EDUCARE IN FAMIGLIA nella società moderna
Relatore VITTORIA MAIOLI SANESE
Martedì 5 maggio ore 21. Teatro San Martino, Sottomarina
Come e perché l’ADORAZIONE EUCARISTICA
Il Concilio Vaticano Secondo ha messo in luce il ruolo singolare che il mistero eucaristico ha nella vita dei fedeli.
Come Papa Paolo VI ha più volte ribadito: «l’Eucaristia è un altissimo mistero, anzi propriamente, come dice la Sacra Liturgia, “il mistero di fede”.
L’Eucaristia, infatti, è alle origini stesse della Chiesa ed è la sorgente della grazia, costituendo un’incomparabile occasione sia per la santificazione dell’umanità in Cristo che per la glorificazione di Dio. In questo senso, da una parte, tutte le attività della Chiesa sono ordinate al mistero dell’Eucaristia e, dall’altra, è in virtù dell’Eucaristia che «la Chiesa continuamente vive e cresce».
Nostro compito è percepire il preziosissimo tesoro di questo ineffabile mistero di fede «tanto nella stessa celebrazione della Messa quanto nel culto delle sacre specie, che sono conservate dopo la Messa per estendere la grazia del Sacrificio» .
Papa Paolo VI ricordava che «la Chiesa Cattolica non solo ha sempre insegnato, ma anche vissuto la fede nella presenza del corpo e del sangue di Cristo nella Eucaristia, adorando sempre con culto latreutico, che compete solo a Dio, un così grande Sacramento»
È opportuno ricordare, al riguardo, le diverse accezioni che il vocabolo «adorazione» ha nella lingua greca e in quella latina. La parola greca proskýnesis indica il gesto di sottomissione, il riconoscimento di Dio come nostra vera misura, la cui norma accettiamo di seguire. La parola latina ad-oratio, invece, denota il contatto fisico, il bacio, l’abbraccio, che è implicito nell’idea di amore. L’aspetto della sottomissione prevede un rapporto d’unione, perché colui al quale ci sottomettiamo è Amore. Infatti, nell’Eucaristia l’adorazione deve diventare unione: unione col Signore vivente e poi col suo Corpo mistico.
Come ho detto ai giovani il 21 agosto 2005: «Dio non è più soltanto di fronte a noi, come il Totalmente Altro. È dentro di noi, e noi siamo in Lui. La sua dinamica ci penetra e da noi vuole propagarsi agli altri e estendersi a tutto il mondo, perché il suo amore diventi realmente la misura dominante del mondo».
In questa prospettiva ricordavo ai giovani che nell’Eucaristia si vive la «fondamentale trasformazione della violenza in amore, della morte in vita; essa trascina poi con sé le altre trasformazioni. Pane e vino diventano il suo Corpo e Sangue. A questo punto però la trasformazione non deve fermarsi, anzi è qui che deve cominciare appieno. Il Corpo e il Sangue di Cristo sono dati a noi affinché noi stessi veniamo trasformati a nostra volta» Stiamo vivendo i giorni della Santa Quaresima. Ricordando tre pratiche penitenziali molto care alla tradizione biblica e cristiana - la preghiera, l’elemosina, il digiuno -, incoraggiamoci a vicenda a riscoprire e vivere con rinnovato fervore il digiuno non solo come prassi ascetica, ma anche come preparazione all’Eucaristia e come arma spirituale per lottare contro ogni eventuale attaccamento disordinato a noi stessi. Questo periodo intenso della vita liturgica ci aiuti ad allontanare tutto ciò che distrae lo spirito e ad intensificare ciò che nutre l’anima, aprendola all’amore di Dio e del prossimo. Papa Benedetto
EUCARISTIA
AL CENTRO
Esiste un legame intrinseco tra la celebrazione e l’adorazione. La Santa Messa infatti è il più grande atto di adorazione della Chiesa e come dice Sant’Agostino: “Nessuno mangia questa carne se prima non l’ha adorata”. L’adorazione al di fuori della Santa Messa prolunga e intensifica quanto è avvenuto nella celebrazione liturgica, e rende possibile un’accoglienza vera e profonda di Cristo.
Molti giovani stanno scoprendo la bellezza dell’adorazione, sia personale che comunitaria. Nella vita di oggi, spesso rumorosa e dispersiva, è più che mai importante recuperare la capacità di silenzio interiore e di raccoglimento: l’adorazione eucaristica permette di farlo non solo intorno all’’io’, bensì in compagnia di quel ‘Tu’ pieno d’amore che è Gesù Cristo, ‘il Dio a noi vicino’. Benedetto XVI
Questa domenica i genitori dei ragazzi di Prima Elementare sono invitati a partecipare alla Messa delle ore 9,30 insieme con i loro figli. Subito dopo Messa si fermano brevemente in Chiesa per concordare alcuni incontri con genitori e figli.
Catechismo dei ragazzi
- Seconda Elementare Lunedì ore 16,45
- Terza Elementare Mercoledì ore 17
- Quarta Elementare Lunedì ore 16,45
- Quinta Elementare Lunedì ore 16,30
- Prima Media Giovedì ore 16,15
- Seconda Media Lunedì ore 15,45
Mercoledì i ragazzi che si
preparano alla Cresima
partecipano a un Ritiro a
S.Anna, dalle ore 9 alle 16.
Venerdì ore 21 in Chiesa
genitori e padrini-madrine: preparazione della Cresima e Confessione.
Domenica 25 Marzo
ore 16,30: Celebrazione del sacramento della Cresima
Oggi dalle ore 16,30 alle 19,
apertura dell’Oratorio parrocchiale.
Catechismo dei ragazzi
- Seconda Elementare Lunedì ore 16,45
- Terza Elementare Mercoledì ore 17
- Quarta Elementare Lunedì ore 16,45
- Quinta Elementare Lunedì ore 16,30
- Prima Media Giovedì ore 16,15
- Seconda Media Lunedì ore 15,45
- Terza Media Mercoledì ore 16
I ragazzi di Terza Media avranno la testimonianza di un giovane. I loro genitori parteciperanno Venerdì alle ore 21 a un incontro in preparazione alla Cresima:
VITA, VITA CRISTIANA, SACRAMENTI.
Domenica 21 ragazzi di III Media e genitori insieme partecipano alla Messa delle
ore 11,30.
Messa delle ore 9,30: oggi è accompagnata da ragazzi e genitori di Seconda Media.
Domenica 21 Gennaio da ragazzi e genitori di IV Elementare, mentre i genitori dei ragazzi di III Elementare si fermeranno 10 minuti in Chiesa dopo la Messa.
Nell’incontro della scorsa
settimana con i catechisti
delle singole classi, abbiamo messo a punto il programma per i prossimi mesi.
Si conclude il ciclo degli Apostoli e si procede con i temi previsti per le singole classi.
Ci sono inoltre varie proposte:
- aiuto allo studio per Medie;
- uscite per le singole classi;
- proiezione di film per ragazzi e famiglie;
- incontri con i genitori.
Il catechismo vive dentro la comunità parrocchiale e la fa vivere.
Cuore di tutto è la celebrazione del’Eucaristia.
Cari catechisti e genitori,
Questa settimana ricominciano gli incontri con i ragazzi.
Potrà essere utile riprendere il significato delle feste di Natale, aiutandoci con le parole che il Papa ha rivolto ai ragazzi di una parrocchia, e con la sua omelia nella Vigilia di Natale.
Se lo volete, si può cominciare o finire l’incontro di catechismo in Chiesa, davanti al presepio.
Inoltre, è il caso che i catechisti di ciascuna classe si incontrino con me appena possibile, per concordare il programma.
Ciao e buon lavoro, don Angelo
Se mamma
e papà vanno
a catechismo
Domenica 15 i
Genitori dei ragazzi di
terza elementare
sono invitati a fermarsi al pianterreno
dopo la Messa delle ore 9,30, per una mezz’oretta
Martedì ore 15 nella sala del pianterreno
c’è il catechismo settimanale per gli adulti, in particolare
mamme e papà.
Argomento:
come il Papa parla
della Chiesa.
Giovedì ore 21
sono invitati i genitori dei ragazzi di
III Media, che stanno avviando la preparazione al Sacramento della Cresima
Catechismo per i ragazzi
per i genitori e gli adulti
Ragazzi
Terza Elementare Mercoledì ore 17
Quarta Elementare Lunedì ore 17
Quinta Elementare Lunedì ore 16,30
Prima Media Giovedì ore 16,30
Seconda Media Mercoledì ore 16
Terza Media Mercoledì ore 16
Adulti in particolare Mamme:
Martedì ore 15 nella sala del pianterreno
Per i ragazzi dalla IV Elementare alla III Media e anche per gli adulti viene usato con opportuni adattamenti lo stesso tema col fascicolo
LA CHIESA DI GESU’
che raccoglie le catechèsi del Papa all’udienza del Mercoledi.
Domenica 15 Ragazzi e Genitori di terza elementare sono invitati
alla Messa delle ore 9,30; dopo si fermano mezz’oretta al pianterreno
Sempre tanta gente in piazza S.Pietro a Roma per
l’udienza del mercoledì
di Benedetto XVI
che ha cominciato un nuovo ciclo di catechèsi:
La Chiesa, presenza di Cristo fra gli uomini
E’ sbagliato dire:
“Cristo sì, Chiesa no”
CRISTO vive nella CHIESA
“Vorrei dedicare i prossimi incontri del mercoledì al mistero del rapporto tra Cristo e la Chiesa, considerandolo a partire dall'esperienza degli Apostoli, alla luce del compito ad essi affidato. La Chiesa è stata costituita sul fondamento degli Apostoli come comunità di fede, di speranza e di carità. Attraverso gli Apostoli, risaliamo a Gesù stesso. La Chiesa cominciò a costituirsi quando alcuni pescatori di Galilea incontrarono Gesù, si lasciarono conquistare dal suo sguardo, dalla sua voce, dal suo invito caldo e forte: "Seguitemi, vi farò pescatori di uomini!".
Il mio amato Predecessore, Giovanni Paolo II, ha proposto alla Chiesa, all'inizio del terzo millennio, di contemplare il volto di Cristo.
Muovendomi nella stessa direzione, nelle catechesi che oggi comincio vorrei mostrare come proprio la luce di quel Volto si rifletta sul volto della Chiesa , nonostante i limiti e le ombre della nostra umanità fragile e peccatrice. Dopo Maria, riflesso puro della luce di Cristo, sono gli Apostoli, con la loro parola e la loro testimonianza, a consegnarci la verità di Cristo. La loro missione non è tuttavia isolata, ma si colloca dentro un mistero di comunione, che coinvolge l'intero Popolo di Dio e si realizza a tappe, dall'antica alla nuova Alleanza…
...Un segno evidente dell'intenzione del Nazareno di radunare la comunità dell'alleanza, per manifestare in essa il compimento delle promesse fatte ai Padri, è l'istituzione dei Dodici: "Salì poi sul monte, chiamò a sé quelli che egli volle ed essi andarono da lui. Ne costituì Dodici che stessero con lui e anche per mandarli a predicare e perché avessero il potere di scacciare i demòni. Costituì dunque i Dodici..." . Nel luogo della rivelazione, "il monte", Gesù, con iniziativa che manifesta assoluta consapevolezza e determinazione, costituisce i Dodici perché siano con lui testimoni e annunciatori dell'avvento del Regno di Dio...
….Scegliendo i Dodici, introducendoli ad una comunione di vita con sé e rendendoli partecipi della sua missione di annuncio del Regno in parole ed opere, Gesù vuol dire che è arrivato il tempo definitivo in cui giungono a compimento le promesse di Dio.
Con la loro stessa esistenza i Dodici - chiamati da provenienze diverse - diventano un appello a tutto Israele perché si converta e si lasci raccogliere nell'alleanza nuova, pieno e perfetto compimento di quella antica. L'aver affidato ad essi nella Cena, prima della sua Passione, il compito di celebrare il suo memoriale, mostra come Gesù volesse trasferire all'intera comunità nella persona dei suoi capi il mandato di essere, nella storia, segno e strumento del raduno escatologico, in lui iniziato. In questa luce, si comprende come il Risorto conferisca loro - con l'effusione dello Spirito - il potere di rimettere i peccati.
I dodici Apostoli sono così il segno più evidente della volontà di Gesù riguardo all’esistenza e alla missione della sua Chiesa, la garanzia che fra Cristo e la Chiesa non c’è alcuna contrapposizione. E’ pertanto del tutto inconciliabile con l’intenzione di Cristo uno slogan di moda alcuni anni fa: "Gesù sì, Chiesa no". Tra il Figlio di Dio fatto carne e la sua Chiesa v'è una profonda, inscindibile e misteriosa continuità, in forza della quale Cristo è presente oggi nel suo popolo e in particolare in coloro che degli Apostoli sono i successori.”….
CATECHISMO DEI RAGAZZI
II Elementare Lunedì ore 15,45 - Mercoledì ore 16,45
Ragazzi di III Elementare Lunedì ore 16,30
Ragazzi di IV Elementare Giovedì ore 16,30 Ragazzi di V Elementare Mercoledì ore 16 e 16,30
Ragazzi di I Media Lunedì ore 15,30
Ragazzi di II Media Mercoledì ore 15,30
Ragazzi di III Media Lunedì ore 15,30
* Oggi alla Messa delle ore 9,30 ci incontriamo con genitori e ragazzi di I.a Element.; iniziamo con genitori e figli il cammino di formazione cristiana
* Questa settimana il parroco incontra personalmente ciascun ragazzo
di III Elementare insieme con uno dei genitori
* Catechisti di II Elementare: Lunedì ore 15; di IV Elementare, Mercoledì ore 15
* Domenica 12 marzo al pomeriggio assemblea diocesana catechisti
Domando la Cresima perché….
I ragazzi che si preparano alla Cresima ne fanno domanda al parroco e alla comunità parrocchiale e la sottoscrivono insieme con i genitori. La domanda viene consegnata alla fine della celebrazione del Mercoledì delle Ceneri.
Nella settimana tra il 5 e il 12 Marzo il parroco incontrerà personalmente ciascuno dei ragazzi che si preparano al sacramento della Confessione e della Prima Comunione, in presenza di un genitore.
E i ragazzi di Prima Elementare ? Per cominciare, sono invitati con i genitori alla Messa la prima Domenica di Quaresima, il 5 marzo ore 9,30. Subito dopo ci accorderemo per dare inizio al catechismo.
Il Gruppo Missionario è a disposizione per bomboniere o confezioni regalo per Cresima o Prima Comunione: si trova al Venerdì ore 15,30.
San Valentino e l’amore
Una bella lettera d’amore l’ha scritta il Papa
con la sua enciclica.
Sono molti a dire: “Non abbiamo mai sentito parlare dell’amore in questo modo”.
E’ una scoperta, per i cristiani e per tutti.
Leggiamo insieme l’enciclica del Papa
Martedì ore 15 sala pianterreno
N atale: la storia
I primi cristiani non conoscevano la festa del Natale perché nessuno sapeva la data precisa della nascita di Gesù.
Nella Roma pagana si celebrava la festa della luce: dies soli invicti, cioè il giorno del sole che non è stato vinto, in occasione del solstizio d’inverno.
Dalle parti più lontane dell’Impero, moltissima gente si recava a Roma per assistere ai giochi solenni in onore del sole. Nella notte dal 24 al 25 dicembre si riteneva che la luce vincesse finalmente le tenebre e si accendevano grandi falò per aiutare il sole a comparire all’orizzonte.
Nel secolo IV dopo Cristo la Chiesa decise di fissare in quella notte il dies natalis di Gesù: Egli è la vera Luce che dà la vita e vince le tenebre dell’umanità: il peccato e ogni cattiveria, l’ignoranza, e l’ingiustizia.
Sant’Ambrogio, Vescovo di Milano, quando parlava al popolo in occasione del Natale diceva: “Cristo è il nostro sole”.
Il Natale dunque cominciò ad essere celebrato come festa di Cristo luce del mondo, verso l’anno 336 a Roma, e cominciò a sostituire la venerazione del dio sole.
Pochi anni dopo, verso il 354, Sant’Agostino introdusse questa festa anche in Africa; di lì la festa passò anche in Spagna e altrove.
Recentemente attraverso un calcolo particolare degli anni, alcuni studiosi sono arrivati a dire che la data del 25 dicembre è proprio quella esatta nella quale è nato Gesù. Si sono scoperte infatti le liste del servizio al tempio dei sacerdoti, e si è arrivati così a stabilire il mese di servizio di Zaccaria, padre di Giovanni Battista; da qui si è calcolata la data di nascita del Battista, il 24 giugno, a sei mesi dalla nascita del cugino Gesù.
Per capire e vivere la fede:
* oggi alla porta della Chiesa puoi procurarti il Compendio del
Catechismo della Chiesa Cattolica: comincia a leggerlo e a consultarlo personalmente.
* partecipa agli
incontri di catechismo per gli adulti al Martedì ore 15.
Nono Anniversario della Dedicazione Chiesa: Domenica 30 Ottobre.
- Bambini in Chiesa. Sono una festa, anche quando vorremmo che i genitori facessero maggiore attenzione a controllarli… Ma è sempre bene che papà e mamma vengano a Messa anche con i figli piccoli.
Per la festa dei Santi, 1° Novembre, mentre si fa festa in cielo, faremo festa anche in terra. Invitiamo i genitori a portare alla Messa delle ore 11,30 i loro figli in età di scuola materna. Manderemo anche un invito personale.
- La Caritas parrocchiale sta ricevendo abbondanti borse e sacchi di vestiario dalle famiglie. Si raccomanda di portare solo roba pulita e in ottimo stato !!!…
- Il Centro di solidarietà Anna Dupuis presenta Sabato 29 Ottobre ore 18 nella Sala del Consiglio Comunale la Colletta Alimentare che si svolgerà Sabato 26 Novembre nei supermercati del nostro territorio.
- Riprende la Benedizione delle famiglie, dal n.1357 verso zona don
Così comincia il catechismo
- Genitori e ragazzi di Terza Elementare: Oggi participano insieme alla Messa delle ore 9,30. Segue breve incontro al pianterreno
Lunedì ore 16,30 i ragazzi si incontrano con le catechiste
- Genitori e ragazzi di Quarta Elementare:
Giovedì ore 16,30 i genitori accompagnano i ragazzi al Santuario della Madonna della Navicella.
Partenza insieme dalla piazza della Chiesa.
Genitori e ragazzi partecipano insieme
domenica prossima 16 ottobre alla Messa delle ore 9,30
- Genitori e ragazzi di Quinta Elementare:
Mercoledì ore 16,30 i genitori accompagnano i ragazzi al
Santuario della Madonna della Navicella.
Partenza insieme dalla piazza della Chiesa
- Ragazzi di Terza Media:
Lunedì 10 Ottobre ore 15,30 si incontrano con le catechiste e ascoltano le testimonianze di alcuni giovani sulla Giornata Mondiale della Gioventù.
Lunedì 17 Ottobre incontreranno un esperto che risponderà alle loro domande: “Chi sono io ? Cosa sto diventando ?”
Domenica 23 Ottobre al pomeriggio genitori e ragazzi partecipano a un’uscita insieme.
- Incontri dei catechisti di I Media: Martedì ore 18,30
- ACR: Domenica 16 a Loreo: Festa del CIAO.
I Genitori possono accompagnare i loro figli.
- Cavalieri del Gral: Mercoledì ore 16: Uscita a Cà Lino
Così comincia il catechismo
Prima di cominciare il catechismo con ciascuna classe dei ragazzi, ci
incontriamo con i genitori, per un cammino di fede con tutta la famiglia.
Il primo incontro è il prossimo Venerdì 7 Ottobre alle ore 21,
per i papà e le mamme che domandano il catechismo
per i figli che frequentano la Terza Elementare.
Nelle prossime settimane ci saranno incontri con gli altri .
genitori, e quindi man mano inizierà il catechismo dei ragazzi.
Incontri dei catechisti:
di IV El: Martedì ore 15; di V El: Mercoledì ore 16; di III El: Mercoledì ore 17,15
Un catechismo
per tutte le famiglie
Papa Benedetto ha manifestato il desiderio di consegnare idealmente il Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica a ciascun cristiano e ad ogni persona di buona volontà, che desideri conoscere le insondabili ricchezze del mistero salvifico di Gesù Cristo.
Hanno ricevuto dalle mani di Benedetto XVI il Compendio varie persone in rappresentanza delle categorie del Popolo di Dio: un cardinale, un vescovo, un presbitero, un diacono, un religioso, una religiosa, una famiglia – padre, madre e figlia –, due giovani, due adolescenti, tre catechisti ed un operatore pastorale.
Egli ha detto: “Non si tratta certamente di un nuovo Catechismo, ma del ‘Compendio’ che rispecchia fedelmente il Catechismo della Chiesa Cattolica, pubblicato su indicazione di Giovanni Paolo II nel 1992, il quale rimane pertanto sia la fonte da cui attingere per comprendere meglio il ‘Compendio’ stesso, sia il modello, a cui guardare incessantemente per ritrovare l’esposizione armoniosa e autentica della fede e della morale cattolica”
Il Compendio è stato preparato in due anni di intenso e proficuo lavoro. Si svolge a domande e risposte, per “riproporre un dialogo ideale tra il maestro e il discepolo, mediante una sequenza incalzante di interrogativi, che coinvolgono il lettore invitandolo a proseguire nella scoperta dei sempre nuovi aspetti della verità della sua fede”.
“Il genere dialogico - ha detto il Papa - concorre anche ad abbreviare notevolmente il testo, riducendolo all’essenziale. Ciò potrebbe favorire l’assimilazione e l’eventuale memorizzazione dei contenuti”.
Il Papa ha quindi auspicato che il Compendio “dia nuovo slancio all’evangelizzazione e alla catechesi, da cui dipendono non solo l’estensione geografica e l’aumento numerico, ma anche, e più ancora, la crescita interiore della Chiesa, la sua corrispondenza al disegno divino”.
Dalla prossima settimana il nuovo COMPENDIO DI CATECHISMO
si potrà trovare anche in parrocchia. Ci auguriamo che diventi
un libro fondamentale per ogni famiglia cristiana.
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La Chiesa nasce dall’Eucaristia
Scalon, Preghiera-adorazione
Venerdì 18 Febbraio 2005-02-18
1. Questo nostro convenire da varie parrocchie e da tante case in questa Chiesa è un segno: una realtà visibile che esprime e fa vedere una cosa più profonda, il mistero che c’è tra noi (è un segno efficace).
Noi veniamo a Cristo: ci riuniamo attorno a Lui e con Lui: veniamo da varie parti verso un solo luogo e con un’unica Persona: con-veniamo, veniamo insieme in un unico punto.
Ci troviamo a con-venire insieme perché siamo con-vocati insieme; siamo chiamati da Cristo a questa riunione da varie parti. Costituiamo in questo modo la ec-clesia, il popolo dei chiamati da Cristo. Siamo scelti, chiamati, convocati, da Lui e attorno a Lui qui presente nell’Eucaristia.
Questa Chiesa, questa convocazione che Lui fa, questa unità che si esprime in questo luogo è il centro dei nostri paesi, delle nostre comunità, delle nostre persone. La Chiesa con la sua storia e il suo campanile, le chiese e i campanili che ancora punteggiano le nostre campagne e segnano le nostre città: ancora il popolo cristiano, la Chiesa santa di Dio si ricompone, si ricombatta ogni domenica attorno all’Eucaristia, presenza viva del Signore: nei nostri paesi, nella dispersione delle città, dentro il nostro tempo distratto e travolto da mille proposte e tentazioni, si apre un punto di accoglienza e di unità.
(L’immagine del popolo che converge verso la Chiesa del Cardinal Federigo da varie stradine; l’Innominato la guarda sconvolto dal suo castello…)
2. Attorno a Gesù Eucaristico si ricompone la Chiesa perché attorno all’Eucaristia la Chiesa è nata.
La Chiesa non è nata soltanto sulla fede di Pietro e il mandato esplicito di Gesù:
“Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa”.
C’è un momento di fondazione più intenso e più coinvolgente la vita dei protagonisti:
“La vigilia della sua passione… Prendete e mangiate… Fate questo…”.
Lì attorno i protagonisti del popolo di Dio, anche nella loro debolezza e perfino nel tradimento: i dodici con Pietro e Giuda.
Attorno a questo Cristo eucaristico che sta per donarsi al Padre per la salvezza dei fratelli uomini, e dietro a questo comando, si è costruita la Chiesa, ed è proseguita questa costruzione nei secoli, di generazione in generazione. Cristo si è reso presente come colui che convoca i suoi discepoli ed edifica la sua Chiesa, in ogni tempo.
S.Agostino: “L’Eucaristia è il sacramento nel quale in questo tempo viene aggregata (consociatur) la Chiesa”
3. C’è un solo Cristo, una sola Eucaristia, un solo Corpo di Cristo. Corpus Christi natum de Maria Virgine; Corpus Christi eucaristicum; Corpus Christi quod est Ecclesia.
Non vi è un Corpo di Cristo nato da Maria, un Corpo di Cristo in cielo, un altro Corpo nell’Eucaristia, un altro Corpo che è la Chiesa. Non è un corpo diverso il mio: concepito nel grembo materno, cresciuto nella giovinezza, e compiuto nella maturità: lo stesso mio corpo.
Secondo San Paolo, e secondo la realtà delle cose, non c’è che un solo Corpo di Cristo: la sua umanità risuscitata che si rende presente e attiva nella Chiesa e nei suoi sacramenti, e alla quale noi partecipiamo.
La Chiesa dunque partecipa a questa umanità di Gesù, è la sua estensione, la sua dilatazione nel tempo. La Chiesa, i cristiani, uniti al Corpo di Cristo nel Battesimo, vibra nell’unità vitale del Corpo di Cristo presente nell’Eucaristia, e diventa la presenza di Colui che completa perennemente se stesso nel tutto (pleroma).
(Cfr De Lubac, Meditazione sulla Chiesa Paoline p.191)
“Noi che ci nutriamo tutti dello stesso Corpo di Cristo, diventiamo tutti l’unico Corpo di Cristo” Cfr 1 Cor 12.
S.Leone Magno: “Con la partecipazione al corpo e sangue di Cristo noi ci trasformiamo in ciò che mangiamo”: non soltanto ciascuno di noi personalmente, ma noi nell’unità ecclesiale.
Di questo ‘sposalizio’ si può dire: “Quello che Dio ha unito l’uomo non separi”.
4. Da qui parte l’esperienza vissuta dei cristiani. Secondo gli Atti 2,42: “Erano assidui nella frazione del pane… Erano un cuor solo e un’anima sola”.
Come dice Ecclesia de Eucaristia, 12. “ Nell’Eucaristia Cristo ci riceve (ci chiama) e ci fa amici”.
S.Giovanni Crisostomo cit in EdE n.23: “ Che cos’è infatti il pane ? E’ il corpo di Cristo. Cosa diventano quelli che lo ricevono ? Corpo di Cristo, ma non molti corpi, bensì un solo corpo. Infatti come il pane è tutt’uno, pur essendo costituito di molti grani, e questi, pur non vedendosi comunque si trovano in esso, sì che la loro differenza scompare in ragione della loro reciproca perfetta fusione; alla stessa maniera anche noi siamo uniti reciprocamente fra noi e tutti insieme con Cristo“.
S.Agostino (n.40): “Cristo consacrò nella sua mensa il mistero della nostra pace e unità. Chi riceve il mistero dell’unità, ma non conserva il vincolo della pace, riceve non un mistero a suo favore, bensì una prova contro di sé”.
Che questa unità sia il principio e la regola del nostro convenire, del nostro essere convocati, del nostro essere Chiesa nelle nostre comunità, perché noi siamo il Corpo di Cristo al quale tutti gli uomini oggi vengono ancora convocati. Facciamo prevalere nel nostro sguardo su noi stessi e sugli altri questa considerazione. Nel nostro vivere la famiglia, la missione, la parrocchia, questo sguardo. Siamo il Corpo di Cristo.
Cfr anche CivCat 1genn 2005 n.3709 La Chiesa e l’Eucaristia di Donath Hercsik
COMPITO IN CLASSE
23 novembre 2004: compito in classe di italiano. Mattia, dodici anni, sceglie la terza traccia: “Se improvvisamente ti capitasse tra le mani la lampada di Aladino e tu potessi esprimere tre desideri, che cosa chiederesti ?”
Primi due desideri: la salute per sé e per sua famiglia; volare per andare dappertutto in una frazione di secondo.
Ma quando arrivo a leggere il terzo… rimango senza fiato per qualche istante. Mattia scrive così:
“Il mio terzo desiderio è troppo grande, lo è per tutti noi. Infatti è quello di incontrare Gesù. Logicamente intendo che il Signore venisse giù da noi. Mi piacerebbe moltissimo toccarlo con le mie stesse mani, discutere assieme e chiedere come continui il mondo nell’aldilà. Conoscerlo e dire un grazie grande come il planisfero per averci donato tutte queste belle cose: la natura in particolare e il cibo che ci ha procurato per sopravvivere, e questo mondo. Anche se oggi è difficile vivere perché lavorare è fatica, ma serve per crescere la propria famiglia”.
E’ una bella provocazione per me, un’occasione da non perdere ! Ma come fare ? Ci penso un attimo. Esito un po’. L’evidenza è che sono l’insegnante di italiano e lo strumento che ho tra le mani ….non è la lampada di Aladino, ma qualcosa di molto più reale: una penna rossa. Sto correggendo un tema, quindi scrivo anch’io sul foglio protocollo… non per correggere questa volta, ma per rispondere ad una domanda con una proposta.
Nello spazio bianco della colonna di destra metto un asterisco tra parentesi come un ‘Nota Bene’ e scrivo così: “Guarda che questo tuo terzo desiderio si è realizzato quando Gesù è nato dalla Madonna ! E, te lo assicuro personalmente, oggi lo puoi incontrare nella Chiesa. A me è successo e accade tuttora. Se vuoi, vieni a vedere. La prof, Daniela Penzo”.
Non so come andrà a finire, ma intanto ho scoperto che i ragazzi hanno nel cuore desideri veri e comunque, ho cercato di fare quel che potevo. Per ora !
MADRE TERESA E IL MISSIONARIO
Ho conosciuto un missionario che era da poco rientrato dal Brasile, dove aveva ottenuto eccellenti risultati nella baraccopoli di Rio. Mi raccontava che lui, grande “esperto” di missioni, aveva approfittato di un Cardinale, amico comune, per poter parlare con madre Teresa. Le spiegò il progetto che portava avanti in Brasile e le suggeriva di fare altrettanto.
Madre Teresa gli spiegò che il suo progetto era di andare in strada e aiutare il primo che incontrava, poi il secondo, il terzo e così via. Il missionario le rispose che lei non poteva capire: a Rio c’erano milioni di poveri e cosa sarebbe successo se lui avesse cominciato ad aiutarli ad uno ad uno senza un filo logico?
Madre Teresa gli rispose: “Se dove sono due milioni di poveri ne aiuta due, gliene restano da aiutare solo altri 1.999.998! Di quale altro filo logico ha bisogno? E poi perché “costringerli” al catechismo? Pensa che Dio faccia distinzione tra un buon cristiano, un buon musulmano e un buon indù? I poveri hanno la porta del paradiso spalancata dalla loro sofferenza: se vogliono credere che credano, se no crederanno quando vedranno”.
Il missionario mi disse: “Credimi, mi sono reso conto che lei usava Cristo, cioè se stessa, per alleviare le sofferenze dei poveri, mentre io usavo le loro sofferenze per fare proseliti, li ricattavo! Mi sono sentito un verme, nonostante il bene che ero sicuro di aver fatto”.
Mi confessò di aver chiesto subito ai suoi superiori un periodo di ritiro spirituale perché aveva bisogno di un bagno di umiltà.
(Tratto dal notiziario parrocchiale della chiesa di San Gaetano in Padova)
Orari e...
CATECHISMO dei RAGAZZI
Ragazzi III Elementare Giovedì ore 16,30
Ragazzi IV Elementare Mercoledì ore 16,30
Ragazzi V Elementare Lunedì ore 16,30
Ragazzi I Media Mercoledì ore 16
Ragazzi II Media Lunedì ore 15,30
Ragazzi III Media Mercoledì ore 17
Il catechismo di II Elementare
potrà cominciare dopo che il parroco
avrà incontrato tutti i genitori dei ragazzi.
Alcuni hanno già partecipato a un primo incontro. Questa settimana ci sarà un secondo incontro
per tutti i genitori Martedì alle ore 15 nella sala del pianterreno. Chi non potesse partecipare, veda
di avvisare personalmente.
Fantasia
di catechismo
“Mia figlia può andare a catechismo nella classe inferiore ? La mia invece nella classe superiore ?”
“Io e il mio amico possiamo venire a catechismo, anche se da diversi anni non siamo più venuti ?”
Si fa di tutto, pur di partecipare al catechismo.
Bene, c’è posto per tutti.
Purché Cristo
sia conosciuto!...
Eucarestia, Papa
Sabato 16 Ottobre si compiono 26 anni
di ministero del Papa
Il Papa racconta come è nata
la sua devozione a Maria
"L'Angelo del Signore portò l'annuncio a Maria...".
Questo è l'evento più grande della storia,
La venerazione alla Madre di Dio nella sua forma tradizionale mi viene dalla famiglia e dalla parrocchia di Wadowice. Ricordo, nella chiesa parrocchiale, una cappella laterale dedicata alla Madre del Perpetuo Soccorso, dove di mattina, prima dell’inizio delle lezioni, si recavano gli studenti del ginnasio. Anche a lezioni concluse, nelle ore pomeridiane, vi andavano molti studenti per pregare la Vergine.
A Debniki, nel periodo in cui andava configurandosi la mia vocazione sacerdotale, anche grazie al menzionato influsso di Jan Tyranowski, il mio modo di comprendere il culto della Madre di Dio subì un certo cambiamento. Ero già convinto che Maria ci conduce a Cristo, ma in quel periodo cominciai a capire che anche Cristo ci conduce a sua Madre. Ci fu un momento in cui misi in qualche modo in discussione il mio culto per Maria ritenendo che esso, dilatandosi eccessivamente, finisse per compromettere la supremazia del culto dovuto a Cristo.
Mi venne allora in aiuto il libro di san Luigi Maria Grignion de Montfort che porta il titolo di Trattato della vera devozione alla Santa Vergine. In esso trovai la risposta alle mie perplessità. Sì, Maria ci avvicina a Cristo, ci conduce a Lui, a condizione che si viva il suo mistero in Cristo. Compresi allora perché la Chiesa reciti l’Angelus tre volte al giorno. Capii quanto cruciali siano le parole di questa preghiera:
"L’Angelo del Signore portò l’annuncio a Maria. Ed ella concepì per opera dello Spirito Santo… Eccomi, sono la serva del Signore. Avvenga di me secondo la tua parola… E il Verbo si fece carne, e venne ad abitare in mezzo a noi…".
Parole davvero decisive! Esprimono il nucleo dell’evento più grande che abbia avuto luogo nella storia dell’umanità.
Ecco spiegata la provenienza del Totus Tuus. L’espressione deriva da san Luigi Maria Grignion de Montfort. È l’abbreviazione della forma più completa dell’affidamento alla Madre di Dio, che suona così:
“Totus Tuus ego sum et omnia mea Tua sunt. Accipio Te in mea om-nia. Praebe mihi cor Tuum, Maria.
Tutto tuo io sono e tutte le cose mie sono tue. Ti accolgo in tutta la mia vita. Dammi il tuo cuore, o Maria”.
Genitori e catechismo
Genitori e catechismo
Domanda: Perché la fede ? Perché educare i figli nella fede cristiana ?
Risposta: Ogni uomo ha diritto alla piena felicità, ha diritto alla risposta alle sue domande sulla vita e ha diritto quindi a fare esperienza del Dio cristiano rivelato e donato in Gesù Cristo.
Un sacerdote che opera a Cuba da alcuni anni raccontava: “Perché la gente si avvicina alla fede cristiana ? Perché ha un vuoto esistenziale notevolissimo e lo sente riempito da una notizia che dà senso alla vita”. Non molto diverse suonano le parole in bocca agli adulti che si avvicinano al Vangelo nella nostra Italia. In alcune parrocchie dell’hinterland di Milano il numero dei cresimandi ‘over 30’ ha superato quello dei ragazzi.
Il Vangelo non smette di parlare a persone di qualsiasi età, disposte ad accogliere una buona notizia come questa. A.De Saint-Exupery ha scritto: “Restituire agli uomini un significato spirituale, delle inquietudini spirituali. Non si può vivere di frigoriferi, di politica, di bilanci, di parole crociate.”
Domanda: Chi e come educa alla fede ?
Risposta: I nostri figli hanno una possibilità vicina di incontrare questo Dio, così come l’abbiamo avuta noi. La vicinanza di Dio in Gesù Cristo ci è arrivata attraverso il cammino di una storia, di una tradizione che ha raggiunto la nostra famiglia, l’ambiente in cui viviamo.
Siamo chiamati in questione insieme, genitori, educatori, sacerdoti, per rendere le nuove generazioni consapevoli di questa storia.
Vogliamo aiutare la libertà dei ragazzi, perché solo conoscendo e sperimentando personalmente si può scegliere liberamente. Desideriamo comunicare la nostra tradizione, quel significato e quei valori che hanno fatto vivere le persone prima di noi, e costituisce l’anima della nostra civiltà e del nostro stare al mondo.
Domanda: Che cos’è e come si fa catechismo ?
Risposta: Il catechismo è conoscenza
- della storia di Dio con noi, a partire dalla Bibbia fino a nostri giorni
- di Gesù Cristo, Dio incarnato e presente nel popolo cristiano
- delle ragioni della fede e quindi delle ragioni che fanno vivere
Il catechismo è esperienza
- personale: risposta alle nostre domande e al desiderio di vita e felicità
- ecclesiale: in comunione con le altre persone chiamate insieme con noi
- missionaria: tende a comunicarsi a tutti
Il catechismo si svolge come insegnamento, preghiera, esperienza che introduce alla fede della Chiesa e spalanca a tutta la vita.
Uomo e donna;
ricchezza dell’uguaglianza e della diversità delle persone;
dono dell’amore e della famiglia.
Che cosa dice la
Bibbia? Che cosa
insegna la Chiesa ?
E’ l’argomento del
catechismo per gli
adulti, uomini e donne, che inizia
Martedì ore 15
al pianterreno
Testimonianza di una catechista
Un anno di catechismo
Desidero comunicare la bella occasione di crescita personale che ho fatto l’anno scorso attraverso il catechismo ai ragazzi di 5^ elementare.
E’ stata un’occasione di crescita perché è diventata per me approfondimento maggiore della mia esperienza di cristiana. Un’esperienza che consiglierei ad ogni genitore perché ti obbliga ad andare a fondo delle ragioni per cui vale la pena seguire Cristo.
Con i ragazzi non puoi barare; capiscono subito se gli stai insegnando una formula, una regola slegata dalla vita, o se quello che dici c’entra con te e con loro.
Non è necessario che chi fa catechismo abbia doti particolari; anzi per quanto mi riguarda non avrei né tempo, né conosco metodi pedagogici particolari, ma ho deciso di farlo perché mi interessa la vita dei miei figli e mi interessa che anche loro si innamorino di Cristo che ha dato un senso a tutto di me, anche ai miei mille limiti.
In quest’anno mi sono accorta che l’ascolto, la collaborazione, l’interesse c’era nella misura in cui io vivevo quello che stavo raccontando loro.
Durante l’anno abbiamo parlato dei vari incontri fatti da Gesù e di come Lui si sia rivelato e si sia servito delle persone più umili, peccatori, furfanti, per farsi conoscere e per diffondere un senso nuovo alle cose e alla vita.
Durante l’Avvento abbiamo costruito un modesto presepio che, con l’orgoglio dei ragazzi, è stato esposto in chiesa
Ci siamo preparati alla Pasqua leggendo i brani della Passione direttamente dai Vangeli, e mettendoli in scena tra i noi.
Ho notato che in questo modo i ragazzi si immedesimavano meglio in ciò che Gesù e i suoi amici hanno vissuto nella Passione e nella Risurrezione, e mi sembra che abbiano capito che Lui è una persona concreta che ora vive nel suo popolo che è la Chiesa.
Abbiamo letto gli Atti degli Apostoli nelle parti in cui si descrive come quella prima Comunità di cristiani, che si radunava sotto il portico di Salomone, vivessero tra di loro; stiamo verificando se ciò è ancora possibile per noi.
E’ stato importante portare avanti il percorso insieme anche con la catechista dell’altra classe, non tanto per avere uno stesso “programma”, ma soprattutto per chiederci in continuazione: “dove li vogliamo portare questi ragazzi?”
Ecco, fare catechismo per me è stata un’occasione continua per chiedermi: chi sto seguendo, chi e che cosa voglio far incontrare a questi bambini? La mia bravura? Farli diventare dei bravi cristiani rispettosi di una morale? O invece far incontrare Colui che nella mia vita ha saputo valorizzare le mie capacità e incapacità e che, essendo all’origine di tutto, ha dato un senso a tutta la mia vita?
Una catechista di una parrocchia
Angelus di Domenica 19 Settembre 2004
Cristo sulla Croce
risposta di Dio al male
Il Papa sullo “sconvolgente dilagare del terrorismo”
Angelus di Domenica 19 Settembre 2004
Di fronte agli attentati contro la vita che si verificano in ogni angolo del pianeta Giovanni Paolo II domenica ha presentato la Croce di Cristo come la risposta di Dio all’interrogativo sul mistero del male.
Dinanzi al male, che in varie forme si manifesta nel mondo, l’uomo, afflitto e sconcertato, si domanda: ‘Perché?
In quest’alba del terzo millennio, benedetta dal Grande
Giubileo e ricca di tante potenzialità, l’umanità è segnata dallo sconvolgente dilagare del terrorismo. Il susseguirsi di atroci
attentati alla vita umana turba e inquieta le coscienze e suscita nei credenti la sofferta domanda che ricorre nei Salmi:
"Perché, Signore? Fino a quando?”
Dio ha risposto a questo angoscioso interrogativo che si
sprigiona dallo scandalo del male non con una spiegazione di
principio, quasi a volersi giustificare, ma con il sacrificio
del proprio Figlio sulla Croce.
Nella morte di Gesù s’incontrano l’apparente trionfo del male e la vittoria definitiva del bene; il momento più buio della storia e la rivelazione della gloria divina.
La Croce di Cristo è per i credenti icona di speranza, perché su di essa si è compiuto il disegno salvifico dell’amore di Dio. Per questo la liturgia qualche giorno fa ci ha invitato a
celebrare l’esaltazione della Santa Croce, una festa
da cui il credente trae conforto e coraggio.
Con lo sguardo rivolto al Cristo crocifisso, in spirituale
unione con la Vergine Maria, proseguiamo il nostro cammino,
sostenuti dalla potenza della
P.Miranda: Eutanasia dei bambini ?
Caino che decide l’assassinio del fratello
La notizia diffusa il 31 agosto secondo cui la magistratura olandese avrebbe autorizzato la clinica universitaria della città di Groningen a praticare l¹eutanasia su bambini sotto i 12 anni di età, inclusi i neonati,ha scatenato in Italia un acceso dibattito.
Riportiamo un’intervista a padre Gonzalo Miranda, Preside della Facoltà di Bioetica dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma.
Padre Miranda: Questo provvedimento che permette l’applicazione dell’eutana-sia a tutti i nati é una dimostrazione che la famosa teoria del ‘pendio scivoloso’ era corretta. Una volta che si stabilisce il principio che puoi uccidere un essere umano perché soffre, allora logicamente lo estendi a tutti quelli che soffrono.
Se uccidi un essere umano che lo chiede, lo puoi applicare a tutti gli esseri umani che lo chiedono, anche se non soffrono.
Quando si è cominciato a discutere di eutanasia in Olanda ed in altri Paesi, molti hanno sollevato il pericolo di scivolare verso il peggio, e i difensori del provvedimento hanno detto che non sarebbe accaduto, e invece.... molti hanno poi iniziato nel 1993 con la depenalizzazione dell’Eutanasia, ed in seguito è venuta la legge che è stata estesa ai bambini di 12 anni in su.
Nonostante l’opposizione dell’opinione pubblica, ad appena due anni da quella legge siamo già all’applicazione a tutti i nati senza nessun tipo di consenso informato da parte dell’interessato. Vorrei sottolineare che si tratta dell’uccisione volontaria di un essere umano che non si può pronunciare. Uccisione volontaria di un essere umano che non può dire che cosa pensa.
Giovanni Paolo II è intervenuto spesso per mettere in guardia la comunità internazionale dai pericoli della ‘cultura della morte’. Che cosa è questa cultura della morte?
Padre Miranda: Non si tratta di dire che la nostra società è assetata di sangue e di morte, non è questo, piuttosto è una cultura dove la morte è vista come la soluzione, per problemi che non sappiamo gestire altrimenti. Problemi che non sappiamo gestire perché abbiamo perso la generosità, la capacità di accompagnare chi soffre. In questo caso è evidente: si dà la morte come soluzione ai bambini che soffrono. L’alternativa sarebbe quella di accompagnare questi bambini,
aiutarli a non soffrire e questo costa sia economicamente che emotivamente.
Ma la sofferenza estrema può portare le persone a chiedere la morte?
Padre Miranda: Un conto è dire, in momenti di disperazione, che uno desidera la morte, e questo è un sentimento umano. Un’altra cosa è decidere di ucciderlo.
Chi può decidere che la tua vita non vale la pena di essere vissuta, che la cosa migliore che si possa fare è che tu muoia? Qui non si tratta di un’invocazione della morte, ma dell’uccisione volontaria dell’altro.
Il desiderio emotivo, psicologico della morte lo troviamo anche nella Sacra
Scrittura. Anche Geremia e Giobbe, stravolti dalla sofferenza, maledicono il giorno della propria nascita: “Perché non mi fece morire nel grembo materno;
sarebbe stata la mia tomba per sempre. Perché mai sono uscito dal
seno materno, per vedere tormenti e dolore e per finire i miei giorni nella vergogna”(Ger 20,14-18).
Si tratta di un sentimento umano che può venire in mente a chiunque. Mentre
qui è Caino che decide l’assassinio del fratello. Adesso il medico insieme ai genitori potrà decidere di eliminare i bambini, che secondo loro non devono vivere.
Da un punto di vista civile e morale come si può valutare questa decisione presa dalla magistratura olandese?
Padre Miranda: Si stanno comportando come si faceva a Sparta, uccidono i bambini con criteri selettivi. Le battaglie fatte per secoli sulla rivendicazione dei diritti umani sembrano cancellate di fronte a queste decisioni.
Siamo di fronte alla negazione del pensiero giudaico-cristiano. Nella tradizione del pensiero occidentale una persona ha un valore intrinseco per il semplice fatto di essere un essere umano.
La dichiarazione dei Diritti dell’Uomo sostiene all’articolo 2 che i diritti vengono applicati a tutti senza nessuna distinzione e condizione di sorta; qui invece l¹essere umano ‘vale’ a secondo delle sue condizioni fisiche e psichiche.
Nel momento in cui si considera che per le sue condizioni ‘non vale’, allora
viene eliminato, insomma, qualcuno decide di ucciderlo.
In molti hanno sollevato l’accusa di un riemergere della mentalità eugenetica
Padre Miranda: Questa mentalità eugenetica è già applicata con la pratica dell’aborto. Se ci fosse stata una diagnosi che avesse scoperto la malattia durante la gravidanza, probabilmente il bambino non sarebbe mai nato. Siccome è sfuggito a quel controllo allora si fa l¹eutanasia dopo la nascita. Si tratta di una pratica con cui vengono eliminati gli esseri umani considerati ‘non validi’. Esattamente una pratica eugenetica di eliminazione di quello che alcuni valutano come ‘difettoso’.
Il quotidiano romano ‘La Repubblica’ (31 agosto 2004) sostiene che quella olandese sarebbe una situazione ben diversa dall’eugenetica nazista’ perché i medici hitleriani sopprimevano a forza con iniezioni letali bimbi sani perché ebrei o zingari.
Padre Miranda: Purtroppo l’articolo pubblicato da ‘La Repubblica’ riporta
informazioni errate. Anche in Olanda si sopprimono bambini con iniezioni letali. Inoltre l’autore dell’articolo forse non sa che il programma di eutanasia di Hitler era rigorosamente riservato ai tedeschi, e solo più tardi venne esteso alle altre etnie. Il programma nazista era finalizzato ai bambini nati con malattie che,
secondo il loro punto di vista, ne minacciavano l¹integrità fisica.
Il primo caso di eutanasia fu praticato su un bambino che aveva il labbro leporino. Avvenne su richiesta dei genitori, i quali, temendo che avrebbe avuto una vita infelice, chiesero aiuto ai dottori del regime hitleriano, che consigliarono l’eutanasia.
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