria e il sole, ma anche lo Spirito
di Dio che ci viene donato. Per vivere non basta mangiare o giocare.
Abbiamo bisogno di amare ed essere amati. Abbiamo bisogno di sapere il perché delle nostre azioni e di tutta la nostra vita.
Lo Spirito di Dio, che fa vivere tutte
le cose create,
ci viene donato per sperare e amare.
Ci viene donato per riconoscere
Cristo presente e diventargli amici. Ci viene donato per sperimentarci come fratelli e per imparare a vivere la nostra responsabilità.
Insieme con i nostri fratelli nella Chiesa, in comunione con Maria,
la Madre del Signore, invochiamo lo Spirito Santo per la nostra vita e la vita del mondo.



27 Aprile 2008 - n. 17/1106

Domenica Sesta di PASQUA

Letture della Messa
Atti 8,5-8.14-17; I.a lettera di Pietro 3,15-18; Vangelo di Giovanni 14,15-21

Se mi amate, osserverete i miei comandamenti.
Non vi lascerò orfani. Il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete.



20 Aprile 2008 - n. 16/1105

Domenica quinta di PASQUA

Letture della Messa
Atti 6,1-7, Prima lettera di Pietro 2,4-9;
Vangelo di Giovanni 14,1-12

“Non sia turbato
il vostro cuore...
Io sono la via, la verità, la vita




13 Aprile 2008 - n. 15/1104

Domenica quarta
di PASQUA

Letture della Messa
Atti 2,36-41; I.a Pietro 2,20-25 Vangelo di Giovanni 10,1-10

Domenica del
BUON PASTORE

Giornata
delle Vocazioni

Preghiamo oggi per tutti i pastori della Chiesa: il Papa che compie tre anni del suo ministero e intraprende il viaggio in America, i vescovi e i sacerdoti; perché i giovani e i ragazzi siano aperti a cose grandi e vere;
per tutti i seminaristi e per quelli del nostro seminario, Alberto, Giovanni, Matteo, Simone, Yacopo; per i diaconi Damiano e Angelo che il 24 maggio verranno consacrati sacerdoti.

Preghiamo oggi per la nostra nazione, perché ogni cittadino si renda
responsabile del bene comune,
collaborando attivamente nelle scelte della vita pubblica.

Le vocazioni al servizio
della Chiesa-missione

Le comunità cristiane che vivono intensamente la dimensione
missionaria del mistero della
Chiesa, mai saranno portate a
ripiegarsi su se stesse.
Come ai sui inizi, raccolta attorno alla Vergine Maria, Regina degli Apostoli, la Comunità ecclesiale apprende da Lei ad implorare dal Signore la fioritura di nuovi apo-stoli che sappiano vivere quella fede e quell’amore che sono
necessari per la missione.

dal messaggio del Papa per questa giornata




6 Aprile 2008 - n. 14/1103

Domenica terza
di PASQUA

Letture della Messa
Atti 2,22-33; I.a Lettera Pietro 1,17-2; Vangelo di Luca 24,13-35



23 marzo 2008 - n. 12/1101

Domenica di PASQUA

La liturgia della Notte di Pasqua prevede le grandi letture della storia
della salvezza, riprese dall’Antico e dal Nuovo Testamento,
fino al racconto di Pasqua nel Vangelo di matteo 28,1-10

Letture della Messa del giorno
Atti 10,34-23; Colossesi 3,1-4; Vangelo di Giovanni 20,1-9

RISURREZIONE del SIGNORE

Sante Messe ore 7,30 - 9,30 - 11,15 - 18,30


Lunedì di Pasqua
Sante Messe ore 9,30 - 11,15 - 18,30

Raccontaci

Maria:

che cosa

hai visto

lungo la via?



Ho visto

il sepolcro

di Cristo vivo

e la gloria

del Risorto

Questa è la Settimana di Pasqua. Ogni giorno la liturgia richiama la risurrezione, con le pagine del Vangelo che raccontano come Cristo si è fatto vedere e toccare dai discepoli, e ha mangiato con loro. I discepoli ricevono così la prova certa della risurrezione, la conferma della fede, l’invio alla missione.
Le domeniche che seguono si chiamano ancora ‘domeniche di Pasqua’ e ci conducono al compimento della missione di Gesù con il dono dello Spirito Santo a Pentecoste.
Seguono quindi la festa della Santissima Trinità, compendio di tutto il mistero cristiano; il Corpus Domini, segno di Cristo presente e vivo nella Chiesa. Questa per noi sarà festa ancora più grande, per la prima Messa in parrocchia di don Damiano Vianello, che verrà consacrato sacerdote il giorno prima, 24 maggio, in cattedrale.





Il Papa ci spiega il Triduo Pasquale mercoledì santo 2007

Quel che commemoreremo nei prossimi giorni è lo scontro supremo tra la Luce e le Tenebre, tra la Vita e la Morte. Dobbiamo situarci anche noi in questo contesto, consapevoli della nostra "notte", delle nostre colpe e delle nostre responsabilità, se vogliamo rivivere con profitto spirituale il Mistero pasquale, se vogliamo arrivare alla luce del cuore mediante questo Mistero, che costituisce il fulcro centrale della nostra fede.
Inizio del Triduo Pasquale è il Giovedì Santo. Durante la Messa Crismale, il Pastore diocesano ed i suoi più stretti collaboratori, i presbiteri, attorniati dal Popolo di Dio, rinnovano le promesse formulate il giorno dell’Ordinazione sacerdotale. Vengono poi benedetti gli Olii per la celebrazione dei Sacramenti: l’Olio dei Catecumeni, l’Olio degli Infermi e il Sacro Crisma. Alla sera, entrando nel Triduo pasquale, la Comunità cristiana rivive nella Messa in Cena Domini quanto avvenne durante l’Ultima Cena. Nel Cenacolo il Redentore volle anticipare, nel Sacramento del pane e del vino mutati nel suo Corpo e nel suo Sangue, il sacrificio della sua vita: egli anticipa questa sua morte, dona liberamente la sua vita, offre il dono definitivo di sé all’umanità. Con la lavanda dei piedi, si ripete il gesto con cui Egli, avendo amato i suoi, li amò sino alla fine e lasciò ai discepoli come loro distintivo questo atto di umiltà, l’amore sino alla morte. Dopo la Messa in Cena Domini, la liturgia invita i fedeli a sostare in adorazione del Santissimo Sacramento, rivivendo l’agonia di Gesù nel Getsemani.
Il Venerdì Santo, che commemora gli eventi che vanno dalla condanna a morte alla crocifissione di Cristo, è una giornata di penitenza, di digiuno e di preghiera, di partecipazione alla Passione del Signore. L’Assemblea cristiana ripercorre, con l’aiuto della Parola di Dio e dei gesti liturgici, la storia dell’umana infedeltà al disegno divino, che tuttavia proprio così si realizza, e riascolta il racconto commovente della Passione dolorosa del Signore. Rivolge poi al Padre celeste una lunga "preghiera dei fedeli", che abbraccia tutte le necessità della Chiesa e del mondo. La Comunità adora quindi la Croce e si accosta all’Eucaristia, consumando le sacre specie conservate dalla Messa in Cena Domini del giorno precedente. Per rivivere in modo più partecipato la Passione del Redentore, la tradizione cristiana ha dato vita a un pio esercizio, quello della "Via Crucis", che ci educa, per usare un’espressione di san Leone Magno, a "guardare con gli occhi del cuore Gesù crocifisso, in modo da riconoscere nella sua carne la nostra propria carne"
Il Sabato Santo è giorno in cui la liturgia tace, il giorno del grande silenzio, ed i cristiani sono invitati a custodire un interiore raccoglimento, spesso difficile da coltivare in questo nostro tempo, per meglio prepararsi alla Veglia pasquale. Finalmente nella Veglia pasquale il velo di mestizia, che avvolge la Chiesa per la morte e la sepoltura del Signore, verrà infranto dal grido della vittoria: Cristo è risorto ed ha sconfitto per sempre la morte! Animati da fede più salda, nel cuore della Veglia pasquale accoglieremo i neo-battezzati e rinnoveremo le promesse del nostro Battesimo. Sperimenteremo così che la Chiesa è sempre viva, si ringiovanisce sempre, è sempre bella e santa, perché poggia su Cristo che, risorto, non muore più.
Il Mistero pasquale, che il Triduo Santo ci farà rivivere, non è solo ricordo di una realtà passata, è realtà attuale: Cristo anche oggi vince con il suo amore il peccato e la morte. Il Male, in tutte le sue forme, non ha l'ultima parola. Su questa certezza riposa e si costruisce la nostra esistenza cristiana.





9 marzo 2008 - n. 10/1099

Quinta Domenica
di Quaresima

Letture della Messa:
Ezechiele 37,12-14; Romani 8,8-11;
Vangelo di Giovanni 11,3-45

Il Signore è la vita che vince la morte
Gesù risuscita Lazzaro e convince la fede di Marta. Gesù è vita non solo per il tempo che segue alla nostra morte, ma anche per il tempo presente e per la vita di ogni giorno. Non siamo più vinti dal male e dalla tristezza, ma siamo lieti per la presenza e l’amore di Gesù che ci accompagna in ogni giorno e ci sostiene in ogni momento.

Verso la
Settimana Santa

La Domenica delle Palme ci introdurrà nella Settimana Santa. Inizieremo la Messa delle ore 9,30 e delle ore 11,15 riunendoci un quarto d’ora prima in piazza per la
benedizione dell’ulivo e la processione in chiesa.
L’ulivo verrà preparato nei sacchetti durante questa
settimana. In seguito i ragazzi di quinta elementare e delle medie lo potranno portare
nelle famiglie.



Non si può dare la vita a Cristo senza amare Cristo...

...Questo può essere il paradossale tranello in cui può farci cadere la
responsabilità che Cristo stesso ci ha affidato: non avere più tempo di amare Cristo presi come siamo a dare la vita per Cristo. Evidentemente Cristo non vuole questo. Egli anzi ci ha affidato delle responsabilità proprio per obbligarci all'amore, per rendere obbligatoria in noi la domanda dell'affezione a lui.
Fare delle responsabilità di ogni ora una domanda di amare Cristo, cioè di
rispondere al suo amore, amando il suo Corpo. Questa è la Quaresima.
Questa è la conversione che Dio vuole da noi in questo tempo. don Massimo Camisasca



2 marzo 2008 - n. 9/1099

Quarta Domenica
di Quaresima

Letture della Messa:
Samuele 16,1-13; Efesini 5,8-14;
Vangelo di Giovanni 9,1-38

- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -

Il cieco nato non solo ritrova la vista, ma riconosce Gesù come Salvatore. Nel nostro mondo pieno di confusione
e distrazione, è una grande grazia
la luce della fede e la compagnia di chi
ci fa strada per avere un giudizio chiaro
sulle cose della vita.




24 Febbraio 2008 - n. 8/1098

Terza Domenica di Quaresima

Letture della Messa:
Esodo 17,3-7; Romani 5,1-2;5-8; Vangelo di Giovanni 4,5-42


La Samaritana al pozzo
Un’acqua viva per la nostra sete
La donna dei cinque o sei mariti domanda da bere a Gesù. Il suo cuore desidera un’acqua che ne calmi la sete di amore e di vita. La donna domanda: ”Dammi la tua acqua”. Abbiamo bisogno dell’acqua di Gesù, dell’acqua che è Gesù stesso. Nel pozzo della Chiesa ci viene donata l’acqua del Battesimo e della misericordia.




27 Gennaio 2008
Terza Domenica ordinaria anno A

Letture della Messa: Isaia 8,23-9,3; I.a Corinti 1,10-13,17; Matteo 4, 12-23 Numero 4/1094

“Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce…
Convertitevi…
Venite dietro a me, vi faro pescatori di uomini…”

La parola di Gesù ci
raggiunge questa domenica dando speranza al nostro mondo avvilito e deluso. Ricominciamo dall’annuncio di Gesù, questa mattina e ogni mattina.
Come gli apostoli quando l’hanno incontrato quella mattina sul lago…

Lunedì 28 Gennaio, San Tommaso d’Aquino, grande teologo
Giovedì 31 Gennaio, San Giovanni Bosco, grande educatore
Sabato 2 Febbraio, Presentazione di Gesù al tempio, Candelora (al mattino)



20 Gennaio 2008
Seconda Domenica durante l’anno A

Letture della Messa: Isaia 49,3-6; I.a Corinti 1,1-3; Giov 1,29-34

Numero 3/1093

Benedetto il tempo in cui Giovanni Battista poteva gridare davanti a tutti:
“ECCO L’AGNELLO
DI DIO…”
Resta il fatto che poi gli hanno tagliato la testa, come hanno fatto per tanti cristiani e come forse qualcuno vorrebbe fare per il Papa.
Ma alcuni hanno seguito Gesù fin da subito, e tanti lo seguono anche ora.
Donaci o Signore di seguirti nella Chiesa e nel Papa !!



13 Gennaio 2008
Domenica del BATTESIMO del SIGNORE

Letture della Messa, Isaia 42,1-7; Atti 10,34-38; Matteo 3,13-17

Numero 2/1092

Nel BATTESIMO di GESU’

il nostro BATTESIMO

C’è qualcosa di nuovo nel mondo, anzi Qualcuno: un Uomo Nuovo, riconosciuto e proclamato davanti a tutti in un momento particolare della storia. Accade sulle rive del Giordano durante l’impero di Tiberio Cesare. L’uomo Gesù viene mostrato per quel che realmente è: il Figlio di Dio. Si apre una nuova strada alla vita degli uomini.
L’umanità nuova di Cristo viene comunicata anche oggi a chi Lo incontra. Accade nel momento del Battesimo: una radice nuova viene piantata per crescere e maturare nel buon terreno della Chiesa.

Nelle Messe di questa Domenica facciamo memoria del
nostro Battesimo. All’inizio della Messa l’atto penitenziale
viene sostituito dall’aspersione con l’acqua battesimale.
Al Credo rinnoviamo le promesse battesimali.



6 Gennaio 2008
Epifania del Signore Domenica
“I Magi, entrati nella casa,
videro il Bambino e sua Madre,
si prostrarono e lo adorarono”

Il BAMBINO GESU’ è il Dio
Salvatore di tutti gli uomini.
Giornata
dell’Infanzia missionaria
Si conclude il tempo del Natale così prezioso perché ci ha
presentato Gesù nella bellezza
della sua umanità: Dio si mostra a noi in un Bambino.
Natale ha visto rianimarsi anche
la nostra comunità con la Novena, la liturgia natalizia, la festa.
Anche noi siamo stati un piccolo presepio dove è venuto il Signore.
Ringraziamo anche
per le vacanze e per tante
occasioni di incontro e di carità.



16 Dicembre 2007
Terza DOMENICA di Avvento

Letture della Messa

Isaia 35,1-10; Giacomo 5,7-10; Matteo 11,2-11

Accendiamo la TERZA CANDELA dell’Avvento

Numero 42/1089

In cerca di Gesù

“Sei tu colui che deve venire o dobbiamo
aspettare un altro ?”
E’ la domanda dei discepoli di Giovanni
Battista a Gesù. Seguendo l’esperienza della nostra vita, noi sappiamo che Gesù è la
risposta alla nostra attesa di vita, al nostro bisogno di compagnia, al nostro desiderio
di felicità. Ci resta solo da cercarlo lì dove lo
possiamo trovare: nella vita della Chiesa.




2 Dicembre 2007

Inizia il nuovo Anno Liturgico
Anno A, primo del ciclo di tre anni ABC

Inizia l’Avvento con la

Prima Domenica

Letture della Messa:
Isaia 2,1-5; Romani 13,11-14
Vangelo di Matteo 24,37-44

Accendiamo la prima candela dell’Avvento
Numero 40/1087


AVVENTO è SPERANZA

Si può attendere solo uno che già conosci
oppure uno che il tuo cuore desidera

L’Avvento è la stagione della Speranza
annunciata nella nuova Enciclica del Papa

Viene Colui che desideriamo

Maria è l’aurora che annuncia il
Sole nascente, Gesù che viene.
IMMACOLATA CONCEZIONE cioè concepita e nata
già libera dal peccato originale
e santa in tutta la sua vita.
Festeggiamo Maria Immacolata
Madonna dell’Avvento
Sabato 8 Dicembre


25 Novembre 2007 - Festa di CRISTO RE - Numero 38/1085

Letture della Messa: 2 Samuele 5,1-3; Colossesi 1,12-20; Luca 23,35-43

Questo Re salva il mondo

Ci lamentiamo con chi ci governa, ma dopo cadiamo nelle mani di tante cose stupide che passano attraverso Tv e mode, ci ingannano e non soddisfano la vera esigenza del cuore. Allora diciamo che il mondo va male e qualcuno si chiude in se stesso, rimanendo solo.
Ma stare soli non soddisfa la vita. E’ meglio avere Qualcuno da guardare, da seguire. Qualcuno che ti vuol bene e risponde al nostro bisogno di infinito. Gesù, il Re della vita, ti ama e perdona. E’ grande grazia incontrarlo nella compagnia della Chiesa.



18 Novembre 2007 - Domenica 33.a anno C - Numero 38/1085

Letture della Messa: Malachia 3,19-20; II.a Tessalonicesi 3,7-12; Luca 21,5-19

La promessa di un mondo nuovo

Sta per finire l’anno liturgico, segno del compimento della vita umana e di tutta la storia del mondo.
Nel Vangelo Gesù dice:
“Di tutto quello che ammirate, non resterà pietra su pietra che non venga distrutta…
Si solleverà popolo contro popolo e vi saranno di luogo in luogo terremoti, carestie e pestilenze e segni grandi dal cielo…
Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno; sarete odiati da tutti per causa del mio nome: questo vi darà occasione di rendere testimonianza”.

Siamo avvertiti:
- la nostra vita è fragile, come tutto quanto esiste; ne nasce un impegno a fare cose buone, come dice Paolo nella prima lettura: “Mangiate il vostro pane lavorando in pace”.
- è il tempo della testimonianza:
la nostra certezza su Gesù va vissuta con libertà in tutte le circostanze e davanti a tutti.
Diceva un amico tornato recentemente dalla Palestina che alcuni cristiani, esortati a non esporsi troppo con la loro fede, rispondevano: “Noi siamo contenti di essere chiamati a condividere la passione di Crsto


11 Novembre 2007 - Domenica 32.a anno C - Numero 37/1084

Letture della Messa: 2 Maccabei 7,1-2.9-14; 2 Tessalonicesi 2,16-3,5; Luca 20,27-38

Dove andiamo a finire ?

C’è chi ammazza e chi si ammazza, chi vive alla giornata buttandosi via senza gusto e senza senso.
Eppure tutti desideriamo vivere ed essere contenti.
Qual è il senso della vita per oggi e per domani ? Senza Gesù ci smarriamo nel bosco delle illusioni.
Gesù ci accompagna a capire che la nostra vita vale per il tempo e per l’eternità. Il nostro Dio è il Dio dei vivi: dà valore ad ogni azione, apre alla speranza, fa ricominciare ogni giorno perché niente è inutile; apre i confini del tempo oltre la morte verso una felicità che non ha termine. Grazie, Gesù.

Preghiamo per i DEFUNTI

Vale la pena pregare per i Defunti ! I Defunti vengono affidati alla preghiera della comunità scrivendo il loro nome nell’apposito foglietto. L’offerta che si può accompagnare è un’opera di carità in suffragio delle anime del Purgatorio, perché arrivino al più presto alla gioia del Paradiso. Possiamo pregare per i
Defunti in ogni Santa Messa e particolarmente al Mercoledì ore 8,30.




IL SUFFRAGIO AI DEFUNTI

- Questa Domenica 4 Novembre alla Messa delle ore 11,15
preghiamo per tutti i parrocchiani Defunti in particolare per coloro che sono morti negli ultimi dodici mesi.

- Anche in tutti i Mercoledì dell’anno alla Messa delle ore 8,30 preghiamo per tutti i Defunti. Nei Mercoledì di Novembre ricorderemo di volta in volta i Defunti di quest’ultimo anno.

- Il suffragio per i Defunti, con la preghiera e le opere di carità, li aiuta nella purificazione del Purgatorio, perché arrivino al più presto alla gioia del Paradiso. La S.Messa celebrata per i Defunti è la più gran de opera di suffragio; nella ‘comunione dei santi’ aiutiamo i Defunti attraverso l’offerta del Sacrificio eucaristico.



4 Novembre 2007 - Domenica 31.a anno C - Numero 36/1083

Letture della Messa: Sapienza 11,22-12,2; II.a Tessalonicesi1,11-2,2; Luca 19-1-10

L’uomo che voleva vedere Gesù

Era un uomo curioso, e voleva vedere chi era Gesù.
Era un uomo piccolo e salì sopra un albero perché
voleva vedere Gesù. Gesù chiamò per nome Zaccheo e si invitò a pranzo a casa sua. Una grazia inaudita.
Una grazia che oggi accade anche a noi.
Diciamo sì Gesù: “Vieni a casa nostra. Anche noi veniamo a casa tua e siamo tuoi ospiti”.
L’incontro con il Signore Gesù cambia la vita e ci rende finalmente lieti, laboriosi, generosi. Soprattutto e sempre, ci perdona e ci rimette in piedi.




La nostra Chiesa
luogo dedicato a Dio:
come la nostra vita

Undici anni fa, Domenica 27 Ottobre 1996, la nostra Chiesa è stata ‘consacrata’ con l’unzione delle dodici croci. Un luogo di Dio, e quindi per il suo popolo. Un luogo dove Cristo raduna i suoi discepoli, coloro che sono suoi o desiderano diventarlo.
Anche noi siamo consacrati a Cristo, nel Battesimo, nel Matrimonio. Anche noi siamo casa del Signore, luogo in cui Egli abita e si rende presente nel mondo.

Giovedì 1 Novembre
Festa di TUTTI I SANTI

Orario Festivo SS.Messe

- Alla Messa delle ore 11,15
sono invitati i bambini della Scuola Materna, con i Genitori.
- Alle ore 15,30 preghiera in Cimitero,
con il Vescovo

Venerdì 2 Novembre,
Commemorazione dei DEFUNTI

Orario feriale SS.Messe


Domenica prossima 4 Novembre
alla Messa delle ore 11,15
pregheremo per tutti i parrocchiani Defunti e ricorderemo in particolare coloro che sono morti negli ultimi dodici mesi.

In tutti i Mercoledì dell’anno
alla Messa delle ore 8,30
preghiamo per tutti i Defunti.
Nei Mercoledì di Novembre
ricorderemo di volta in volta i
Defunti di quest’ultimo anno


Il servizio di Don DAMIANO

+ Il nuovo Diacono Damiano ha avuto dal Vescovo alcuni incarichi, oltre al fatto che sta completando il corso di studio in vista del sacerdozio: cooperatore a San Giacomo, Vice assistente diocesano dell’Acr, collaboratore per le vocazioni.
+ Oggi entra a S.Giacomo il nuovo parroco, don Luigi Dalle Nogare, mentre don Danilo è il nuovo direttore della Casa di Esercizi di S.Anna.
+ Don Simone Zocca domenica prossima entrerà come parroco a Brondolo.
Accompagniamo tutti con la nostra preghiera.

La nostra Settimana:

Lunedì ore 9 Pulizie della Chiesa e di aule del pianterreno
ore 21 Rinnovamento nello Spirito: preghiera in Chiesa
Martedì ore 15 Incontro per genitori, adulti, donne
Mercoledì ore 19,15 S.Messa proposta da Comunione e Liberazione
Venerdì ore 9 Accoglienza Caritas
ore 16,45 Coretto dei ragazzi
ore 15,30 Gruppo Missioni ‘Madre Teresa

Venerdì ore 21 a San Giacomo Veglia di preghiera per le Missioni
Domenica prossima:
Giornata Missionaria Mondiale

Domenica 21 Ottobre ore 15,30 Comunione e Liberazione
della Diocesi invita all’Inizio Anno al Palasport di Rosolina

Oggi viene battezzato TAMMEO NICOLA
Sabato si sono sposati FURLAN MICHELE e BULLO STEFANIA


CATECHISMO dei RAGAZZI

III Elementare: Lunedì ore 16,45
IV Elementare: Mercoledì ore 17
V Elementare: Lunedì ore 16,45
I Media: Lunedì ore 15,45
II Media: Mercoledì ore 15,30
III Media: Lunedì ore 15,30
Per il catechismo dei ragazzi di Seconda Elementare
primo incontro con i Genitori dei ragazzi Martedì ore 15

Credo – Crediamo - Amen

Tre parole fondamentali:
Credo cioè mi fido, accolgo, mi appoggio.
Crediamo insieme nella grande fraternità della Chiesa, in unità con la sua fede e con la sua tradizione.
Amen: così è. E’ la roccia sulla quale poggia la nostra vita.

Questo è il contenuto dell’incontro di catechismo di martedì scorso


23 Settembre 2007 - Domenica XXV anno c - Numero 30/1077

Letture della Messa: Amos 8,4-7; I.a Timoteo 2,1-8; Luca 16,1-13


Il vescovo convoca
oggi alle ore 16 in cattedrale
la comunità diocesana
per l’inizio del nuovo
anno pastorale
Vangelo della Domenica

“Il padrone lodò quell’amministratore disonesto perché aveva agito con scaltrezza”: non la disonestà ma la scaltrezza viene lodata. Il Vangelo di questa domenica entra nella vita: l’intelligenza del vivere, l’uso del tempo, delle ricchezze, delle cose anche piccole, del cuore e della mente. Tutto è vostro e voi siete di Cristo. Alla ripresa del lavoro, dello studio, del nuovo anno pastorale, è un richiamo opportuno….





I Santi dell’Estate

Dopo l’apostolo Tommaso il 3 luglio, il Beato Piergiorgio Frassati il 4 luglio, Santa Maria Goretti il 6, questa settimana è la volta di San Benedetto, fondatore del monachesimo e ricostruttore dell’Europa l’11 luglio,
e poi di San Camillo de Lellis, inventore dei moderni ospedali il 14.
I santi sono per noi il segno di una nuova umanità nata dal cristianesimo.




Numero 26/1074 - Telefono 041.4967058
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1 Luglio 2007 - XIII Domenica anno C

Letture della Messa: i° Re 19,16.19-21; Galati 5,1.13-18; Luca 9,51-62
Sulla strada di Gesù

Alcune persone hanno un bellissimo
desiderio: vogliono seguire Gesù; capiscono che Lui è il senso della vita.
Ma poi finiscono per tirar fuori scuse e così perdono l’occasione della vita.
E’ bello seguire Gesù, che troviamo e seguiamo nella grande compagnia e
autorevolezza della Chiesa


Numero 25/1074 - Telefono 041.4967058
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24 Giugno 2007 - San Giovanni Battista

Letture della Messa del giorno: Isaia 49,1-6; Atti 13,22-26; Luca 1,57-66.80

Accogliamo con gioia il Vescovo
Dino De Antoni che celebra oggi
in parrocchia la Messa delle ore 9,30
nella festa del nostro Patrono

San Giovanni Battista

La sua nascita è stata voluta da Dio
per affidargli la missione di preparare
la via a Gesù e indicarlo presente

Questo è anche
il compito della Chiesa e di
ogni cristiano
dei genitori e
degli educatori.
Domandiamo la grazia di farci accompagnare in questa missione.


Vangelo della Domenica:

Gesù perdona la donna
peccatrice dicendo:
“Le sono perdonati i suoi
molti peccati perché ha
molto amato”.
Amiamo Gesù, amiamo la
Chiesa, amiamo il prossimo:
è la strada per essere accolti e perdonati dal Signore.



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10 Giugno 2007 - CORPUS DOMINI

Letture della Messa : Genesi 14,18-20; I.aCorinti 11,23-26; Luca 9,11-17

Festa del Corpus Domini
Gesù che passa

Gesù nell’Eucaristia
è il cuore della Chiesa
il centro vitale di una comunità
l’amore vivo di ogni cristiano

Ore 8,30: Processione eucaristica

Percorreremo la strada principale in direzione di Chioggia
fino al campo tra i numeri 34-52-60-112-134-150; rientreremo in Chiesa dove verrà celebrata la Messa alle ore 9,30 e poi alle 11,15.

Questo è il grande miracolo di Gesù:
rendersi presente tra coloro che lo credono e lo accolgono,
fino a diventare compagno di strada e cibo della vita.
Senza Gesù la nostra vita è vuota.
Senza l’Eucaristia non possiamo vivere.






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3 Giugno 2007 - Santissima TRINITA’

Letture della Messa del giorno: Atti 2.1-11; Romani 8,8-17; Giov 14,15-26



27 Maggio 2007 - PENTECOSTE

Letture della Messa del giorno: Atti 2.1-11; Romani 8,8-17; Giov 14,15-26
Senza il dono dello Spirito
non arriviamo a comprendere Gesù,
non possediamo il senso
della vita,
non abbiamo
la forza
di vivere, amare, e sperare.

Lo Spirito Santo è la Terza
Persona della Santissima
Trinità, Dio
insieme con il Padre e il Figlio, Amore che unisce il Padre e il Figlio e viene effuso nel cuore degli uomini.






Per EDIFICARE la CHIESA
Numero 19/1068 - Telefono 041.4967058
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13 Maggio 2007 - Domenica Sesta di PASQUA

Letture della Messa: Atti 15,1-2.22-29; Apoc. 21,10-14.22-23; Giov.14,23-29


“Se uno mi ama
osserverà la mia parola
e il Padre mio
lo amerà e noi
verremo a lui e
faremo dimora presso di lui”

Parola di Gesù
nel Vangelo
di questa domenica


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29 Aprile 2007 - Domenica Quarta di PASQUA

Letture della Messa: Atti 13,43-52; Apocal. 7,9.14-17; Giovanni 10,27-30
Io sono
il Buon
Pastore

Le mie
pecore
ascoltano
la mia voce
La vocazione è….

La tua vita per la sinfonia del Sì

La Chiesa è una grande orchestra con una sinfonia di voci. Ci vogliono tutte: quella dei preti e quella dei giovani, quella dei papà e mamme e quella dei ragazzi, dei catechisti e delle suore, dei monaci e degli operai. Nella Chiesa non esiste il ‘fai da te’, ciascuno è chiamato a ‘essere e fare con’...
E la tua vita, quale strumento suona per questa grande sinfonia ?
Quale SI’ per la grande orchestra di Dio, nella grande opera della Chiesa !?





8 Aprile 2007 - Domenica di PASQUA CRISTO

E’ RISORTO

ricomincia la vita

Il mondo gira per il suo verso, e offre promesse che non donano felicità.
La nostra speranza è Gesù, più forte di ogni male e di ogni morte.
Gesù è presente tra noi nella Chiesa.
Ci fa vivere con i suoi sacramenti, dal Battesimo al Matrimonio,
dalla Confessione all’Eucaristia.
Ci segna la strada con la parola del Vangelo, ancora viva ed efficace
attraverso la parola del Papa e dei pastori uniti con lui.
Stiamo con Gesù, nella Chiesa. E’ la nostra vita.
E’ la speranza su cui possiamo sempre contare.

Domenica di
PASQUA


RISURREZIONE del SIGNORE

Sante Messe ore 7,30 - 9,30 - 11,15 - 18,30


Lunedì di Pasqua

Sante Messe ore 9,30 - 11,15 - 18,30

Il tempo pasquale si prolunga per cinquanta giorni,
fino alla festa di Pentecoste.
Nei giorni di questa settimana di Pasqua il Vangelo della
Messa ci presenta le varie apparizioni di Gesù risorto.
Le prossime domeniche ci mostrano Gesù
presente tra gli apostoli e vivo nella Chiesa.

Il tempo pasquale si incrocia con alcune belle occasioni:
il pellegrinaggio a Roma della diocesi
e della nostra parrocchia, l’adorazione eucaristica,
il mese di Maggio con la preghiera alla Madonna ,
la Messa della prima Comunione il 20 maggio






6 Gennaio 2007, EPIFANIA del SIGNORE

Letture della Messa: Isaia 60,1; Efesini 3,2-3.6-6; Matteo 2,1-1-12

Domenica 7 Gennaio 2007, BATTESIMO del SIGNORE

Letture Messa: Isaia 40,1-5.9-11; Tito 2,11-14;3,4-7; Luca 3,15-16.21-22

GESU’ nato a Betlemme
si manifesta ai Magi
a Giovanni Battista
al popolo e a noi
per quel che è:
il FIGLIO di DIO fatto uomo
l’UOMO NUOVO
il SALVATORE del mondo



Per edificare la Chiesa - Speciale Natale 2006
L’unico vero regalo natalizio
è Gesù

Corre il Natale per strade e negozi.
Montano le iniziative per le vacanze: una serata insieme, un viaggio, la montagna, una gita con familiari e amici.
Il Natale ci concede una pausa di distensione, un respiro di riposo, un’apertura di familiarità con persone vicine o lontane. Ma non è per una fuga dalla realtà. Non vogliamo rifugiarci in un bel mondo di fantasie intrecciate di luci filanti. Non vogliamo scappare via dalla vita.
Il Bambino Gesù è entrato nella vita, nella nostra vita umana. Ha percorso l’intero tragitto dell’umana esistenza, ha gustato il pane fatto in casa e ha affrontato il lavoro, si è aperto
all’amicizia e si è spalancato alla gioia di un rapporto profondo e unico con Dio Padre. E’ andato incontro alla sofferenza, concedendosi all’amore più grande.
Il cristianesimo è questo: un fatto accaduto in un uomo di nome Gesù. Un uomo riconosciuto, amato e seguito da tanti uomini e donne.
Il nostro Natale è un Bambino ancora presente, di nome Gesù. L’unico vero regalo di Natale è Gesù. Il Dio Bambino, che amiamo.
don Angelo


26 Novembre 2006, Festa di CRISTO RE DELL’UNIVERSO

Letture della Messa: Daniele 7,13-14; Apocal1,5-8; Giovanni 18,33-37
Dice Gesù: Io sono re
Per questo sono nato e sono venuto nel mondo
per rendere testimonianza alla verità

“Guardate quanti padroni hanno quelli che non vogliono
avere l’unico Signore” (Sant’Ambrogio)

Oggi, a conclusione dell’anno liturgico, ringraziamo il Signore per il dono della fede e della sua amicizia, e rinnoviamo il desiderio e la promessa della nostra fedeltà a Lui.



12 Novembre 2006, Domenica XXXII durante l’anno B

Letture della Messa: I Re 17,10-16; Ebrei 9,24-28; Marco 12,38-44
Un gesto da nulla...
ed è Vangelo

Una povera vedova fa una piccola offerta al tempio.
Gesù la nota e dice:
“Questa donna ha dato tutto quello che aveva. Fate anche voi così”.
Cos’è la carità ? E’ il dono di sé.
Questo è ciò di cui gli altri hanno bisogno: di qualcuno che li guardi e li ami realmente senza interesse.
E’ l’amore di Gesù verso di noi, che ci dona la sua amicizia, ci perdona e ci accoglie, e ci unisce insieme in una comunità di fratelli.



29 ottobre 2006, Anniversario DEDICAZIONE della CHIESA

Letture della Messa: Isaia 56,1.6-7; 1Cor 3,9-11. 16-7; Giov 2, 13-22
La CASA di DIO nel QUARTIERE

Una casa edificata accanto alle nostre case: si dice parrocchia.
Un tempio dove il Signore abita sacramentalmente per generare i suoi figli e per costruire l’unità del suo popolo. Un luogo fisico di unità, di appartenenza, che sostiene la nostra identità cristiana.
Noi stessi uniti
a Gesù formiamo il tempio della
sua presenza nel mondo:
unità di fede, carità, missione

Oggi celebriamo la memoria della consacrazione della nostra Chiesa, avvenuta il 27 Ottobre 1997.
In Chiesa nuova siamo entrati il 26 maggio 1990, con tanti lavori da completare. Il popolo cristiano che abita nel quartiere di Borgo San Giovanni riconosce di avere una Chiesa bella e accogliente,
tempio di Dio che consacra l’amore tra uomo e donna nel sacramento del Matrimonio; qui i figli vengono inseriti nella Chiesa con il Battesimo; qui troviamo la misericordia del Signore nella Confessione, e ci riuniamo insieme nella Messa per partecipare alla comunione con il suo Corpo
La Chiesa è diventata il centro del quartiere, punto di accoglienza
per le persone e tante attività.
Soprattutto, la Chiesa ci richiama
il centro e il cuore della vita:
Gesù vivo tra noi, nostra vita e
nostra speranza.


GIORNATA
MISSIONARIA
MONDIALE

La carità
anima della missione

La missione, se non è orientata dalla carità, se non scaturisce cioè da una profondo atto di amore
divino, rischia di ridursi a mera
attività filantropica e sociale
Servire il Vangelo non va considerata un’avventura solitaria, ma impegno condiviso di ogni comunità. Accanto a coloro che sono in prima linea sulle frontiere dell’evangeliz-zazione - e penso con riconoscenza ai missionari e alle missionarie - molti altri, bambini, giovani e
adulti con la preghiera e con la
loro cooperazione in diversi modi contribuiscono alla diffusione del Regno di Dio sulla terra.
Dal Messaggio del Papa





10 Settembre 2006, Domenica XXIII durante l’anno B
Letture della Messa: Isaia 35,4-7;Giacomo 2,1-5; Marco 7,31-37

Ha fatto bene ogni cosa:
Fa udire
i sordi e
parlare i muti

Colpisce nel Vangelo
il contatto fisico di Gesù con il sordomuto, per guarirlo.
Gesù ci incontra non in
modo astratto, ma concreto e
reale, attraverso la Chiesa e i suoi sacramenti, in un rapporto
umano personale e amico.
E’ interessante anche rilevare che il sordomuto arriva a
Gesù non da solo, ma
condotto dalla folla: tutti insieme poi lodano stupìti il Signore.
Come noi oggi...



Noi crediamo in

UN SOLO DIO

IN TRE PERSONE:

PADRE
FIGLIO
SPIRITO SANTO

che sono la
SANTISSIMA TRINITA’

DIO è
COMUNIONE
di PERSONE

Dio è Amore

DIO ci ha creati
come figli
a sua immagine
e somiglianza.



14 Maggio 2006 - Quinta Domenica di PASQUA Anno B

Letture della Messa: Atti 9,26-31; I.a Giov. 3,18-24; Giovanni 15,1-8



Settimana Santa
Triduo Pasquale

GIOVEDI’ VENERDI’ SABATO

13-14-15 Aprile 2006

GIOVEDI’ SANTO

ore 9,30 in cattedrale : Messa del Sacro Crisma

ore 18,30 Santa Messa dell’ ULTIMA CENA
Lavanda dei piedi agli Apostoli
Portiamo in chiesa le cassettine delle missioni

VENERDI’ SANTO

ore 8,30 In Cattedrale, Ufficio di Letture e Lodi

ore 15 Liturgia della CROCE

ore 21 Via Crucis a Chioggia dalla Cattedrale a San Domenico

Ci uniamo alla Passione e Morte del Signore con il digiuno (18-60 anni),
l’astinenza dalle carni (dai 14 anni) e altre forme di penitenza

SABATO SANTO

ore 8,30 In Cattedrale, Ufficio di Letture e Lodi

ore 23 Grande VEGLIA Pasquale

con la Messa di RISURREZIONE

Benedizione del fuoco nuovo all’esterno della Chiesa,
Processione in Chiesa, Preconio pasquale,
Liturgia eucaristica con il
Battesimo di Sambo Aurora e Infantino Monica

DOMENICA di PASQUA

nella RISURREZIONE del SIGNORE

Sante Messe ore 7,30 - 9,30 - 11,30 - 18,30

Lunedì di Pasqua: Sante Messe ore 9,30 - 11,30


quaresima

Quaranta giorni
per guardare Gesù
e seguirlo
nella Chiesa

ASCOLTO e SILENZIO
per vivere la Quaresima

Domenica prossima 12 Marzo

Mattinata di Ritiro

Ore 9,30: Incontro nel salone del pianterreno
Riflessione proposta da don Alfredo Mozzato
Segue un tempo di silenzio e preghiera in Chiesa

Ore 11,30: Partecipiamo insieme alla Santa Messa

Sono invitati tutti gli adulti, particolarmente
i genitori dei ragazzi del catechismo

I ragazzi più piccoli vedranno un film alle ore 9,30
e poi parteciperanno
con i genitori alla Messa delle ore 11,30

Tanta gente quanta la Notte di Natale;
forse anche di più.
Così nel primo giorno di Quaresima, il
Mercoledì delle
Ceneri, il popolo
cristiano ha seguito il profeta Gioele:
“Radunate il popolo, indite un’assemblea, chiamate i vecchi, riunite i fanciulli, i bambini lattanti…”
Di giorno in giorno,
di domenica in domenica, seguiamo il Signore Gesù nel cammino che ci conduce alla Pasqua.



MERCOLEDI’ delle CENERI

Inizia il sacro tempo della Quaresima
Tutta la comunità si trova riunita alle ore 18,30
per la Messa e l’imposizione delle ceneri
Viene consegnato il programma della Quaresima

Oggi e nei Venerdì di Quaresima la Chiesa ci invita all’astinenza dalle carni (dai 14 anni). Oggi ci invita anche al digiuno (dai 18 anni):
potremo fare un unico pasto e due refezioni leggére



...a Messa
intera...

Preziosa la Messa, come l’oro.
Chi ne perderebbe anche
solo un grammo ?
Preziosa la Messa, come l’acqua.
Chi ha sete non lascerebbe
cadere neanche una goccia.
Preziosa la Messa,
come un’amicizia vera.
Chi la snobberebbe ?
Partecipando alla Messa
sei come all’Ultima Cena,
come sotto la Croce di Cristo,
come nel Cenacolo quando
appare Cristo risorto...

...Arriveresti in ritardo ???



Tempo
ordinario
come la vita

L’anno liturgico, che
segna la vita del cristiano, vive di tempi grandi, come le recenti feste del Natale, e di tempi ordinari lungo i quali scorre la nostra vita in paragone con la vita di Gesù.
Si è cristiani ogni giorno, dentro le cose normali come lavoro, studio, famiglia; come la gioia e la sofferenza, la stanchezza e il riposo, gli affetti e le attese.
Gesù è vivo, è con noi, vive la nostra vita nella grande compagnia della Chiesa, dove troviamo persone, parole, sacramenti, e tutto quello che la grazia di Dio ci dona

Domenica 2 anno B, 15 Gennaio 2006
TUTTO
E’ COMINCIATO LI’…

Due giovani amici e un desiderio di risposta.
Un fiume, un profeta che grida.
Un uomo passa e il profeta
lo mostra: “Eccolo, è lui”.
I due amici lo seguono.
Lui si volta e chiede:
“Che cercate ?”.
“Maestro, dove abiti ?”
Risponde: “Venite e vedete”.
Andarono, videro dove abitava, si fermarono tutto il giorno.
Il giorno dopo tornarono.
E anche i giorni seguenti.
E’ cominciato tutto così.


I giorni del NATALE

25 Dicembre, NATALE del SIGNORE
SS.Messe ore 7,30 - 9,30 - 11,30 - 18,30

26 Dicembre Lunedì, S. Stefano: SS.Messe ore 9,30 - 11,30 - 18,30

Martedì 27, San Giovanni Apostolo ed Evangelista
Mercoledì 28, Santi Innocenti
ore 19.15: Messa proposta da Comunione e Liberazione
Giovedì 29, San Tommaso Becket, vescovo e martire
Venerdì 30, Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe

Sabato 31 Dicembre ore 18,30
S. Messa con Te Deum di ringraziamento

1 Gennaio 2006, Maria Santissima Madre di Dio
SS.Messe ore 7,30 - 9,30 - 11,30 - 18,30

Lunedì 2 Gennaio, S.Basilio Magno e S.Gregorio Naziazeno
vescovi e dottori della Chiesa
Martedì 3, Mercoledì 4(ore 19,15: Messa proposta da CL), Giovedì 5

Venerdì 6 Gennaio, Epifania del Signore
SS.Messe ore 7,30 - 9,30 - 11,30 - 18,30

Domenica 8 Gennaio, Battesimo del Signore
SS.Messe ore 7,30 - 9,30 - 11,30 - 18,30

Alle Messe di questa Domenica partecipa
un missionario della Fraternità di San Carlo



BUON NATALE

del

SIGNORE GESU’

Riconosciamo e accogliamo
Gesù, Signore della vita
Salvatore dell’uomo

Il Verbo
si è fatto carne


“Non significa che smise
di esser Verbo
per divenire carne mortale,
ma che la carne
si unì al Verbo per
non essere più mortale”

S.Agostino


Domenica Quarta di Avvento, 18 Dicembre 2005
Maria ci conduce
al Natale

Ancora il racconto dell’Annunciazione, con il SI’ di Maria,
la Madre Vergine.
Il suo SI’ diventi il
nostro perché Cristo sia nuovamente
presente nella nostra città e nella nostra casa.




Giovedì 8 Dicembre Festa dell’IMMACOLATA

Maria, concepita Immacolata,
è senza peccato e piena di grazia

Il Sì di Dio: ogni grazia viene da Dio, anche
la vita, anche la fede, anche la purezza del
cuore. E’ la libertà di Dio.
Il Sì di Maria: ogni grazia va accolta, ricevuta, domandata. E’ la libertà di Maria, la libertà di
ogni persona umana
La Festa dell’Immacolata, con l’avvenimento
della Annunciazione, racconta l’incontro della libertà di Dio con la libertà di Maria.
Il frutto è Gesù.
Benedetto il frutto del tuo seno!



AVVENTO, la speranza

Al termine della strada, non c’è la strada, ma il traguardo.
Al termine della scalata, non c’è la scalata, ma la cima.
Al termine della notte, non c’è la notte, ma l’aurora.
Al termine dell’inverno, non c’è l’inverno, ma la primavera.
Al termine della morte, non c’è la morte, ma la vita.
Al termine della disperazione, non c’è la disperazione,
ma la speranza.
Al termine dell’umanità, non c’è l’uomo, ma l’Uomo-Dio.
Al termine dell’Avvento c’è il Natale.






27 Novembre 2005 - Prima Domenica di Avvento, anno B
Letture della Messa: Isaia 63,16-17.19;64,1-7; I° Corinti 1,3-9; Marco 13,33-37

Cristiani, popolo che sa attendere
e sperare

Chi vive il presente e vede
un futuro, sa ancora sperare.
Noi abbiamo una vita nella quale sperimentiamo che il Signore
è con noi e ci ama.
Noi abbiamo un futuro carico delle promesse di Dio.
Siamo al mondo con un significato, dentro un amore che prende tutta
la nostra vita.
L’Avvento ci dice che Gesù viene
ancora. Per noi.





Oggi ricordiamo tutte le
persone che sono morte nell’ultimo anno nella nostra comunità parrocchiale.
Le affidiamo al Signore nella Messa delle ore 11,30.
Anche nella Messa
del Mercoledì ore 8,30
ricordiamo i defunti che
vengono affidati alla preghiera dell’intera comunità

Domenica 29.a - 16 Ottobre 2005
VANGELO

“Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”

“Vogliamo essere i padroni della creazione e della vita in prima persona e da soli… Dio ci è d’intralcio. O si fa di Lui una semplice frase fatta. Egli viene
negato del tutto, bandito dalla vita pubblica, così da perdere ogni significato…”
Così dice Benedetto XVI.
Ma quale società nasce dove Dio è negato e messo ai margini della vita ?
A chi va bene una società senza Dio ?



Cantiamo il Gloria
Per Domenica prossima 23 Ottobre invitiamo i parrocchiani che vengono alla Messa delle 11,30 ad anticipare di un quarto d’ora: impareremo il Gloria gregoriano che canteremo poi nella Messa.


Domenica 29.a
VANGELO

“Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”

“Vogliamo essere i padroni della creazione e della vita in prima persona e da soli… Dio ci è d’intralcio. O si fa di Lui una semplice frase fatta. Egli viene
negato del tutto, bandito dalla vita pubblica, così da perdere ogni significato…”
Così dice Benedetto XVI.
Ma quale società nasce dove Dio è negato e messo ai margini della vita ?
A chi va bene una società senza Dio ?



Un Santo
per noi

La nascita di Giovanni Battista rappresenta una cosa nuova nel mondo. Dio agisce sempre insieme agli uomini.
Anche per mostrare al mondo il suo Figlio Gesù, Dio chiama un nuovo profeta, Giovanni Battista, che nasce in modo prodigioso dal padre anziano, Zaccaria, e dalla madre sterile, Elisabetta.
La vita è una vocazione.
Dio chiama a vivere,
chiama a un compito.
Non c’è niente di meglio e di più utile del rispondere a quello che Dio ci chiama ad essere e a fare.



Orario delle MESSE

Festivo: ore 7,30 – 9,30 – 11,30 – 18,30 Sabato e Vigilie: 18,30

Feriale ore 8,30 – 18,30

Dal 27 Giugno a metà Settembre nei giorni feriali ci sarà solo la Messa del mattino alle ore 8,30. Al Sabato anche alle 18,30.





In questa domenica vengono battezzate 5 bambine:

DE ROSSI MARISTELLA, VIVIANI ALENA, CASER LAURA, SALVAGNO SERENA, PENZO VITTORIA.
Il numero dei bambini battezzati finora nel 2005 sale così a 27.
Nell’intero anno 2004 erano stati battezzati complessivamente solo 21 bambini !!!

In questa settimana abbiamo celebrato la Messa funebre per il nostro fratello
VARAGNOLO GIOVANNI,
di anni 70.



Orario delle MESSE

Festivo: ore 7,30 – 9,30 – 11,30 – 18,30 Sabato e Vigilie: 18,30

Feriale ore 8,30 – 18,30

Dal 25 Giugno a metà Settembre nei giorni feriali ci sarà solo la Messa del mattino alle ore 8,30. Al Sabato anche alle 18,30.





Confessioni
d’estate
I ragazzi durante l’estate sono invitati a confessarsi al
Sabato mattina alle ore 9.

Gli adulti trovano i sacerdoti
Sabato dalle ore 16 alle 19,30
e Domenica mattina, nel tempo tra una Messa e l’altra.


TRIDUO PASQUALE
SETTIMANA SANTA

TRIDUO PASQUALE


Giovedì, Venerdì, Sabato








Il cristianesimo è un fatto accaduto

Un uomo di nome Gesù potente in parole ed opere
condannato a morte e crocifisso deposto nel sepolcro
risuscitato il terzo giorno.
Egli è vivo, ci fa vivere, ci convoca nella Chiesa.

La Chiesa ripercorre gli ultimi tre giorni della vita del Signore Gesù.
Sono i giorni più decisivi per la storia del mondo,
sono i giorni più importanti della vita dei cristiani

Giovedì Santo


Ore 9,30: Messa del Sacro Crisma, in cattedrale

Il Triduo Pasquale ha un preludio la mattina del Giovedì santo, quando il Vescovo con tutti i sacerdoti della diocesi riuniti in Cattedrale consacra gli Olii Santi: il sacro Crisma per il Battesimo, la Cresima, l’Ordine Sacro; l’Olio dei Catecumeni per il Battesimo; l’Olio degli Infermi per i malati. I sacerdoti e i consacrati rinnovano la loro promessa di fedeltà al Signore.
Gli Olii consacrati verranno presentati alle comunità parrocchiali nelle Messe dell’Ultima Cena.

Ore 18,30: Messa dell’Ultima Cena

La Messa comincia con il tabernacolo vuoto.
La Chiesa fa memoria della sera nella quale Gesù istituì l’Eucaristia, anticipando nell’offerta del pane e del vino la sua morte e risurrezione.
Cristo è il nuovo agnello immolato per la liberazione del suo popolo, che sostituisce il sangue dell’agnello che segnò l’inizio della liberazione del popolo ebreo dall’Egitto.

Come Gesù ha lavato i piedi ai dodici Apostoli, così anche il celebrante lava i piedi a dodici persone, in segno di servizio e di dono della vita.
All’offertorio i cristiani portano personalmente all’altare l’offerta che è frutto delle loro penitenze quaresimali, a favore dei poveri e delle missioni.

La Messa si conclude con la processione con l’Eucaristia che viene riposta in un luogo riservato, dove alle ore 21 potrà ancora essere adorata.

Il pane consacrato oggi servirà anche per la comunione del Venerdì Santo.



Venerdì Santo

E’ il giorno della morte del Signore, giorno di lutto e di pianto, giorno di penitenza e di condivisone della croce di Cristo, giorno di speranza e di salvezza. La croce di Cristo è la croce gloriosa, che salva il mondo.
Oggi la Chiesa non celebra l’Eucaristia, ma ascolta la passione, contempla la croce, partecipa al corpo del Signore offerto in sacrificio, con la comunione eucaristica.

Ore 15: Liturgia della Croce

La celebrazione inizia nel silenzio. Oggi non si celebra la Messa; l’attenzione è tutta concentrata sulla Croce del Signore.
Il celebrante si stende a terra davanti all’altare. La liturgia si svolge in tre momenti.
Il primo momento comprende le grandi letture di Isaia e dalla lettera agli Ebrei e il racconto della passione del Signore dal Vangelo di Giovanni.
Quindi viene mostrata solennemente la Croce, dapprima velata e poi scoperta. Il popolo cristiano si reca all’altare per adorare e baciare la croce di Cristo, che poi viene riposta sui gradini dell’altare continuare ad essere venerata.
La terza parte comprende la comunione eucaristica, che viene fatta con il pane consacrato nella Messa dell’Ultima Cena.

Oggi ci uniamo alla Passione e Morte del Signore con l’astinenza dalle carni (a cominciare dai 14 anni), con il digiuno (dai 18 ai 60 anni) e altre forme di penitenza e moderazione nel cibo, nei divertimenti, negli spettacoli.


Alle ore 21 partecipiamo alla Via Crucis lungo il Corso di Chioggia
insieme con le altre parrocchie.


Sabato Santo

Il Sabato Santo la Chiesa tace. Gesù è nel sepolcro. La giornata è vuota di ogni celebrazione. Si prega in silenzio e in attesa.

Nella notte comincia la grande

VEGLIA
PASQUALE

Fuori della Chiesa, in una zona buia si accende il fuoco nuovo, al quale viene acceso il cero pasquale, simbolo di Cristo risorto. Anche tutti i fedeli accendono il loro lume, mentre si entra nella Chiesa buia, dove poi vengono accese tutte le luci e si proclama l’annuncio della risurrezione (preconio pasquale) .
Nella seconda parte vengono proclamate le letture che ripercorrono tutta la storia della salvezza, dalla creazione alla liberazione dall’Egitto. Il canto solenne del Gloria annuncia la risurrezione, che viene raccontata nel Vangelo .
Nella liturgia battesimale si cantano le litanie dei santi, viene benedetta l’acqua del Battistero, vengono battezzati i nuovi cristiani e i fedeli sono aspersi con l’acqua del Battesimo.
Dalla risurrezione di Cristo prende inizio una vita nuova.

Nel giorno di Pasqua
la celebrazione solenne delle Sante Messe prolunga per tutta la giornata e poi per tutte le domeniche dell’anno la gioia della
Pasqua e la vita nuova del Signore risorto.




Il cristianesimo è un fatto accaduto

Un uomo di nome Gesù
potente in parole ed opere
condannato a morte e crocifisso
deposto nel sepolcro
risuscitato il terzo giorno.
Egli è vivo, ci fa vivere,
ci convoca nella Chiesa.

Nella Settimana Santa Gesù rivive
in mezzo al suo popolo il mistero della sua Passione, Morte, Risurrezione


Il cristianesimo è un fatto accaduto

Un uomo di nome Gesù
potente in parole ed opere
condannato a morte e crocifisso
deposto nel sepolcro
risuscitato il terzo giorno.
Egli è vivo, ci fa vivere,
ci convoca nella Chiesa.

Nella Settimana Santa Gesù rivive
in mezzo al suo popolo il mistero della sua Passione, Morte, Risurrezione

prova anno liturgico
prova 31.01.2005 lorenzo